Alessandro Melli, attaccante del Parma
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Alessandro Melli in ESCLUSIVA: “Conte lascerà l’Inter. Milan-Champions, ci siamo. Buffon e Donnarumma? Vi dico la mia…”

In esclusiva ai nostri microfoni Alessandro Melli. L’ex attaccante di Milan, Parma, Sampdoria ha ripercorso le fasi salienti della sua carriera, commentando anche alcuni temi attuali del calcio nostrano, dalla retrocessione dei ducali in Serie B alla possibile qualificazione in Champions dei rossoneri, soffermandosi anche sulle situazioni legate a Gianluigi Donnarumma e Buffon

Alessandro Melli: “Parma in Serie B? Colpa di tutti…”

Alessandro Melli è stato un grandissimo calciatore nel lasso di tempo che va dal 1983 al 2001. Attaccante “vecchio stampo“, uno di quelli che davanti la porta difficilmente sbagliava, tanto da aver realizzato in carriera 72 reti. La sua storia da calciatore fu profondamente legata al Parma, società con cui ha giocato per ben 10 anni. Da annoverare anche una breve parentesi al Milan nel 1994-95. Oggi abbiamo avuto l’onore di averlo ai nostri microfoni.

Alessandro, la sua ex squadra, il Parma è retrocessa in Serie B. Secondo te cosa non ha funzionato quest’anno?

“Quando succedono campionati come questi, secondo me, ci sono tante motivazioni. Sicuramente sono stati commessi degli errori e si è cercato di risolverli. Probabilmente non si è riusciti a farlo, dunque la colpa è un po’ di tutti. Calciatori in primis, l’allenatore ed infine la dirigenza. Difficile dire dall’esterno chi ne abbia di più”.

Il Milan, invece è ad un passo dalla Champions. Cosa è mancato ai rossoneri per vincere il campionato quest’anno?

“Direi che la squadra è mancata in certi momenti della stagione, sicuramente nel periodo più importante. Quello che va da gennaio a marzo che è quello decisivo, quello in cui non si può sbagliare nulla. In quei mesi lì, ci sono stati troppi infortuni di giocatori chiave, c’erano molte problematiche di formazione e non avendo forse una rosa all’altezza i rossoneri hanno pagato dazio. Ha fatto però un ottimo campionato. Ancora non è in Champions, però diciamo che è ad un passo dalla qualificazione. Il prossimo anno per vincere bisogna ampliare la rosa in tutti i suoi aspetti, non soltanto qualitativo, ma anche numerico“.

Donnarumma (Milan) @Image Sport
Donnarumma (Milan) @Image Sport

Terresti Donnarumma con un contratto da 10 milioni di euro?

“Dipende. Sinceramente, così da fuori, perché poi tante cose bisognerebbe conoscerle dall’interno, mi dispiace il fatto che questo ragazzo ancora giovanissimo ne faccia una valutazione di soldi con una società che gli ha dato tanto. Gli hanno dato l’opportunità di esordire in Serie A, di giocare titolare in una grande squadra con una storia gloriosa. Io se fossi in lui non starei a guardare il milione in più ed il milione in meno, farei una scelta di cuore che è quella di restare al Milan. Logicamente con la richiesta non tanto di guadagnare di più, ma di avere una squadra di livello. Quello si che lo farei”.

Che ricordi hai dell’esperienza col Parma?

“Direi ottimi per tanti motivi. Soprattutto per i successi che ho avuto nella mia carriera con questo club. Ho sicuramente bellissimi ricordi della mia esperienza al Parma, sia da calciatore che poi da dirigente”.

Tu hai giocato con tanti campioni nella sua carriera. Chi ti ha impressionato di più?

“Senza dubbio, sua maestà Diego Armando Maradona. Credo che nessuno sia avvicinabile al suo livello”.

Alessandro Melli, attaccante del Parma
Alessandro Melli, attaccante del Parma

Nel 1994 passasti al Milan in uno scambio con Gullit. Ci sveli qualche retroscena di quella trattativa discussa ai tempi?

“Posso dire che non ero d’accordo, non volevo passare al Milan. Nel senso che io volevo rimanere alla Sampdoria in quanto convinto che quella fosse la società giusta per me. Nella squadra blucerchiata, ero, infatti, un titolare fisso, nel Milan sarei stato un giocatore della rosa dunque avrei dovuto conquistarmi un ruolo che alla Sampdoria avevo già. Poi però tutto si concretizzò tramite dinamiche extrapersonali ed alla fine dovetti accettare lo scambio. Comunque sono contento di quella esperienza nel Milan. Nonostante i tanti infortuni che ho patito in quella stagione, devo dire che ho avuto la grande fortuna di giocare con grandi campioni. In quel momento lì, molto particolare per la mia carriera secondo me però ero più giusto per la Sampdoria che non per una grandissima big come il Milan“.

Hai rimpianti per come finì la sua esperienza al Milan?

“Si qualche rimpianto ce l’ho. Alla fine, io penso che ognuno di noi abbia qualche rimpianto nella sua vita. E’ normale, nonostante sono abbastanza contento della carriera che ho fatto. Ci sono stati però un paio di passaggi importanti che avrei forse gestito e valutato meglio col senno di poi. Però parlare dopo anni è molto facile”.

Qual è la vittoria più entusiasmante della tua carriera?

“La promozione in Serie A col Parma nel 1990. Anche se non era una vittoria europea, che per certi versi è anche più importante. Questa promozione, però è la mia prima vittoria da calciatore, quella che mi ha lanciato nel calcio dei grandi. La sento mia per tante cose”.

Tu sei stato allenato da Scala, Sacchi ed Ancelotti. In cosa differiscono ed in cosa sono uguali questi 3 coach?

“Sono tutti e 3 molto diversi tra di loro per carattere e per gestione dello spogliatoio. Arrigo Sacchi è un maniacale, Ancelotti è un personaggio che ama i rapporti interpersonali con i giocatori, Nevio Scala è un “padre padrone”. Hanno avuto 3 modi di gestire le squadre e sono stati 3 modi vincenti”.

Tu hai segnato tantissime reti. Qual è il gol più importante della sua carriera?

“Il goal più importante della mia carriera è quello che ho realizzato a Wembley con l’Anversa, nella finale di Coppa delle Coppe. E’ stato un goal bello, ma anche decisivo”.

Hai avuto come presidenti Calisto Tanzi e Berlusconi. Ci dici di più sui personaggi?

“Anche questi sono 2 personaggi totalmente diversi. Uno ho avuto il piacere di frequentarlo per tantissimi anni che è Tanzi, persona riservata, un po’ schiva, molto educato, una persona anche di chiesa, abbastanza gradevole. Berlusconi, invece non l’ho conosciuto tantissimo, vista anche la mia breve esperienza al Milan, però mi è piaciuto tanto per il carisma, per lo spirito vincente perché era convinto di far sempre la cosa giusta”.

Buffon ha comunicato che lascerà la Juventus dal prossimo anno. Secondo te che ci hai giocato insieme, continuerà o appenderà i guantoni al chiodo?

“Io penso che giocherà ancora. Credo che sia ancora in condizioni fisiche impeccabili, dunque se lui se la sente perché dovrebbe appendere i guantoni al chiodo? Mi auguro che faccia una scelta più di cuore che economica, perché a questo punto della sua vita deve essere così. Non so quale potrebbe essere, magari al Parma che lo ha lanciato nel 1995“.

Ci dici qualcosa in più del personaggio Buffon?

“Gigi è un ragazzo genuino, scherzoso, semplice per certi versi, ma consapevole delle sue grandissime qualità. Logicamente crescendo è diventato un uomo con una gestione della sua vita diversa da quella che io ho conosciuto quando era ragazzo. É normale sia così. Tutti da ragazzi siamo in una maniera, mentre da uomini dobbiamo per forza di cose crescere. Rimane però sempre quell’angolino dove lui si vuole rifugiare per tornare un po’ indietro nel tempo come è giusto che sia nei caratteri delle persone come lui”.

Gigi Buffon portiere della Juventus
Gigi Buffon portiere della Juventus

Secondo te Antonio Conte resterà sulla panchina dell’Inter anche la prossima stagione?

“Secondo me no, però è una mia sensazione”.

Qual è la differenza tra il tuo calcio e quello di oggi?

“Direi che c’è una differenza abissale. Per tanti aspetti, per regolamenti, per modo di interpretarli, per mentalità. Era molto più difficile il mio calcio, non me ne vogliano i ragazzi di adesso ma il calcio nostro era più complicato, soprattutto per gli attaccanti. Non c’è paragone. Io dico sempre che un goal dei miei tempi ne vale almeno 4-5 di oggi. C’è proprio differenza di difficoltà: le marcature, le regole, la mentalità degli allenatori. Una volta, questi erano molto più parsimoniosi, adesso tutti cercano di proporre calcio.”

Cosa consiglieresti ai giovani talenti del vivaio per spiccare il volo ed arrivare ai tuoi livelli?

“Le solite cose che dicono un po’ tutti: passione, voglia di non mollare mai, determinazione. Poi cercare di migliorarsi sempre, soprattutto sull’aspetto tecnico, perché vedo che molti ragazzi adesso sono bravi fisicamente, ma secondo me peccano in questa parte fondamentale”.

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