Antoni Filippini, in ESCLUSIVA: “Lazio, possono puntare lo scudetto. Brescia? Le pazzie di Cellino…”

Intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni, l’ex calciatore di Brescia e Lazio, Antonio Filippini, ha parlato di quanto accaduto tra Juventus e Napoli lo scorso 4 ottobre, spiegando come la squadra partenopea meriterebbe di perdere a tavolino.

Filippini ha commentato l’inizio della nuova stagione della squadra di Simone Inzaghi e delle possibilità che quest’ultima può avere rispetto allo scudetto, sogno cavalcato durante il corso della scorsa stagione. Per concludere l’ex Brescia, a seguito dell’esonero di Luigi Del Neri dalla panchina della squadra lombarda, ha dichiarato quali potrebbero essere gli effettivi problemi della società gestita da Cellino.

Come ha visto quanto accaduto tra Juventus e Napoli?

“Ad inizio stagione tutti i presidenti delle diverse società sportive hanno firmato un documento in comune, trovandosi d’accordo sui diversi punti.  Se hanno optato per determinate regole bisogna rispettarle: una squadra non può scegliere di cambiare rotta da un momento all’altro. Seguire quanto scelto è la cosa giusta per permettere al campionato di proseguire, altrimenti si creano diversi precedenti e diventa impossibile andare avanti”.

Sarebbe giusto dare la vittoria a tavolino alla Juventus?

“Secondo me sì, le regole in quanto tali vanno rispettate, anche perché sono state stipulate con l’ausilio del comitato tecnico scientifico. Non voglio dare la colpa a nessuno, ma se per un motivo o per l’altro una partita non viene giocata è giusto dare il risultato a tavolino. Il Genoa potrebbe tranquillamente fare quanto fatto dal Napoli, ma così facendo non si andrebbe più avanti. E’ giusto rispettare le regole”.

Parlando invece della Lazio, squadra in cui ha militato, come ha visto le prime giornate della squadra di Inzaghi?

“La Lazio ha iniziato in modo normale questo campionato affrontando squadre forti sin da subito, come ad esempio l’Inter. Ha avuto un calendario difficile rispetto alle altre squadre, hanno però una grande rosa e sono convinto che riusciranno a riprendere il cammino dello scorso anno”.

Possono lottare anche per lo scudetto?

“Penso proprio di sì, anche e soprattutto perché la Juventus qualcosina ha perso. Tutte le squadre in questo momento possono lottare per vincere, ci sono diverse favorite come ad esempio Inter, Atalanta e Napoli. Il campionato è molto più competitivo rispetto agli scorsi anni”.

E in Champions dove possono arrivare Immobile e compagni?

“La Lazio può dire la sua, ovviamente però la rosa biancoceleste, rispetto a quelle delle avversarie, non è adatta a gareggiare su più fronti, per cui credo possa passare il girone e poi uscire subito”.

Spostando l’attenzione verso Brescia, dove ha giocato più di 250 partite, come ha visto l’esonero di Del Neri?

“Devo essere sincero, non mi aspettavo l’esonero, soprattutto dopo appena due giornate. Se è stato mandato via dopo così poco tempo significa che la società non ha mai realmente creduto in lui e quindi tanto valeva partire direttamente con un altro. Tutti conoscono Cellino e tutti conoscono anche le sue pazzie (se vogliamo chiamarle così), fanno parte della sua gestione. Mi dispiace per Del Neri, un allenatore ha sempre bisogno di tempo affinché le proprie idee vengano acquisite dalla squadra”.

Crede che la squadra lombarda abbia possibilità di tornare nel massimo campionato?

“Sì, può tornare in Serie A ma serve unità tra tutte le parti: calciatori, allenatore, società e la piazza. La rosa del Brescia è competitiva, basti pensare alla coppia d’attacco formata da Donnarumma e Torregrossa, nessuno in B può vantare di un reparto offensivo simile. Ci deve però essere unione”.

Diego Lopez è l’uomo giusto per proseguire la stagione?

“Penso di sì, ma credo che l’uomo giusto debba in realtà essere Cellino. Nel corso di un campionato ci possono essere periodi positivi e negativi, in quest’ultimi il Presidente dovrebbe avere più di pazienza. Il problema in questo momento è proprio lui, Cellino. La scorsa stagione ha cambiato tre o quattro allenatori e ad oggi ne ha già esonerato uno, che sia Diego Lopez il nuovo mister o un altro non cambia, ci vuole una gestione più tranquilla e lineare se si vuole raggiungere un determinato obiettivo”.

Come giudica i continui esoneri che si verificano nei nostri campionati?

“Nel nostro campionato c’è maggiore pressione rispetto a quelli esteri, sia sotto il punto di vista dei risultati, del pubblico e dei media. La cosa, dunque, non è semplice e quando le cose vanno male la cosa più facile è esonerare l’allenatore. In altri Paesi non c’è questa pressione, il tutto viene vissuto in modo diverso e con molta più tranquillità rispetto che in Italia”.

Ultima domanda, chi crede possa vincere i campionati di A e B?

“Penso che lo scudetto possa vincerlo l’Inter, è una squadra molto forte, soprattutto avendo tenuto Nainggolan e Perisic e acquisendo Vidal. Hanno sia calciatori giovani che esperti, credo che Conte si sia reso conto di essersi privato di profili importanti la scorsa stagione, che avrebbero potuto dire la loro in alcuni momenti di difficoltà avuti dalla squadra. In B invece vedo molto bene il Lecce, ha un buon allenatore e una buonissima rosa”.

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