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10 giugno: il giorno più vincente nella storia calcistica dell’Italia

Il 10 giugno 1934 l’Italia si aggiudicò il suo primo titolo mondiale. 34 anni più avanti gli azzurri salirono per la prima e unica volta sul tetto d’Europa

Italia-Russia: Europeo 1968
Italia-Russia: Europeo 1968

Il 10 giugno non è una data come le altre

Il 10 giugno è indubbiamente il giorno più vincente nella storia calcistica dell’Italia: nel 1934 la Nazionale guidata da Vittorio Pozzo conquistò il suo primo titolo mondiale, nel 1968 invece gli azzurri si aggiudicarono il loro primo e sin qui unico alloro europeo. In entrambe le competizioni l’atto finale si svolse nella città Roma, ma in due sedi diverse: la finale iridata fu disputata allo Stadio Nazionale (che circa 20 anni più avanti verrà demolito per lasciare spazio all’attuale stadio Flaminio), quella continentale allo stadio Olimpico.

10 giugno 1934: l’Italia sale sul tetto del mondo

Il 10 giugno 1934 andò in scena la finale della seconda edizione della Coppa Rimet, la prima organizzata in Europa, fra i padroni di casa dell’Italia e la Cecoslovacchia. Dopo essersi sbarazzata con facilità degli Stati Uniti negli ottavi di finale, la Nazionale di Pozzo nei quarti dovette affrontare un ostacolo ben più impegnativo: la Spagna del leggendario portiere Zamora, grande protagonista della sfida che terminò 1-1 dopo i tempi supplementari. Per regolamento le squadre furono costrette a ripetere il match nel giorno successivo. Gli azzurri approfittarono dell’assenza per infortunio del portiere avversario e si imposero di misura con un gol di Meazza.

Vittorio Pozzo, ex ct dell'Italia
Vittorio Pozzo, ex ct dell’Italia

Con lo stesso punteggio l’Italia superò anche il quotato Wunderteam austriaco in semifinale guadagnandosi così la possibilità di giocarsi il titolo iridato contro la Cecoslovacchia, che partiva coi favori del pronostico. La Nazionale del bomber Nejedly comandò il gioco per buona parte della partita, sbloccò il risultato al ’71 con Puc e sfiorò il raddoppio in un paio di occasioni. Ma quando la gara sembrava ormai compromessa Pozzo decise di invertire le posizioni di Schiavio e Guaita per togliere riferimenti alla difesa cecoslovacca. La mossa diede gli effetti sperati e l’Italia trovò il gol del pareggio con Orsi a pochi minuti dalla fine. Si andò quindi ai tempi supplementari dove gli azzurri trovarono il gol del definitivo 2-1 con Schiavio. L’Italia potà quindi festeggiare il suo primo titolo del mondo: si ripeterà 4 anni più avanti, sempre sotto la guida di Pozzo che diventerà il primo e unico commissario tecnico a imporsi in due edizioni consecutive dei Mondiali.

10 giugno 1968: l’Italia vince il suo primo Europeo

Esattamente 34 anni dopo l’Italia conquisterà il suo primo e sin qui unico titolo europeo. Il cammino degli azzurri nella fase finale della competizione continentale non fu certo dei più agevoli. Nei quarti ebbero la meglio sulla Bulgaria ribaltando nella gara di ritorno il 2-3 dell’andata. La semifinale contro l’URSS, conclusasi 0-0 dopo i tempi supplementari, fu decisa addirittura dal lancio della monetina dal momento che il regolamento ancora non prevedeva la risoluzione ai calci di rigore.

L'Italia vince l'Europeo nel 1968
L’Italia vince l’Europeo nel 1968

Si arrivò così all’atto finale con la Jugoslavia, decimata dagli infortuni dopo la vittoriosa semifinale contro l’Inghilterra. La squadra slava comandò la partita e sbloccò il risultato al 38° con Dzajic che approfittò di un’esitazione di Zoff e di un pasticcio difensivo di Burgnich. Dopo avere rischiato la capitolazione definitiva l’Italia riuscì a raggiungere il pareggio al minuto 80 grazie a una perfetta punizione di Domenghini. Nei supplementari il punteggio rimase invariato e si arrivò quindi alla ripetizione della gara, non essendo previsto il sorteggio nella finale.

Il ct Valcareggi decise di rivoluzionare la squadra cambiando ben 5 giocatori rispetto alla gara precedente. La mossa si rivelò azzeccata, l’Italia ne guadagnò in freschezza e già alla fine del primo tempo si trovò in vantaggio di due reti: Gigi Riva segnò al ’12 in posizione di fuorigioco, non ravvisata dal direttore di gara spagnolo, Anastasi raddoppiò al ’32. Nel secondo tempo gli azzurri, approfittando della stanchezza degli avversari, controllarono la gara senza particolari sofferenze fino al fischio finale e alla gioia liberatoria per la conquista del primo titolo europeo.

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