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9 giugno 2005: Ciro Ferrara dà l’addio al calcio in un San Paolo in visibilio

16 anni fa Ciro Ferrara ha festeggiato con una partita d’addio il suo ritiro dal calcio giocato in un San Paolo in delirio per il ritorno di Maradona a Napoli dopo 14 anni

Ciro Ferrara con la maglia della Juventus
Ciro Ferrara con la maglia della Juventus

Il tributo della Juventus e la partita celebrativa

Sono passati 16 anni da quando Ciro Ferrara, uno dei migliori difensori italiani degli anni 80 e 90, ha celebrato il suo ritiro dal calcio giocato a poco più di un mese di distanza dalla sua ultima partita ufficiale, Juventus-Parma. In quell’occasione il difensore partenopeo subentrò a pochi minuti dalla fine a Pavel Nedved sotto gli applausi scroscianti del pubblico del Delle Alpi. Ma Ferrara voleva chiudere in bellezza nella sua Napoli, la città che gli ha dato i natali e che lo ha visto crescere calcisticamente. Decise quindi di organizzare allo stadio San Paolo una gara amichevole fra Napoli e Juventus con la presenza di numerosi suoi ex compagni di squadra: dai protagonisti dei due scudetti partenopei, come Careca, Bagni, De Napoli, Bruno Giordano, a quelli dei trionfi bianconeri come Ravanelli, Nedved, Zidane, Del Piero, Ibrahimovic. Ma c’era anche un altro invitato speciale.

Diego Armando Maradona e Ciro Ferrara
Diego Armando Maradona e Ciro Ferrara

Il ritorno di Maradona

Le 80.000 persone che hanno riempito il San Paolo in ogni ordine di posto non erano accorse soltanto per festeggiare Ciro ma anche per rendere omaggio all’uomo che col suo genio calcistico ha contribuito a rendere grande Napoli e a far sognare una città intera: Diego Armando Maradona che fece il suo ritorno in quella che per anni è stata la sua casa dopo 14 anni di assenza per celebrare l’amico di sempre. Prima del calcio d’inizio dell’amichevole Ferrara chiamò in campo e presentò tutti i compagni accorsi all’evento. A un certo punto El Pibe de Oro, la cui presenza non era stata ufficializzata, fece capolino dagli spogliatoi fra il tripudio dei presenti. Maradona abbracciò Ciro e fece diversi giri di campo, sventolando le magliette e le sciarpe lanciate dai tifosi rendendo indimenticabile una serata già speciale.

Ciro Ferrara esulta dopo un gol con il Napoli
Ciro Ferrara esulta dopo un gol con il Napoli

Ferrara, una carriera fra Napoli e Juventus

Napoli e Juventus sono le uniche 2 squadre in cui Ferrara ha speso la sua carriera, suddividendo quasi equamente le sue presenze complessive: 322 coi partenopei, 358 coi bianconeri. Il suo palmares è ricchissimo: 7 scudetti (più 1 revocato con la Juventus), 2 vittorie in Coppa Italia, 5 nella Supercoppa Italiana, la Coppa UEFA 1988-89 col Napoli, la Champions League 1995-1996 a cui hanno fatto seguito nell’anno successivo la Supercoppa Europea e la Coppa Intercontinentale con la Juventus. Con la maglia della Nazionale ha indubbiamente raccolto meno di quanto avrebbe meritato: dopo avere partecipato ai Mondiali italiani del 1990 giocando la vittoriosa finale per il terzo posto contro l’Inghilterra è uscito dal giro in seguito all’approdo sulla panchina azzurra di Arrigo Sacchi che lo riteneva poco funzionale alla sua difesa a zona.

Ciro Ferrara con la maglia della Juventus
Ciro Ferrara con la maglia della Juventus

Dopo un’assenza di 4 anni rientrò in azzurro nel 1995 ma un infortunio gli impedì di partecipare a Euro 1996, dove con ogni probabilità avrebbe ricoperto un ruolo da titolare al centro della difesa. La storia si ripeté 2 anni più tardi quando per un altro problema fisico fu costretto a saltare anche i Mondiali di Francia 1998. Prese parte invece come riserva a Euro 2000 scendendo in campo solamente nella partita della fase a gironi contro la Svezia, in quella che sarà la sua quarantasettesima e ultima presenza con la maglia azzurra. Difensore forte atleticamente e abile in marcatura iniziò la sua carriera nel ruolo di terzino destro per poi affermarsi nel corso degli anni come centrale. Non disdegnava le incursioni nell’area avversaria, soprattutto in occasione delle palle inattive. Fra i 36 gol realizzati nel corso della sua carriera il più celebre è indubbiamente quello realizzato in rovesciata contro il Piacenza nel 1996. Una volta appesi gli scarpini al chiodo ha tentato senza troppa fortuna la carriera di allenatore per poi dedicarsi al ruolo di opinionista televisivo.

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