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2 giugno 1971: il primo trionfo europeo dell’Ajax di Cruyff

50 anni fa l’Ajax si aggiudicò la Coppa dei Campioni 1970-71 sconfiggendo il Panathinaikos a Wembley: fu la prima vittoria del calcio totale

Ajax 1971
Ajax 1971

La prima volta dell’Ajax

Mercoledì 2 giugno 1971, nella prestigiosa cornice di Wembley, andò in scena la finale della sedicesima edizione della Coppa dei Campioni. All’atto conclusivo giunsero l’Ajax di Rinus Michels e il Panathinaikos allenato da Ferenc Puskas, uno dei più grandi calciatori di sempre che da qualche anno aveva intrapreso la carriera da allenatore. Chiunque avesse vinto la partita si sarebbe aggiudicato il trofeo per la prima volta: i greci erano alla prima finale in assoluto, i lancieri alla seconda conquistata a 2 anni di distanza dalla prima in cui vennero sconfitti 4-1 dal Milan di Nereo Rocco allo stadio Bernabeu di Madrid. L’Ajax non si fece sfuggire l’occasione di vendicare quella disfatta: gli olandesi ebbero la meglio sui greci per 2-0 grazie alle reti di Van Dijk al 5° e del subentrato Haan all’84°. Fu il primo vero trionfo del cosiddetto calcio totale, uno stile di gioco che rivoluzionerà il calcio negli anni ’70.

Johan Cruijff: il Profeta del Gol della rivoluzione del calcio totale
Johan Cruijff ai tempi dell’Ajax

Rinus Michels, il padre del calcio totale

Il principale artefice di questo cambiamento epocale fu Rinus Michels che nel giro di pochi anni trasformò una squadra invischiata nella lotta per non retrocedere in un top team capace di dominare in patria e di arrivare sul tetto d’Europa. La sua concezione del calcio non prevedeva ruoli fissi: tutti i giocatori dovevano essere in grado di giocare in ogni posizione, i terzini si spingevano con frequenza in attacco, gli attaccanti dovevano saper difendere. Lo stesso portiere non doveva limitarsi a difendere i pali ma doveva essere anche il primo baluardo nella costruzione della manovra. Un concetto visionario che anticipò quanto sarebbe avvenuto 25/30 anni più avanti.

Fra gli altri dogmi tattici del tecnico olandese c’erano un pressing esasperato sul portatore di palla, l’applicazione della tattica del fuorigioco, la capacità di giocare su ritmi altissimi. In quell’Ajax capace di laurearsi campione d’Europa militavano, oltre al capitano jugoslavo Vasovic, giocatori come Suurbier, Neeskens, Muhren, Crujff che composero la spina dorsale della Nazionale olandese capace di arrivare a un passo dal titolo del mondo nel 1974 e nel 1978. Proprio Johan Crujff era considerato il giocatore simbolo di questa rivoluzione calcistica: talento cristallino dalla spiccata vocazione offensiva, era tanto micidiale in zona gol quanto efficace nei ripiegamenti difensivi. Si aggiudicò per ben 3 volte il Pallone d’Oro e fu il principale artefice dei grandi risultati ottenuti dalla Nazionale Orange in quel decennio. Con l’unico rammarico di non essere riuscito ad aggiudicarsi un titolo mondiale.

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