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Argentina, la favola Estudiantes: Juan Sebastian Veron e il passaggio di consegne con Correa e Zapata

Juan Sebastian Veron, ex giocatore ora presidente Estudiantes
Juan Sebastian Veron, ex giocatore ora presidente Estudiantes

In Argentina, il calcio, o meglio el fútbol è un vero e proprio culto. Rappresenta quella sfrenata passione che unisce tutta la popolazione negli stessi colori, monopolizza i discorsi al bar, nelle università, al mercato e che per l’amore viscerale, talvolta sfocia in episodi di terrore e cronaca nera. E poi come non lasciarsi conquistare da quelle immagini dei stadi tremanti per la gente impazzita che salta e che trascina per tutti i 90 minuti la propria squadra con coreografie e cori dalla melodia quasi religiosa, che “importiamo” frequentemente nei nostri stadi europei. Un altro elemento di fascino strabiliante è il mondo dei soprannomi argentini; non esiste al mondo club o giocatore argentino che non possieda un nomignolo.

Nella provincia di Buenos Aires, a La Plata, sorge uno dei più vincenti club del calcio argentino, l’Estudiantes de La Plata, rinominato La Pincha dai Los Pincharratas, i pugnalatori di topi, che nel lontano 1967 riuscì nell’impresa di interrompere il dominio delle “cinque sorelle“, Boca Juniors, River Plate, Racing, Independiente e San Lorenzo, conquistando il primo dei sei titoli che attualmente vanta in patria. Il club è stato fondato da alcuni studenti universitari, da lì il nome Estudiantes, che poi si sono trasformati in professori in campo sotto i colpi, le geometrie e la visione di gioco de La Brujita, Juan Sebastián Veron. 

Attualmente il presidente, Juan Sebastian Veron ha scritto le pagine più rosee del club regalando all’Estudiantes la prima coppa Intercontinentale della sua storia. Ma la sua consacrazione avvenne con lo sbarco in Europa disegnando fútbol con quel fatato piede destro, in Italia con Sampdoria, Parma, Lazio e Inter e in Inghilterra con Manchester United e Chelsea, prima di far ritorno a casa sua nella squadra che lo ha lanciato. Con quei missili da fuori area, che il più delle volte terminavano la loro corsa nel sette, ha fatto innamorare bambini, ragazzi e genitori. Gli stessi che la sera dell’addio al calcio piangevano disperati sugli spalti pensando di non poter più assistere a nessuno che accarezzasse la palla come lui. Ma Veron aveva già designato il suo erede: “Io stavo lasciando il calcio, Joaquin (Correa) prendeva parte alle prime partite con l’Estudiantes e il suo talento si vedeva. Ci allenavamo a battere le punizioni, a come posizionare il corpo per calciare. Gli ho dato dei consigli, ma molte volte l’ho anche sgridato”. 

Joaquin Correa, attaccante della Lazio ed ex Estudiantes
Joaquin Correa, attaccante della Lazio ed ex Estudiantes

Quella notte ci fu un vero e proprio passaggio di consegne: l’addio di Veron, l’esordio del Tucu Correa che subentrò al protagonista di quella seconda parte di stagione per l’Estudiantes: Duván Zapata. Quel Duván che sta facendo le fortune dell’Atalanta e che con la cura Gasperini ha trovato la continuità necessaria per il definitivo salto di qualità al punto da essere considerato uno dei migliori centravanti del campionato italiano. Correa e Zapata sbocciati in Argentina ed emigrati in Italia sono diventati top player dei loro rispettivi club e punti di riferimento delle loro nazionali: non avete già sentito una storia simile?

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