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Acquafresca in ESCLUSIVA: “Napoli, Inter e Milan per lo scudetto. Allegri? La Juventus risalirà. E su Joao Pedro in Nazionale…”

Robert Acquafresca in ESCLUSIVA ai nostri microfoni: scudetto, particolari situazioni di Juventus, Atalanta e Cagliari, ma anche l’accostamento di Joao Pedro alla Nazionale di Mancini

Robert Acquafresca, ex giocatore di Bologna e Cagliari
Robert Acquafresca, ex giocatore di Bologna e Cagliari

Ritiratosi nell’ottobre dello scorso anno Robert Acquafresca, intervistato dalla redazione di Footballnews24.it, ci ha raccontato le sue migliori stagioni vissute al Cagliari, in Sardegna, regione dove adesso vive con la famiglia. Oltre ai suoi brillanti anni in terra sarda il classe ’87 ci ha dato le sue impressioni sugli allenatori e i compagni che lo hanno accompagnato durante la sua carriera: Ezio Rossi, Gasperini, Pioli, Allegri e per finire un ricordo ad un ex compagno che purtroppo non c’è più, l’indimenticato Davide Astori.


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Gli inizi tra Treviso e Cagliari

Hai iniziato molto presto nelle giovanili del Torino e ti sei fatto notare dall’Inter che nel 2005 aveva deciso di acquistarti. Da lì poi è iniziato il tuo tour in giro per l’Italia (e non solo). Innanzitutto volevo chiederti: che ricordo hai del tuo esordio in Serie A con il Treviso, avvenuto in occasione del tuo diciottesimo compleanno?

“Io penso che regalo più bello non potevo ricevere, esordire in Serie A a 18 anni non ha prezzo. Ringrazierò per tutta la vita mister Ezio Rossi che mi ha dato quest’opportunità, non è da tutti, è un gesto non dovuto. Un po’ come Mancini che ha messo in campo Sirigu all’Europeo quando eravamo già qualificati in modo da far giocare tutti i giocatori. Il mister con me si è dimostrato un grande uomo e posso solo dire grazie, non poteva farmi regalo migliore”.

Per il primo gol in A invece dovrai aspettare il 2007 in un palcoscenico importante come l’Olimpico di Roma. Cosa ricordi di quel giorno?

“Beh il ricordo è bellissimo ma purtroppo era arrivata una sconfitta contro la Lazio. In questi casi l’urlo rimane un po’ strozzato perché quando fai gol e non vinci è un po’ fine a se stesso. È stato bello per rompere il ghiaccio nel campionato dei grandi”.

Acquafresca: “Rimane un po’ di amarezza per non aver potuto giocare nell’Inter”

Sei stato più volte sul punto di debuttare con l’Inter che fino al 2009 ha detenuto la proprietà del tuo cartellino, tuttavia non ci hai mai giocato. È il tuo rimpianto più grande?

“All’epoca era diverso rispetto ad ora. Adesso si fanno giocare molto di più i giovani. Probabilmente se io adesso avessi avuto 19 anni e se quello che ho fatto all’epoca lo avessi fatto adesso dove i giovani vengono lanciati più facilmente, magari sarei finito all’Inter anche io. Quella era una squadra piena di campioni, che poi ha vinto il triplete, peccato. Per me si erano prospettate altre cose e le ho accettate. Potevo impuntarmi e restare ma magari non sarebbe andata bene”.

Con gli anni (sportivamente parlando) hai potuto “vendicarti” realizzando alcune reti contro i nerazzurri, come ad esempio nella stagione 2008/2009 quando segnasti sia all’andata che al ritorno…

“Sì, mi è dispiaciuto non essere andato lì però è andata così. Certo è chiaro che fare gol all’Inter, al Milan, alla Juventus è rimasta pur sempre una soddisfazione”.

Nonostante la tua buona stagione al Cagliari quell’anno poi fosti ceduto definitivamente al Genoa in cambio di Thiago Motta e Milito. È l’Inter che poi vincerà il triplete. Rimane un po’ di amarezza?

“Non ti nego che sì, ripensandoci rimane un po’ di amarezza per esserci andato vicino, averlo meritato sul campo quindi un po’ fa arrabbiare. Ogni calciatore vuole essere competitivo, ha l’ambizione, avrebbe fatto piacere però poi posso dire di aver trovato un grande posto che è Cagliari, la Sardegna, che mi ha adottato e mi ha dato la fiducia di cui avevo bisogno e non posso far altro che ringraziarli”.

Robert Acquafresca ex Cagliari
Acquafresca, ex attaccante del Cagliari

Sei rimasto comunque nella storia del Cagliari, le tue 32 reti in Serie A ti hanno fatto entrare di diritto tra i migliori bomber della squadra sarda. Dopo un anno complicato come quello precedente, quest’anno nonostante la qualità della rosa e il cambio in panchina la squadra si ritrova ultima in classifica. Ti aspettavi un inizio di stagione di questo tipo?

“Diciamo che non se lo aspettava nessuno. Il Cagliari per i nomi che ha e il percorso iniziato l’anno scorso, merita di stare più in alto. La società si aspettava un rendimento diverso. Però ancora ci sono tante partite e tanti punti a disposizione per poter risalire la classifica. Sarebbe importante inanellare un ciclo di vittorie per uscire dalla zona retrocessione”.

Acquafresca: “Gasperini è un allenatore insaziabile”

Hai vestito anche la maglia dell’Atalanta e sei stato allenato da Gasperini, binomio perfetto per chiederti: cosa pensi dell’Atalanta di quest’anno? Dove può arrivare in campionato? Ha possibilità di passare il turno in Champions League?

Gasperini ha aperto un ciclo così come aveva già fatto a Genova però assolutamente migliore poiché lo ha reso continuativo, ancor più che nei rossoblù dove era stato qualche anno. A Bergamo penso abbia fatto un vero e proprio miracolo, assistito da una società importante. Quest’anno l’Atalanta mi dà l’impressione di essere un po’ sulle montagne russe ma conoscendo Gasperini che è un allenatore insaziabile, com’è giusto che sia da parte di qualsiasi sportivo che arriva ad allenare a quei livelli, vorrà arrivare più in alto possibile in entrambe le competizioni”.

Bologna è stata un’altra pagina importante della tua carriera. Lì sei stato allenato da Stefano Pioli. Parlando del tecnico parmense mi viene da chiederti qualcosa in merito al Milan e alla lotta scudetto. Chi vedi favorito?

Milan, Napoli e Inter sono un gradino sopra tutti”.

Juventus-Ajax, due dubbi per Massimiliano Allegri
Allegri, allenatore della Juventus

Tornando un attimo al Cagliari, nella tua miglior stagione sei stato allenato da Massimiliano Allegri. Riuscirà il mister a raddrizzare la stagione della Juventus, quest’anno parecchio altalenante tra campionato e coppa?

“Penso che con Allegri in panchina la Juventus riuscirà a risalire in classifica. I bianconeri ci hanno abituato ad essere una squadra che non molla mai, a saper rendere possibile l’impossibile. Questo è un anno zero per la Juventus, con l’addio di Cristiano Ronaldo è cambiato tanto però hanno alla guida per me il miglior uomo in grado di guidarla per il raggiungimento dei suoi obiettivi”.

Il ricordo di Astori, ragazzo educato e genuino

Tra i tantissimi compagni con cui hai condiviso lo spogliatoio c’è stato anche Davide Astori. Ti va di condividere con noi un ricordo con lui ai tempi del Cagliari?

“Davide una persona speciale, ho condiviso con lui anche tante vacanze e Capodanni. Ci conoscevamo da quando eravamo piccoli, avevamo 16/17 anni. È sempre stato un ragazzo genuino, molto educato, faccio sempre fatica a parlare di lui, il suo ricordo rimarrà per sempre indelebile. Conosco i suoi genitori, capita di sentirci ancora oggi. Purtroppo sono quelle cose che non riesci a darti una spiegazione, ci pensi e ti chiedi ‘ma è successo davvero?'”

Hai giocato pure qualche stagione all’estero: al Levante e al Sion. Con gli spagnoli hai avuto modo di giocare anche l’Europa League. Che ricordi positivi ti hanno lasciato queste due esperienze?

“Conservo bellissimi ricordi. Intanto quando vai fuori dall’Italia ti approcci ad una nuova cultura, è un’esperienza che consiglio a tutti. Al Levante una grande esperienza, ho giocato con Keylor Navas, Javi Navarro, Juanfran, Oba Oba Martins, Iborra insomma un bel gruppo. In Europa League siamo usciti ai sedicesimi, è stata davvero un’esperienza bellissima. Un calcio totalmente diverso per come viene interpretato e come viene vissuto. Anche in Svizzera un’esperienza bellissima, formativa pure dal punto di vista delle varie lingue che si parlano”.

Joao Pedro
Joao Pedro, attaccante del Cagliari

Hai fatto tutto il percorso delle Nazionali giovanili dalla Under 17 alla Under 21 rendendoti protagonista dell’Europeo in Svezia nel 2009 con gli Azzurrini. C’è qualche giovane attaccante che nell’ultimo periodo ti ha colpito particolarmente e consiglieresti a mister Mancini in vista dei prossimi impegni dell’Italia?

Il tasto attaccanti ultimamente per quanto riguarda la Nazionale è molto delicato. I giocatori presenti sono molto forti, alcuni più affermati di altri come Immobile e Belotti rispetto a Scamacca e Raspadori che si stanno affacciando adesso. Ho letto ultimamente di Joao Pedro come possibile alternativa per la Nazionale e io mi auguro veramente che venga preso in considerazione: ad essere onesti i numeri parlano per lui. Ha dimostrato di essere uno dei migliori attaccanti quindi una chance la meriterebbe”

Ad un anno circa dalla decisione di appendere le scarpette al chiodo come immagini il tuo futuro? Sarai sempre nel mondo del calcio o hai intenzione di coltivare qualche altra passione?

“Ho fatto il corso da allenatore UEFA B ma a dire la verità non mi sento pronto ad affrontare un percorso come allenatore. Mi piacerebbe un ruolo dirigenziale, magari a Cagliari vicino al direttore così come hanno fatto Matri o Cossu, per poter apprendere quel tipo di percorso”.