A tutto Buffon: il numero uno tra passato, presente e futuro

Il portiere a 41 anni non ha smesso di sognare

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Buffon, Psg / Sepakbola

Gianluigi Buffon si racconta. Dalla porta ai microfoni, come sempre in grande stile

In un’intervista rilasciata a La Stampa, il portierone ha parlato della sua nuova avventura parigina, dei suoi trascorsi con la maglia bianconera e delle sue ambizioni in chiave futura. Un Buffon che non si pone limiti: verrebbe da dire che la sua carta d’identità mente!

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Capitolo Psg: “Qui mi sono tolto dopo 40 anni da una zona di comfort e rimesso in gioco in campo e nella vita. Neymar e Mbappé sono fuoriclasse. Ney è un talento quasi inarrivabile, se non lo conosci può anche non suscitare simpatia. Invece è un ragazzo persino timido, molto altruista. Ha un lato umano che chi è tifoso non vede, abbagliato dalla stella. E mi chiedo come non abbia ancora vinto il Pallone d’oro, talenti cristallini come il suo ne ho visti davvero pochi. Lui vale Messi e Ronaldo. Mbappé ha un entusiasmo e un talento devastante, è sempre sorridente, gli piace scherzare. Ma deve ancora crescere, se vuole essere il migliore al mondo per i prossimi dieci anni deve tener presente che non lo si diventa solo per le doti naturali, ma serve applicazione e senso del lavoro”. Gigi, che di campioni ne ha visti e affrontati, incorona i due compagni di squadra.

Il numero uno del Psg si gode il momento e punta nuovi trofei (d’altronde con una squadra così competitiva sarebbe impensabile non farlo) per poi tornare su quella che per 17 anni è stata la sua squadra, la sua famiglia, la sua casa: “Mi sento un vecchio amico della Juve. Io sono affezionato ai bianconeri, ci vorremo bene per sempre. Anche il fatto di essersi separati non ha provocato polemiche, c’è grande rispetto e stima. Cristiano Ronaldo ha dato linfa nuova a tutto l’ambiente. Il presidente Agnelli è stato bravo a capire come ci fosse bisogno di una scintilla per riaccendere l’entusiasmo”. Senza rimorsi o rancori del caso, Buffon fa il tifo per i suoi ex compagni, con l’augurio di non incrociarli mai nelle vesti di avversario.

Alla domanda sul futuro, l’ex portiere della Juventus e della Nazionale Italiana si supera e da il meglio di sé: “A 41 anni non ho smesso di sognare. E quando sogni è bello vedersi in tante situazioni diverse. Ho bisogno di entusiasmo, l’anno scorso pensavo di smettere e il solo pensiero mi ha creato troppa negatività. Per questo io sogno nella mia testa di stare sul campo fino a 80 anni, il nonno in porta con il bastone e con la maglia numero 1. E al tempo stesso immagino che tutto possa finire domani. Non mi pongo limiti, ma so che il conto prima o poi arriverà”.

Che sia una porta o un microfono le uscite di super Gigi si confermano da standing ovation.

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