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Atalanta, allarme rimonte: tra distrazioni e superficialità la Champions è a rischio

L’Atalanta ha subito contro lo Young Boys l’ennesima rimonta in questa Champions League, e ora il passaggio del turno è appeso a un filo

Duvan Zapata, attaccante Atalanta
Duvan Zapata, attaccante Atalanta

Bella e dannata. L’Atalanta, in questi anni, ha fatto divertire tutti in giro per l’Europa. Tranne chi l’ha dovuta affrontare, sia chiaro. Gioco spumeggiante, ritmo e intensità british: gli ingredienti della Dea versione Champions League sono sempre stati gli stessi della versione Serie A. Tuttavia, quest’anno sembra essersene aggiunto un altro: la distrazione. In ciascuno degli incontri disputati fino ad ora, nerazzurri sono stati incapaci di “ammazzare” l’avversario, preferendo specchiarsi nella superiorità dimostrata sul campo. Una superiorità che, però, poi non si è tradotta in risultati (una sola vittoria in cinque partite). E questo, inizia ad essere un campanello d’allarme non indifferente.


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Esultanza Ilicic Atalanta @Image Sport
Esultanza Ilicic Atalanta @Image Sport

Tanto gioco, pochi punti: la vera Atalanta è un’altra

Se c’è una peculiarità della squadra di Gasperini, è quella di non fermarsi mai durante una partita, anche a risultato già acquisito. D’altronde, è così che negli anni è passata dalla zona retrocessione alla lotta Scudetto. Però, tutto questo è venuto meno in quest’edizione della Champions. E i numeri sono lì a testimoniarlo: una vittoria in cinque partite, quattro rimonte subite, nove punti persi. Tanti, troppi per una squadra che ambisce al passaggio del turno.

A spiccare sono, soprattutto, i cinque punti persi con il Manchester United (sui nove totali). Due partite dominate in lungo e in largo, che però hanno fruttato un misero pareggio nella gara di Bergamo. E “incolpare” Cristiano Ronaldo per questi risultati sarebbe troppo riduttivo. Troppe le occasioni avute per vincerla, troppi gli errori commessi. Lo stesso dicasi per la sfida contro lo Young Boys: era una vittoria già in cassaforte, che addirittura senza Muriel si sarebbe trasformata in una clamorosa sconfitta. Insomma, questa non è proprio la vera Dea.

Gian Piero Gasperini, allenatore dell'Atalanta
Gian Piero Gasperini, allenatore dell’Atalanta

Resettare e ripartire: col Villarreal è l’ultima spiaggia

Una delle costanti dei bergamaschi in questi anni di Champions è stata quella di essere sempre arrivati all’ultima giornata della fase a gironi a giocarsi la qualificazione. Una forma di masochismo, si potrebbe dire. Eppure quest’anno sembra essere una situazione diversa, nonostante le grandi assonanze con le stagioni precedenti. Infatti, in questa stagione a mancare sembra essere un altro dei punti di forza di questa squadra: la testa. All’interno della stessa partita, l’Atalanta si rende protagonista di “altre” diverse partite. Un limite che apparteneva alle prime annate targate Gasperini, ma che sembra essere riaffiorato proprio in questa stagione.

Per questa ragione, in vista dell’ultima partita con il Villarreal, servirebbe “dimenticarsi” nuovamente di questa superficialità. L’ultima spiaggia è all’orizzonte, e adesso scherzare non è più contemplato: serve di nuovo la vera Atalanta.