Home Calcio Estero Premier League Da Lukaku a Pogba, supermarket Premier League: fuori tutto fino all'8 agosto

Da Lukaku a Pogba, supermarket Premier League: fuori tutto fino all’8 agosto

Il mercato delle big inglesi non ingrana e tanti campioni sono destinati a lasciare la Premier League entro l'8 agosto

PREMIER LEAGUE – La coppia Vieri-Ronaldo, il Milan sette volte campione d’Europa, il Parma dei miracoli, la Juventus di Lippi e gli ultimi tricolori sbandierati al cielo da Lazio e Roma. C’era una volta la Serie A. Poi una lenta ed inesorabile decadenza che, a partire dalla seconda metà degli anni 2000, ha permesso alla Premier League di conquistare lo scettro, la corona e l’appellativo di campionato più bello del mondo.

Pochi titoli europei a causa del predominio continentale di Real Madrid e Barcellona, ma uno stile di gioco, un’organizzazione, una competitività e una passione sconfinata che giustificano, senza ombra di dubbio, lo storico passaggio di consegne tra il calcio italico e quello inglese. Negli ultimi mesi, al contrario, stiamo assistendo ad un esodo massiccio dei grandi campioni che hanno calcato finora i campi britannici, destinati a fare le valigie e partire verso nuovi lidi entro l’8 agosto, giorno di chiusura del mercato inglese.

Premier League, l’esodo dei grandi: stop alle spese folli e tanti campioni in partenza

Questa Premier League non è un supermarket, o forse sì. Dopo una stagione trionfale, che ha portato quattro squadre inglesi a giocarsi le finali di Champions ed Europa League, l’inerzia sembra cambiata radicalmente, con tanti campioni pronti a salutare nel corso degli ultimi giorni di un mercato che, fino a questo momento, non ha regalato grandi sussulti. A parte il colpo Ndombelé, costato al Tottenham la bellezza di 60 milioni di euro, infatti, le altre compagini si stanno preoccupando più di sfoltire le rispettive rose, che di mostrare al mondo intero il proprio strapotere economico. A partire proprio dagli Spurs, alle prese con la spinosa questione legata ad Eriksen. Il fuoriclasse danese vedrà scadere il contratto attualmente in vigore il prossimo anno e la sua permanenza appare tutt’altro che scontata.

L’unico assente giustificato è il Chelsea, punito severamente dalla Fifa per la violazione dell’articolo 19 del Regolamento, che cita testualmente: “I trasferimenti internazionali di giocatori sono consentiti solo se il giocatore ha già compiuto 18 anni”. Una linea durissima, quella adottata dalla massima istituzione calcistica mondiale, che costringe i Blues a non potersi muovere sul mercato per due sessioni consecutive. Il tutto condito dalla cessione di Eden Hazard che, dopo sette stagioni, ha abbandonato lo Stamford Bridge per il mitico Santiago Bernabeu. E vedere il ricco magnate Roman Abramovich a braccia conserte e con il portafoglio sigillato durante il mese di agosto è decisamente più raro di seguire la meravigliosa scia della cometa di Halley alzando gli occhi al cielo.

Discorso diverso per il Manchester United di Ole Gunnar Solskjær, osservatore silente di una vera e propria smobilitazione, che potrebbe raggiungere il suo picco con le cessioni di Paul Pogba e Romelu Lukaku. Per quanto riguarda il francese, il tempo stringe, considerando l’imminente chiusura del mercato. Il suo agente, Mino Raiola, ha ribadito con fermezza la volontà del campione del mondo di lasciare Manchester per intraprendere una nuova avventura, ma i 150 milioni pretesi dai Red Devils sembrano troppi anche per Juventus e Real Madrid. Le merengues non hanno, comunque, alcuna intenzione di abbandonare la pista, anche perché Zinedine Zidane pretende il centrocampista per rinnovare la linea mediana e continuare con l’operazione rilancio. E poi c’è Lukaku, pomo della discordia e oggetto della contesa tra Inter e Juventus. Il sorpasso dei bianconeri, però, potrebbe essere bloccato dai capricci di Dybala, inserito nella trattativa a sua insaputa e propenso a dimostrare tutto il suo valore agli ordini di Maurizio Sarri. Uno smacco, comunque, difficile da digerire per Beppe Marotta, sfidato dal suo ex allievo e amico Fabio Paratici, simile ad un moderno Leonardo Da Vinci che, entrato nella bottega del Verrocchio per imparare, ha superato in arte ed ingegno il maestro.

Non sono da meno neanche Liverpool e Manchester City, rispettivamente campioni d’Europa e d’Inghilterra. Poco movimento in casa Reds, anche se almeno i cardini della rosa capace di salire sul tetto d’Europa sono stati blindati da Jurgen Klopp e dalla dirigenza. La compagine di Pep Guardiola, invece, rischia di dover salutare Leroy Sané, stuzzicato dall’idea di tornare in patria. Il Bayern Monaco sarebbe disposto a versare 90 milioni di euro nelle case dei Citizens, che finora non si sono mossi dalla valutazione iniziale di 100 milioni. Non è da escludere, però, un rilancio dei bavaresi, intenzionati a coprire le caselle lasciate vuote dai volti storici di Ribery e Robben.

Improvvisa smobilitazione o prudenza eccessiva non ci è dato saperlo. La speranza, attualmente infondata, che la Serie A si riappropri del titolo di “campionato più bello del mondo”, invece, ce la teniamo stretta.

 

 

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