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Calcio ai tempi del Var: Domenico Citeroni, il raccattapalle che “derubò” Savoldi

Domenico Citeroni, il raccattapalle che "derubò" Savoldi
Domenico Citeroni, il raccattapalle che "derubò" Savoldi

La tecnologia continua a farsi spazio nel mondo del calcio, il Var non placa le polemiche arbitrali, chissà se l’ormai celebre Domenico Citeroni, raccattapalle dell’Ascoli negli anni ’80, l’avrebbe fatta franca oggi…

Il weekend di campionato che ha incoronato l’Inter di Antonio Conte è stato caratterizzato da diverse polemiche arbitrali. I rigori assegnati al Napoli contro la Juventus e ai nerazzurri contro la Lazio hanno alimentato il malcontento di Pirlo e Simone Inzaghi, nonostante le decisioni dei fischietti di gara siano stato influenzate dal Var. Chissà cosa sarebbe successo negli anni ’80 se Domenico Citeroni, raccattapalle dell’Ascoli, avesse tentato di spingere fuori dalla porta della sua squadra del cuore un pallone destinato a spegnersi in rete. L’avrebbe fatta franca?

Perdevo tempo nel restituire palla agli avversari”: il curioso caso di Domenico Citeroni

12 gennaio 1975, una data che i tifosi dell’Ascoli non dimenticheranno facilmente. Allo Stadio Cino e Lillo Del Duca va in scena la tredicesima giornata di Serie A: il neopromosso Ascoli di Carlo Mazzone e del celebre presidente Costantino Rozzi ospita il Bologna di Bruno Pesaola, vincitore della Coppa Italia nell’anno precedente.

Una gara con poche pretese da parte dei padroni di casa, piegati dall’estro e dalla qualità offensiva di bomber Beppe Savoldi. L’attaccante felsineo, in piena corsa per il titolo di capocannoniere, realizzerà infatti una doppietta, ma nel finale di gara si vede rubare il gol che probabilmente gli avrebbe permesso di conquistare il titolo individuale al termine del campionato.

Un giovane ragazzino di appena 16 anni, appostatosi dietro alla porta dell’Ascoli, probabilmente abbastanza triste per il passivo che il Bologna aveva rifilato alla sua squadra del cuore, decise di dare una mano ai bianconeri, calciando fuori dalla porta il pallone del possibile 4-1. Quel ragazzo era Domenico Citeroni che infilò il piedino tra i buchi della rete, impedendo a Savoldi di realizzare la sua tripletta personale.
L’arbitro Barbaresco, nonostante le proteste del Bologna, non si accorse di nulla. Pensando che la palla andò a sbattere contro il palo, lasciò giocare: “Non so cosa mi passò per la testa, fu un gesto istintivo” ha dichiarato di recente Citeroni che oggi di anni ne ha 62.

Beppe Savoldi, ex Bologna
Beppe Savoldi, ex Bologna

“Facevo il raccattapalle perché non avevo i biglietti per assistere alle partite, ogni mattina mi presentavo alle 10 davanti allo stadio insieme ad altri ragazzi, ne sceglievano solo 10. Cercavo di perdere tempo a favore dell’Ascoli, al punto tale che una volta Zoff mi disse: “Bello mio, ti dispiacerebbe essere un po’ più veloce per favore”.
Un gesto che gli diede parecchia visibilità, ma che fece perdere la classifica marcatori a Savoldi: “Io, Pulici e Rivera finimmo a pari merito con 17 gol, ma Pulici aveva giocato una partita in meno e il titolo di capocannoniere andò a lui. Meno male che stavamo vincendo 3-1…”.

Ormai tutti i giocatori lo conoscevano, Chinaglia prima di Ascoli-Lazio della domenica successiva, forse temendo che il raccattapalle avrebbe potuto ripetere l’episodio del weekend precedente, gli disse scherzando: “Se fai quello che hai fatto a Savoldi ti stacco la testa”. Oggi col Var probabilmente il gol sarebbe stato convalidato, ma chissà come avrebbero potuto reagire i calciatori davanti ad un gesto simile.

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