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25 novembre, un anno fa ci lasciava Diego Armando Maradona: l’alieno più umano tra gli esseri umani

Diego Armando Maradona se ne andava un anno fa a soli 60 anni, una cifra che però non rispecchia fedelmente la durata della sua vita: un’esistenza vissuta sempre sul filo del rasoio, in equilibrio precario tra Paradiso e baratro

Diego Armando Maradona al Napoli
Diego Armando Maradona al Napoli

Un’esistenza sempre al limite

Esattamente un anno fa ci lasciava improvvisamente il più grande calciatore della storia: Diego Armando Maradona. Definire l’argentino un semplice calciatore appare tuttavia estremamente riduttivo, in quanto la sua grandezza va oltre ogni tipo di etichetta. Così irraggiungibile su quel rettangolo verde ma anche così incredibilmente umano e fragile fuori. Una realtà tanto distante quanto vicina. La vita del Diez è un ossimoro continuo: una perenne altalena di stati d’animo diametralmente opposti che non sembrano avere nulla a che fare gli uni con gli altri. Una vita vissuta sempre al massimo, al limite dell’eccesso ma anche del divino: ad un centimetro da sfiorare il cielo con un dito e, allo stesso tempo, ad un passo dal finire nell’abisso. Un’esistenza che, da sola, potrebbe contenere quella di un milione di persone o forse più. Tra alti e bassi, fragorose cadute e roboanti riscatti. Perché Maradona, in fin dei conti, è stato un essere umano proprio come tutti noi. Anche se di questo ce ne siamo accorti solamente alla notizia della sua dipartita.


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Diego Armando Maradona, ex giocatore del Napoli
Diego Armando Maradona, ex giocatore del Napoli

Le mille vite di Diego Armando Maradona

Maradona ci ha lasciati così, in un uggioso pomeriggio tipicamente autunnale, a soli 60 anni. O forse 100. Oppure mille? Calcolare l’età del D10S appare infatti un’impresa impossibile per il nostro mondo civilizzato, ossessionato dalla ricerca continua di una spiegazione scientifica anche laddove, forse, non esiste. Dopotutto come si fa ad asserire con assoluta certezza che il metro di calcolo dell’età siano gli anni e non le esperienze vissute? I giorni che passano non sono tutti uguali. Alcuni si trascinano stancamente verso la sera, mentre altri sembrano durare ben più di 24 ore. Come dimostrato da Einstein: il tempo è relativo.

Ecco: El Pibe de Oro non ha mai vissuto una giornata banale. Né durante la sua infanzia, quando tornare a casa incolumi in un quartiere come Villa Fiorito era tutt’altro che scontato, né da adulto, diviso tra magie sul campo, nottate insonni e turbamenti interiori. Un’esistenza frenetica che sembrava aver fretta di correre verso la fine: a 16 anni l’esordio tra i professionisti all’Argentinos Juniors, a 21 il trasferimento nel tanto amato Boca Juniors. Poi il grande salto in Europa al Barcellona a soli 22 anni, lontano dagli affetti e dalla sua Argentina: un Paese tanto affascinante quanto complicato, proprio come lui. Fino all’approdo, a 24, in quella che sarà in eterno la sua seconda casa: Napoli, ed alla sua definitiva consacrazione, a 26, quando trascinerà l’Albiceleste sul tetto del mondo ai Mondiali messicani.

Diego Armando Maradona, ex giocatore del Napoli
Diego Armando Maradona, ex giocatore del Napoli

Un D10S non muore mai

Maradona ha dato tutto se stesso per il Napoli e per Napoli, che ha ricambiato la sua bontà di cuore giurandogli eterno amore. Un giuramento di fedeltà che va ben oltre la morte. Perché quando si tratta del Diez la parola fine non è contemplata. El Pibe de Oro continua infatti a vivere in forma trascendentale, forse proprio come in realtà ha sempre vissuto, tra le mura dell’ex stadio San Paolo che, non a caso, ha preso il suo nome. Questo evidenzia come, per lui, la differenza tra la vita e la morte sia minima. E non potrebbe essere altrimenti quando per tutti sei il D10S: un essere umano talmente speciale da essere considerato un alieno che ha deciso, di sua spontanea volontà, di palesarsi agli occhi del mondo. Un extraterrestre che ha però dimostrato, nel corso della sua esistenza, di essere costretto a fare i conti con la tristezza, la malinconia, l’infelicità, l’insicurezza e la fragilità emotiva esattamente come tutti noi. Sentimenti negativi troppo potenti da gestire per una persona sola. Anche se il tuo nome è Diego Armando Maradona.