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14 settembre 1986: il Milan perde la partita d’esordio dell’era Berlusconi

35 anni fa Silvio Berlusconi inaugurò la sua era alla presidenza del Milan con una sconfitta interna contro l’Ascoli di Rozzi

Berlusconi, ex presidente del Milan
Berlusconi, ex presidente del Milan

Silvio Berlusconi è stato il presidente più vincente della storia del Milan che nel corso della sua gestione quasi trentennale ha raccolto ben 26 trofei. Ma la sua prima da numero 1 dei rossoneri ebbe un esito ben diverso da quello che avrebbe sperato. L’imprenditore milanese pochi mesi prima aveva appianato la pesante situazione debitoria della società rossonera rilevandola dall’ex presidente Giuseppe Farina che l’aveva portata sull’orlo del fallimento.

Una volta azzerato il deficit Berlusconi condusse una campagna acquisti di alto profilo portando a Milano giocatori come Giovanni Galli, Dario Bonetti, Roberto Donadoni, Daniele Massaro e Giuseppe Galderisi. Il 14 settembre 1986 i rossoneri alla prima di campionato dovevano affrontare il neopromosso Ascoli, guidato dal vulcanico presidente Costantino Rozzi, sul terreno amico dello stadio di S. Siro, popolato nell’occasione da 60.000 spettatori. Una gara apparentemente dall’esito scontato: il Milan mirava a un campionato di vertice, i marchigiani puntavano alla salvezza. Ma in campo le cose andarono diversamente.


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La partita: decide Barbuti

L’Ascoli aveva confermato otto undicesimi della formazione che nell’anno precedente aveva dominato il campionato cadetto cambiando però la guida tecnica: a Vujadin Boskov, passato alla Sampdoria, era subentrato Aldo Sensibile. Dopo avere rischiato di capitolare al 18° con una traversa colpita di Virdis i bianconeri passarono clamorosamente in vantaggio: Liam Brady, trasferitosi in provincia dopo la chiusura della sua esperienza all’Inter, lanciò alla perfezione Barbuti che con un destro di controbalzo non lasciò scampo a Giovanni Galli.

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Nel secondo tempo il Milan assediò l’Ascoli all’interno della propria area di rigore ma il futuro portiere rossonero Pazzagli, subentrato nella ripresa a Corti, respinse tutti gli assalti degli uomini di Nils Liedholm. Il punteggio rimase quindi immutato fino alla fine e i marchigiani poterono festeggiare nel migliore dei modi il loro ritorno nella massima serie. Per Silvio Berlusconi invece fu un debutto amaro ma in futuro riscattò con gli interessi quell’inatteso scivolone.