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24 novembre 1935, l’Italia vince la sua seconda Coppa Internazionale: l’alba di una gloriosa storia di trionfi

IL 24 novembre 1935 l’Italia si aggiudica la sua seconda edizione della Coppa Internazionale, dando seguito ad un ciclo dorato che inziò nel 1930 e che durò per 10 anni, consegnando la Nazionale Azzurra alla storia del calcio mondiale

Italia-Cecoslovacchia
Italia-Cecoslovacchia

La Coppa Internazionale: l’antenata dell’Europeo

Ogni quattro anni, da tifosi della Nazionale, siamo abituati a vedere i nostri beniamini lottare per tenere alto il nome del tricolore, cimentandosi insieme a tutti gli altri paesi europei in un mese di fuoco che corrisponde al nome di Campionato Europeo di calcio. La prima edizione degli Europei prende piede nel 1960, dopo sei anni dalla creazione dell’UEFA. L’ idea la ebbe il suo segretario generale, Henri Delaunay, fortemente desideroso di organizzare un grande torneo continentale.


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Prima del 1960, tuttavia, era già presente un torneo per squadre nazionali che abbracciava l’Europa: la Coppa Internazionale. Questo torneo, indetto nel 1927, era riservato però a poche e privilegiate partecipanti: in sei edizioni si contesero il titolo Austria, Cecoslovacchia, Italia, Svizzera e Ungheria, alle quali si aggiunse, nell’ultima edizione, la Jugoslavia. Soltanto in un’occasione il torneo non fu portato a termine, nel 1938, quando l’edizione fu interrotta a causa dell’invasione dell’Austria da parte della Germania nazista.

La prima edizione, quella giocata tra il 1927 e 1930, fu vinta dalla Nazionale azzurra, che arrivò al match decisivo contro l’Ungheria con l’assoluta necessità di centrare la vittoria per portare a casa la coppa. Gli Azzurri di mister Pozzo seppellirono gli ungheresi con 5 reti, grazie anche ad una leggendaria tripletta di Giuseppe Meazza, che consegnò la prima edizione della Coppa Internazionale alla squadra italiana.

Italia con Vittorio Pozzo
Italia con Vittorio Pozzo

24 novembre 1935: il bis azzurro e il proseguo di un leggendario ciclo di vittorie

L’Italia, sempre guidata da Vittorio Pozzo, concede il bis nella edizione 1933-1935, la terza. Come per l’edizione d’apertura viene confermata la formula con girone unico all’italiana, con gare di andata e di ritorno e due punti per ogni vittoria. Gli Azzurri vincono tutte le prime quattro gare giocate, regolando la Svizzera, la Cecoslovacchia, l’Ungheria e di nuovo gli elvetici nel 1933. In queste prime uscite la squadra di Pozzo fa registrare numeri stellari, con 11 reti fatte e solo 2 subite.

Il 1934 inizia male e vede l’Italia giocare solo una partita, persa per 4-2 contro l’Austria, la quale aveva beffato gli Azzurri già nella seconda edizione del torneo, costringendoli al secondo posto finale. La Nazionale si rifà tuttavia con gli interessi, nel corso dell’anno, sugli austriaci. In occasione del Mondiale giocato proprio nel 1934, Meazza e compagni hanno, infatti, la meglio sulla formazione di Hugo Meisl, guadagnandosi la finale contro la Cecoslovacchia che gli sarebbe poi valsa la vittoria della propria prima Coppa Rimet.

Nel 1935, da freschi campioni del Mondo in carica, gli Azzurri servono la vendetta all’Austria nella partita di ritorno della Coppa Internazionale, grazie ad una doppietta di un grande Silvio Piola. La squadra austriaca pareggia i restanti incontri contro Cecoslovacchia e Ungheria, consentendo alla squadra di Pozzo di gestire alla meglio il vantaggio accumulato e di mettere le mani, per la seconda volta in tre edizioni, sul prestigioso trofeo. Fu il preludio al bis Mondiale nel 1938, apice di un ciclo leggendario e irripetibile in cui gli Azzurri portarono a casa, in 8 anni, due Coppe del Mondo, due Coppe Internazionali e un Oro Olimpico. Scorpacciata di trofei che ha proiettato l’Italia nell’elitè del calcio mondiale, annoverandola tra le Nazionali più vincenti di sempre.