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Atalanta, si inizia a respirare aria d’Europa

Esultanza Atalanta @Image Sport
Esultanza Atalanta @Image Sport

L’avvicinamento è di quelli importanti e la gara europea di settimana prossima non può che mettere timore. UN timore che Dea, però, vuole vincere con le sua armi. Quelle che l’hanno fatta arrivare sino a qui.

C’è prima il Napoli, ma il Real Madrid…

A Bergamo, per il secondo anno di fila, si respira aria d’Europa. Un’aria pulita, tersa, fatta di sensazioni importanti che, già lo scorso anno, ha dato soddisfazioni importanti arrivando a sfiorare un’impresa che in pochi avrebbe pronosticato. Il calcio della Dea è un’unicum in tutta Europa ed esportare questo tipo di concetti in giro per il continente non può che essere un orgoglio per una realtà piccola e, fino allo scorso anno, sconosciuta. L’Europa è li, a poco meno di una settimana di distanza ma si può già iniziare a respirare quest’aria durante la partita contro il Napoli. Battere gli azzurri vorrebbe dire, quasi certamente, allontanare una della pretendenti per il quarto posto e continuare a lottare per tornare a respirare l’aria europea anche l’anno prossimo.

Matteo Pessina e Robin Gosens (Atalanta) @imagephotoagency
Matteo Pessina e Robin Gosens (Atalanta) @imagephotoagency

La sfida con il Real Madrid, però, è logico che sia così, dà sensazioni incredibili ed uniche che nessuno a Bergamo è in grado di spiegare. Ospitare al Gewiss Stadium la squadra più importante e blasonata dell’intera storia del calcio non può che dare motivazioni infinite e stimolanti. Fare bene è un obbligo per un perfezionista come Gasperini e farlo contro i Blancos sarebbe divino, appunto. Per continuare con questa metafora, che poi in questo caso non sarebbe neanche un figura così retorica, si potrebbe dire che la Dea, questa volta, è davvero chiamata a sfidare gli Dèi del calcio e vorrà farlo con il suo credo tattico.

Gasperini, tecnico Atalanta @Image Sport
Gasperini, tecnico Atalanta @Image Sport

Il Real Madrid è la squadra, con la S maiuscola, per eccellenza. Quella che, nonostante risulti antipatica a molti, non può non suscitare soggezione e ammirazione. La Dea, però, non vuole farsi intimorire e vuole dimostrare di essere in grado di sfidare i depositari del credo calcistico globale. Se il calcio è il fuoco; la Dea dovrà, solo per una notte, diventare Prometeo e sfidare gli Dèi.

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