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14 ottobre 2001, Juventus-Torino 3-3: c’era una volta il Vecchio Cuore Granata

A vent’anni da quell’incredibile derby, riviviamo insieme, passo dopo passo, tutte le emozioni di quel lontano pomeriggio d’autunno. Da 3-0 a 3-3: il Vecchio Cuore Granata stordisce la Juventus

Ferrante, ex Torino
Ferrante, ex Torino

Nel corso delle ultime stagioni, il Torino ha deluso enormemente in termini di risultati sportivi. Ciò che però fa soffrire maggiormente il popolo granata non riguarda tanto la sconfitta in sé, bensì come la stessa – puntualmente – arriva. Gli uomini in campo, infatti, mancano spesso di grinta, coraggio, passione e soprattutto cuore. Quello stesso “Vecchio Cuore Granata” che la Maratona decanta ogni domenica e che, di conseguenza, pretende dai propri calciatori. Uno slogan che rappresenta molto di più di un semplice motto costituito da tre “belle” parole che “suonano bene” accostate l’una all’altra. Questi tre lemmi, al contrario, sono carichi di significato, poiché sintetizzano alla perfezione 115 anni di storia. Una storia gloriosa, che ha visto il Toro imporsi come il club più forte d’Europa negli anni d’oro del Grande Torino. Una squadra, quest’ultima, semplicemente immortale: talmente forte da sopravvivere addirittura ad una tragedia aerea. Perché nella mente e nel cuore della tifoseria quei meravigliosi giocatori non hanno mai realmente smesso di calcare lo storico terreno di gioco del Filadelfia. È sufficiente passeggiare nei pressi di quel campo per capirlo. E respirare a pieni polmoni l’atmosfera trascendentale che avvolge l’intero quartiere.


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Le delusioni delle ultime stagioni

La storia del Torino, tuttavia, non è costituita unicamente da vittorie. Anzi. Negli ultimi trent’anni, infatti, sono stati ben pochi i risultati sportivi ottenuti dai piemontesi, spesso costretti a lottare fino all’ultima giornata per mantenere la massima serie o a vivere il calvario della cadetteria. Tutto ciò, però, non ha mai scalfito l’animo dei suoi sostenitori: sempre pronti ad incitare i propri colori nonostante tutto. Nonostante le sconfitte umilianti, giocatori non altezza di vestire quella maglia ed investimenti societari talvolta quasi inesistenti. Questo perché al tifoso granata i titoli non sembrano interessare più di tanto. Non a causa di una sorta di malata sudditanza verso le società più attrezzate o di una mentalità “perdente”. Ma per via del fatto che sono ben altri i valori a cui egli aspira: abnegazione, senso di appartenenza, rispetto e spirito combattivo. Non importa se poi si perde, l’importante è “aver dato tutto”, fino all’ultima goccia di sudore.

Alessandro Del Piero, ex capitano della Juventus
Alessandro Del Piero, ex capitano della Juventus

Un derby che sembrava già scritto

Sulla base di tali considerazioni, appare ovvio che la partita che più è rimasta impressa nella memoria dei supporters granata sia quel pazzesco e rocambolesco Juventus-Torino 3-3 del 14 ottobre 2001. Non solo perché si trattava di un derby contro i tanto odiati cugini bianconeri, bensì per le modalità con cui quell’insperato pareggio arrivò. Sulla carta, infatti, il Toro non aveva alcuna speranza di conquistare punti contro la corazzata di Marcello Lippi. E anche il campo sembrava inizialmente dar ragione ai pronostici.

Dopo appena 24 minuti di gioco, infatti, la doppietta di Del Piero e la rete di Tudor hanno fatto prendere il largo alla Signora, che appare ormai irraggiungibile, come un peschereccio che si allontana inesorabilmente dalla spiaggia verso il mare aperto. Il primo tempo si chiude così, tra gli sfottò della curva bianconera: 3-0 per la Juve. Un risultato categorico, duro e crudo che apparentemente non ammette repliche.

Il Vecchio Cuore Granata si palesa in tutta la sua potenza

Ma Giancarlo Camolese non è della medesima opinione. Il tecnico granata, infatti, nel corso dell’intervallo decide di inserire Marco Ferrante, il quale non avrebbe nemmeno dovuto mettere piede in campo poiché ai ferri corti con il presidente Cimminelli. La scelta coraggiosa dell’allenatore piemontese, cresciuto calcisticamente proprio nelle giovanili del Torino, si rivelerà però azzeccatissima.

Dopo appena 10 minuti della seconda frazione di gioco, lo stesso Ferrante imbecca con uno splendido assist Lucarelli, che buca Buffon in uscita: 3-1. Passano pochi minuti ed il grintosissimo Asta si procura un rigore causato da un intervento falloso di Thuram. Dal dischetto si presenta il Ferrante Furioso (con la società) in cerca di riscatto. L’esito è scontato: gol e risultato sul 3-2. Ma le emozioni per il popolo granata sono ben lontane dall’essere terminate. Al minuto 84, il solito Asta, in giornata di grazia, pesca in area l’incontenibile Ferrante che, con una formidabile torsione di testa, impegna Buffon. Il portiere bianconero non riesce però a trattenere la sfera che diventa preda del neo entrato Maspero: 3-3.

Il gol di Maspero
Il gol di Maspero

Maspero uomo della provvidenza

Il Delle Alpi esplode letteralmente. Il vento è finalmente cambiato, così come la trama di quell’incredibile domenica di autunno. Non si sentono più i cori della curva juventina, ma solo le urla ed i festeggiamenti della tifoseria granata. Ma ecco che, al tramonto del match, la doccia fredda è servita: Delli Carri trattiene in area Tudor e l’arbitro comanda il penalty.

L’ennesima grande delusione per il Toro sembra ormai inevitabile, così come gli sfottò dei cugini nelle settimane successive. “Un’altra buona prestazione che lascerà solamente amarezza, zero punti ed un altro derby perso” avrà pensato la curva riservata ai tifosi del Torino. Ma il Dio del Calcio aveva altri progetti quel pomeriggio. Dopotutto una rimonta del genere non sarebbe potuta finire con un’altra cocente sconfitta.

Maspero, in particolare, non ci sta a perdere: non sarebbe giusto. Ed ecco, allora, il colpo di genio. Mentre tutti i suoi compagni sono intenti a protestare, il trequartista lodigiano inizia ad aggirarsi furtivamente all’interno dell’area di rigore e, con fare guardingo, scava una piccola buca nei pressi del dischetto. Manco a dirlo, l’ignaro Salas posizionerà la sfera proprio all’interno di quella cavità: pallone calciato alle stelle e risultato inchiodato sul 3-3 fino al termine del match. Un match che rimarrà per sempre un ricordo dolcissimo nella memoria del popolo granata, finalmente “carnefice” della Juve dopo tanti anni da “vittima”. Una rimonta a dir poco strepitosa che non sarebbe mai stata possibile senza le intuizioni di Camolese. D’altro canto, solo un vecchio cuore granata come lui avrebbe potuto ribaltare il parziale di una partita così sentita.

Ivan Juric, nuovo allenatore del Torino @Image Sport
Ivan Juric, nuovo allenatore del Torino @Image Sport

Il compito di Juric

Ora, però, i tifosi del Torino sono stanchi di campare di ricordi. Ed ambiscono a rivivere giornate emozionanti come quel 14 ottobre di vent’anni fa. Per raggiungere tale scopo, essi hanno deciso di riporre tutta la propria fiducia nelle mani di Ivan Juric, un allenatore che ha sempre fatto dell’agonismo, della grinta, del lavoro sodo e della garra il proprio mantra. Un tecnico che, ai tempi del Verona, è riuscito in più di un’occasione a fermare le big del nostro campionato. L’unico uomo che sembra inoltre incarnare davvero i valori del Toro. E che, per questo motivo, avrà l’arduo compito di risvegliare quel Vecchio Cuore Granata ormai dormiente da tempo.