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Antonio Conte e le sue pretese: abitudine di un distacco dalla realtà

Le folli richieste avanzate da Conte alla dirigenza del Tottenham hanno di fatto condotto al naufragio della trattativa. Le pretese dell’ex tecnico di Juventus ed Inter hanno infatti ben presto assunto le sembianze di veri e propri capricci irrealizzabili in questo periodo storico di profonda crisi economica. Capricci che indicano un totale distacco dalla realtà da parte dell’allenatore salentino

Antonio Conte, allenatore dell'Inter @Image Sport
Antonio Conte, allenatore dell'Inter @Image Sport

Il mondo utopistico di Conte

Nonostante il matrimonio tra Antonio Conte ed il Tottenham sembrasse ormai certo, il tecnico salentino ha infine deciso di rifiutare la panchina degli Spurs. Il motivo di tale scelta sarebbe lo stesso che ha condotto l’allenatore a risolvere anticipatamente il proprio contratto con l’Inter: divergenze con la società circa i progetti futuri della stessa. Tuttavia sarebbe più corretto affermare che la trattativa con i londinesi sia naufragata a causa delle folli richieste avanzate dal leccese in un periodo storico in cui – a causa della pandemia – tali spese non sono sostenibili per nessun club. In questo senso Conte dà l’impressione di vivere in una sorta di bolla in cui le vicissitudini del mondo esterno non sembrano toccarlo affatto. Un mondo utopistico o un universo parallelo in cui l’economia globale non é stata affossata da sedici mesi di grave emergenza sanitaria. Una favola in cui – qualunque evento si verifichi – è sempre previsto un lieto fine nel giro di poche pagine. La realtà dei fatti tuttavia – come ben sappiamo – non è questa.

Le folli pretese

Il tecnico campione d’Italia in carica si è dimostrato ancora una volta troppo esigente. Infatti, nonostante il presidente del Tottenham Daniel Levy abbia fatto il possibile per accontentare le richieste economiche avanzate dall’ex Chelsea, Conte ha comunque deciso di rifiutare l’incarico. Questo perché il pugliese avrebbe preteso un calciomercato faraonico, atto a rivoluzionare letteralmente la squadra, con l’obiettivo di competere per la conquista della Premier League. Inoltre non sarebbe apparso per nulla entusiasta in merito al progetto degli Spurs di puntare sui giovani già presenti in rosa. E, come se ciò non bastasse, avrebbe anche voluto disporre di uno staff di collaboratori molto consistente.

Harry Kane, attaccante del Tottenham
Harry Kane, attaccante del Tottenham

Le analogie con il passato

Per quanto le condizioni sopraelencate suonino alle nostre orecchie più come dei capricci irrazionali piuttosto che richieste legittime, non possiamo dirci stupiti circa l’atteggiamento tenuto da Conte. Basti pensare a quando, nell’estate del 2014, disse addio alla Juventus nel bel mezzo del ritiro pre-campionato a causa del mancato acquisto di Cuadrado. In tempi decisamente più recenti, invece, ha rescisso il proprio contratto con l’Inter poiché non avrebbe accettato il ridimensionamento della squadra e la cessione di uno o due top players.

A tal proposito, un ulteriore esempio della totale mancanza di aderenza alla realtà dell’allenatore è dato dal fatto che intendesse addirittura rinforzare la rosa neroazzurra per confermarsi campione d’Italia e per essere più competitivo in Champions League. Qualcosa di semplicemente irrealizzabile dal momento che la Beneamata fatica persino a pagare gli stipendi ai calciatori ed a tutti i propri dipendenti. Inoltre, stando agli ultimi rumors provenienti dalla Spagna, sembrerebbe che il presidente del Real Madrid Florentino Perez abbia avuto contatti con Conte. Tuttavia il patron dei Blancos avrebbe infine deciso di puntare su Carlo Ancelotti proprio a causa delle folli richieste avanzate dal leccese.

Antonio Conte, allenatore dell'Inter
Antonio Conte

Non un allenatore da cicli duraturi

Tutto ciò ci lascia basiti ed esterrefatti. Anche perché il tecnico ha spesso ottenuto risultati importanti pur disponendo di organici non di primissima fascia. Si pensi per esempio al primo Scudetto conquistato alla guida della Vecchia Signora o all’ottimo Europeo disputato dalla nostra – non di certo irresistibile – Nazionale nel 2016. In questo senso Conte si è reso più volte artefice di vere e proprie imprese sportive, tuttavia non rappresenta quel tipo di allenatore in grado di costruire cicli duraturi. Infatti, a causa del suo carattere che lo porta spesso a scontrarsi con la società, le sue ultime esperienze non sono mai durate più di due anni. Questo è senza dubbio un grosso limite del salentino. Un limite che potrebbe anche influenzare negativamente il prosieguo della sua carriera. Intanto, nonostante vi sia la remota possibilità che il tecnico possa prendere le redini del PSG in vista della prossima stagione, l’ipotesi di un anno sabbatico prende sempre più quota.

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