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9 agosto: buon compleanno Filippo Inzaghi!

Compie 48 anni Superpippo Inzaghi, il miglior marcatore italiano in Champions League nonchè uno dei più grandi bomber degli ultimi 30 anni

Filippo Inzaghi
Filippo Inzaghi ai tempi del Milan

Una bacheca ricca di successi

Compie 48 anni Filippo Inzaghi, uno dei più grandi attaccanti italiani e non solo degli ultimi 30 anni. Il centravanti piacentino ha saputo come pochi altri sopperire a doti tecniche non eccezionali con senso della posizione e uno straordinario fiuto del gol che lo portava a essere spesso al posto giusto nel momento giusto. Queste doti unite alla sua capacità di giocare sul filo del fuorigioco lo rendevano un incubo per i difensori avversari che non potevano permettersi la minima distrazione. La sua bacheca è ricca di successi: 3 scudetti (2 col Milan, 1 con la Juventus), 1 Coppa Italia, 2 Champions League col Milan, la seconda delle quali vinta grazie a una sua doppietta nella finale contro il Liverpool, 1 Mondiale per Club (sempre coi rossoneri), 2 Supercoppe Europee e la Coppa del Mondo 2006 con la maglia della Nazionale. Con 50 gol in 85 presenze è inoltre il miglior marcatore italiano nella storia della Champions League.


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La carriera: dagli inizi col Piacenza allo scudetto con la Juventus

Dopo avere fatto la trafila delle giovanili nel Piacenza e avere giocato una buona stagione in prestito in Serie C1 col Leffe, Inzaghi ha iniziato a farsi notare agli occhi del grande pubblico nel 1993-1994 col Verona, segnando 13 reti in 36 presenze. Nella stagione successiva rientrò finalmente alla base contribuendo in maniera determinante alla promozione in Serie A della squadra della sua città. Nell’estate del 1995 si trasferì al Parma che lo fece debuttare nella massima serie. Per un curioso scherzo del destino realizzò il suo primo gol in Serie A proprio contro la sua ex squadra, il Piacenza, il 29 ottobre in uno dei pochi lampi in una stagione non particolarmente fortunata. Ben diversa la musica nell’annata successiva con la maglia dell’Atalanta.

Del Piero e Pippo Inzaghi ai tempi della Juventus
Del Piero e Pippo Inzaghi ai tempi della Juventus

Il tecnico dei nerazzurri Mondonico lo inserì al centro di un tridente completato da Morfeo e Lentini, mossa che si rivelò particolarmente azzeccata. Inzaghi si aggiudicò il titolo di capocannoniere del campionato segnando 24 reti, andando a segno contro 15 delle 17 rivali. L’8 giugno 1997 debuttò nella Nazionale maggiore in una partita contro il Brasile valida per il Trofeo di Francia, un torneo di preparazione ai Mondiali del 1998. Le sue prestazioni attirarono le attenzioni della Juventus che lo prelevò dal club nerazzurro per 20 miliardi di lire. A dispetto dello scetticismo iniziale dei tifosi bianconeri, diede vita con Del Piero a un tandem offensivo particolarmente efficace. Grazie ai suoi gol la Vecchia Signora si aggiudicò lo scudetto e sfiorò il successo in Champions League, arrendendosi soltanto in finale contro il Real Madrid. Inzaghi rimase in bianconero per altre 3 stagioni, realizzando complessivamente 89 reti in 165 presenze.

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I trionfi col Milan

Nell’estate del 2001 si trasferì al Milan per 70 miliardi di lire (40 in contanti più il cartellino di Cristian Zenoni). La sua prima stagione in rossonero fu caratterizzata da un serio infortunio al ginocchio sinistro che ne limitò il rendimento. Molto meglio andò nella stagione successiva in cui realizzò ben 30 reti, contribuendo al successo dei rossoneri in Champions League e andando a segno anche nella finale di ritorno di Coppa Italia contro la Roma. Una serie di problemi fisici condizionò le successive 2 stagioni e mezza ma nel 2005-2006 grazie a un grande finale di campionato si guadagnò la convocazione ai vittoriosi Mondiali del 2006 in cui, nonostante lo scarso minutaggio concessogli da Lippi, riuscì ad andare a segno contro la Repubblica Ceca.

Pippo Inzaghi ai tempi del Milan (Champions League 2007)
Pippo Inzaghi ai tempi del Milan (Champions League 2007)

Nelle 2 stagioni successivi Inzaghi contribuì in maniera determinante ai trionfi internazionali del Milan: con una sua doppietta i rossoneri si aggiudicarono la Champions League sconfiggendo in finale per 2-0 il Liverpool vendicando così la rocambolesca sconfitta di Istanbul di 24 mesi prima. Nella stagione successiva andò a segno sia nella Supercoppa Europea che nella finale del Mondiale per Club, vinte rispettivamente ai danni di Siviglia e Boca Juniors. Nel 2008-2009 raggiunse due prestigiosi traguardi personali: il gol numero 300 della sua carriera e il gol numero 150 in Serie A. Questi furono gli ultimi guizzi importanti della sua parabola da calciatore che si concluse il 13 maggio 2012 in una gara di campionato contro il Novara in cui segnò l’ultimo gol della sua favolosa carriera.

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La carriera da allenatore

Una volta appesi gli scarpini al chiodo rimase al Milan dove iniziò a muovere i suoi primi passi da allenatore iniziando con gli Allevi Regionali, proseguendo con la Primavera per approdare infine alla panchina della prima squadra nel 2014-2015 che si concluse con un deludente decimo posto che gli costò la conferma a fine stagione. Dopo 1 anno di inattività ripartì dalla Lega Pro sulla panchina del Venezia che trascinò alla promozione in Serie B. Nella stagione successiva in cadetteria condusse i lagunari ai playoff promozione dove furono sconfitti in semifinale dal Palermo. Gli ottimi risultati ottenuti col Venezia gli consentirono di guadagnarsi un’altra chance nella massima serie col Bologna dove però non riuscì a confermarsi venendo esonerato a fine gennaio coi rossoblu in piena zona retrocessione.

Filippo Inzaghi, ex allenatore del Benevento @Image Sport
Filippo Inzaghi, ex allenatore del Benevento @Image Sport

Inzaghi ricominciò nuovamente dalla Serie B assumendo la guida del Benevento con cui dominò il campionato assicurandosi la promozione in Serie A con ben 7 giornate d’anticipo. Ma ancora una volta l’impatto di Superpippo con la massima serie si rivelò fallimentare nonostante un girone d’andata di alto livello, chiuso in una tranquilla zona di centroclassifica. Ma un brusco calo nel girone di ritorno, con l’unico lampo della clamorosa vittoria sul campo della Juventus, portò i sanniti a una nuova dolorosa retrocessione. Ma con la stessa caparbietà che ne ha contraddistinto la carriera da calciatore Inzaghi ancora una volta proverà a rilanciarsi in Serie B sulla non facile panchina del Brescia.