Anna Maria Baccaro, giornalista sportiva
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Anna Maria Baccaro in ESCLUSIVA: “Superlega? Non ha aspetti positivi. Inter, merito di Conte. La Serie B…”

Anna Maria Baccaro, giornalista sportiva Rai, è intervenuta ai nostri microfoni in esclusiva. Tra i temi trattati figura la Superlega, la corsa alla Champions e la campagna europea della Roma. Con focus finale sul suo grande amore: la Salernitana

L’amore per il calcio e il giornalismo trasmesso dalle parole di Anna Maria Baccaro è a dir poco contagioso. Nel suo bagaglio di esperienze vanta trasmissioni come Note di Sport e Calcio che Passione sui canali Rai Gulp, quest’ultimo in collaborazione con l’AIC, e una sfrenata passione per il campionato di Serie B. Nata a Salerno, ha la Salernitana nel cuore e sogna di vederla sbarcare in Serie A dopo la stagione da protagonista che sta vivendo.

Intervenuta in esclusiva ai nostri microfoni, Anna Maria Baccaro ha parlato della strettissima attualità legata al mondo del calcio. Impossibile dunque non citare la Superlega e le 48 ore di fuoco che ha rappresentato nell’universo del pallone, con focus particolare sulla figura di Andrea Agnelli. La stagione, però, deve ancora ufficializzare i propri verdetti, dallo Scudetto alla lotta salvezza. Compresa la Roma, che tenta l’impresa contro lo United in Europa League e un pronostico sulla Serie B, quest’anno più affascinante che mai.

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Andrea Agnelli, presidente della Juventus

L’ipotesi Superlega

Anna Maria Baccaro, bentrovata su FootballNews24. Non posso che partire dalla strettissima attualità che consiste nella Superlega, un progetto già sfumato. Cosa non ha funzionato?

“Agnelli ha parlato di rimodellare il progetto, che per me parte da un concetto assolutamente errato. Superlega significa calcio lontano da quello che ci ha fatto innamorare, visto che ormai le società sono aziende e vivono per i propri interessi economici. I soldi hanno la priorità. La Superlega così concepita fa perdere di appeal i campionati, così come smonta la vera bellezza del calcio: la possibilità di riscatto delle piccole verso le grandi. Come l’Atalanta o il Leicester. Le favole sono quelle che fanno appassionare i tifosi, e non sono possibili in un torneo come la Superlega. Non vedo cosa possa esserci di bello in un gruppo d’elité senza meriti sportivi”.

La Superlega ha scoperto le carte di Andrea Agnelli e Florentino Perez: ora che il progetto è sospeso, come ne esce la figura del presidente della Juventus?

“Di sicuro non bene. Il concetto di Superlega sembra quasi un pretesto per prendere più soldi possibili dalla UEFA visto il problema finanziario attuale. Viene fuori da questa vicenda come si pensi che con il denaro si possa prevalere su altri. Una figura così autoritaria avrà comunque difficoltà ad interfacciarsi con le istituzioni, UEFA in primis. Che bisognerà vedere se lo accetterà volentieri. Il protocollo e la Serie A? In questo modo, pare si sia esposto solo per tutelare la sua squadra”.

Questo golpe del calcio com’è stato gestito a livello comunicativo? È un caso che proprio le inglesi dopo le proteste abbiano fatto la prima mossa?

“La comunicazione della Superlega è stata completamente errata. Una rivoluzione così netta dev’essere introdotta gradualmente, perché il calcio non è solo dei club. Di conseguenza tifosi e calciatori non si sono tirati indietro nel protestare. Per quanto riguarda le inglesi, hanno una concezione diversa del calcio e non mi sorprende che siano stati i primi a chiamarsi fuori”.

Antonio Conte e Hakimi, allenatore e difensore dell'Inter
Antonio Conte e Hakimi, allenatore e difensore dell’Inter

Inter da Scudetto, sul Milan: “Vlahovic è l’uomo giusto”

Tornando in Serie A: Inter a pochi passi dallo Scudetto: se dovessi scegliere un volto della cavalcata dei nerazzurri, chi diresti?

“Lo Scudetto dell’Inter sarà assolutamente meritato, al netto delle polemiche sul bel calcio. Conta fare i punti sul campo, e i nerazzurri hanno dimostrato di saperlo fare alla grande. La squadra si è dimostrata solida, è stata costruita secondo le caratteristiche dei calciatori: fisico e ripartenza sono punti di forza assoluti. Per non parlare di Lautaro e Lukaku, e di un centrocampo che con il doppio regista ha scoperto tanta efficacia. Eriksen sta facendo la differenza. Il volto dell’Inter è indubbiamente Antonio Conte: questo Scudetto ha la sua firma, la sua mentalità e la fame di vittorie che lo contraddistingue. È uno degli allenatori più influenti anche sul mercato, oltre che nella testa dei singoli. Lo dimostra il loro salto di qualità, da Hakimi ad Eriksen: se dovessi scegliere un secondo volto, direi proprio il danese”.

Il Milan ha vissuto una stagione oltre le aspettative. Il riscatto di Tomori è il primo passo: poi un vice Ibra. Vlahovic è il profilo giusto?

“Il Milan ha disputato un’annata finora che nessuno avrebbe previsto. Nonostante gli infortuni ha saputo destreggiarsi sul lungo termine, lottando per l’obiettivo primario che definì anche Maldini: la Champions League. Così riparte la crescita che può condurli ad imporsi in campionato nelle prossime stagioni. Tomori è una delle note più liete, he personalità e si è imposto al posto di Romagnoli. Riesce sempre a dare un contributo. Su Vlahovic posso dire che è il profilo giusto, anche perché Ibrahimovic non potrà giocare tutte le partite. Per caratteristiche, poi, vi si avvicina parecchio come attaccante centrale”.

In casa Juventus si respirano più dubbi che certezze: a questo punto della stagione, come giudichi il lavoro di Pirlo?

“Era ampiamente prevedibile che Pirlo fosse una scelta azzardata per la Juventus. Iniziare un percorso da allenatore nella squadra più titolata d’Italia negli ultimi anni è complicato, ecco perché la gavetta è fondamentale. Come calciatore ha sempre dimostrato di essere adatto, vista la sua visione di gioco e i tempi dettati alle squadra in cui ha giocato. Non giudico negativo il suo cammino finora, anche perché i giovani acquistati e la riconferma da parte della Juve certificano quest’anno di assestamento. La ricostruzione poi proseguirà a mio avviso, sia in difesa al posto di Chiellini e Buffon, sia a centrocampo. Tuttavia, una squadra che ha Ronaldo, de Ligt e Dybala deve fare di più in Champions”.

Ibanez, Mancini, Spinazzola (Roma) @Image Sport
Ibanez, Mancini, Spinazzola (Roma) @Image Sport

Gattuso resiste in bilico tra Napoli e Fiorentina: giusto mandarlo via?

“No, non è giusto perché c’è tanto Gattuso in questo Napoli. I giocatori mettono in pratica la sua idea di gioco, per il resto è stato sfortunato. La sua colpa è forse quella di aver insistito con il 4231 non avendo per infortuni e Covid i calciatori adatti per metterlo in pratica, ripiegando su Ruiz e Bakayoko. Ma dal momento in cui ha avuto tutti gli interpreti si è dimostrata bella da vedere come Atalanta e Milan, ottima per il terzo posto. Si tratta di squadre propositive, ed è merito di Gattuso, uno dei pochi con i sani valori nel calcio e che di sicuro non ha dimenticato il trattamento ricevuto. Ecco perché, a prescindere, non credo rimanga. E la Fiorentina farebbe bene a puntare su di lui, accompagnandolo con il giusto calciomercato”.

Capitolo Europa League, dunque Roma: come giudichi il cammino giallorosso? Può vincerla?

“La Roma ha scelto di puntare sull’Europa League, come opportunità per raggiungere la Champions League. Non è una scelta errata, ci sono degli step in meno rispetto al campionato, ma dovrebbe andar bene la doppia sfida con lo United e anche la successiva finale. Non sarà facile. La decisione secondo me è maturata con il filotto di risultati utili in Europa, che ha generato serenità e dato consapevolezza all’ambiente. Un esempio è Dzeko, nonostante i problemi avuti con Fonseca. In Serie A, inoltre, ci sono impegni più ravvicinati e questo è un altro fattore da un punto in poi della stagione.”

Luka Bogdan, difensore della Salernitana in prestito dal Livorno
Luka Bogdan, difensore della Salernitana in prestito dal Livorno

Anna Maria Baccaro: “Salernitana? Stagione oltre le attese”

Passiamo alla Serie B, so che sei una grande tifosa della Salernitana che sta facendo una grande stagione in un torneo imprevedibile. Chi salirà in A secondo te?

“Empoli e Lecce hanno giocatori fortissimi, sono lì con merito e per me è quasi scontato vincano. La terza non te la dico (ride, ndr). Dionisi, come Corini, propone un calcio spettacolare e sembra quasi continuare sulla falsariga di quello portato da Sarri nella sua esperienza in Toscana. Sono due squadre cattive, così come la Salernitana di Castori che però fa fatica ad esprimere un bel gioco. Ma quel che conta sono i risultati, tanto che si è parlato di ‘castorismo’: è fondamentale che abbia interiorizzato la sua mentalità. Come l’Inter, la squadra sfrutta molto le ripartenze ed ha saputo ovviare ad alcuni indisponibili. Tuttavia, la Salernitana talvolta sa anche divertire e una squadra a due volti fa comunque comodo in cadetteria. Ha fatto di più rispetto alle attese, pur non avendo i big di Brescia e Monza. Farà di tutto per vincere i playoff”.

E la caduta libera di Brescia e Frosinone?

“In una squadra in cui ci sono problemi, è tutto riconducibile alle società. Nel caso del Brescia, forse hanno metabolizzato poco la retrocessione. Poi si sono indeboliti, forse in nome dei costi: Tonali, Torregrossa e Sabelli sono i calciatori ceduti, la cui assenza pesa. Come lei, anche la SPAL. Nel Frosinone non condivido la scelta dell’allenatore, ma non può sostare a tre punti dai playout. Per salvare le sorti dei canarini avrei optato su altri profili: la situazione attuale era impronosticabile.”

Quindi nessun terzo nome?

“Allora dico una tra Monza, Venezia e Salernitana (ride, ndr). Molto dipenderà da chi si piazza meglio in zona playoff”.

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