Calcio Addio Iker Casillas: storia di un vincente malvisto dagli allenatori

Addio Iker Casillas: storia di un vincente malvisto dagli allenatori

Lascia oggi il calcio giocato uno dei simboli del calcio dell'ultimo ventennio. Iker Casillas appende i guantoni al chiodo. Ripercorriamo i passi della sua carriera dai trofei con il Real Madrid ai trionfi con la Spagna, nel mezzo un rapporto difficile con i vari allenatori che lo hanno allenato

Oggi il calcio mondiale dice addio a una leggenda di questo sport, un grande uomo prima che un grande portiere. Iker Casillas ha detto basta al calcio giocato, annunciando il ritiro a 39 anni. L’estremo difensore spagnolo ha appeso i guanti al chiodo dopo 22 gloriosi anni di carriera, colmi di successi. E pensare che il percorso di Casillas è stato davvero singolare. A 16 anni, quando giocava nelle giovanili del Real Madrid, un giorno, mentre sedeva sul suo banco di scuola, improvvisamente gli venne comunicato che la prima squadra del Real lo stava aspettando per una trasferta in Norvegia. Dall’essere seduto sul suo banco in una semplice giornata scolastica, Iker si ritrovò catapultato in un sogno, in mezzo a calciatori del calibro di Morientes, Seedorf, Raul. Da lì è iniziato il suo splendido viaggio.

La sua prima stagione è stata subito condita dalla vittoria della Liga e della Champions League. Un percorso che sembrava poter proseguire senza ombre ma le difficoltà arrivarono. Nella stagione 2001/02 Del Bosque lo relega in panchina preferendogli Cesar, certamente non al suo livello. Ma il caso volle che, per un infortunio dello stesso Cesar, Casillas giocasse la finale di Champions, mettendo il suo marchio sulla conquista della coppa, la seconda in 3 anni. La sua grande leadership lo ha portato a vincere tutto con la maglia dei blancos: 5 campionati spagnoli, 4 supercoppe spagnole, 2 coppe di Spagna ma sopratutto 3 Champions League. Iker Casillas però ha sempre dovuto conquistarsi il posto con lavoro e dedizione, nonostante abbia vinto per 5 volte il titolo di miglior portiere al mondo.

Iker Casillas
Iker Casillas, ex portiere di Real e Porto

Casillas: il dualismo con Diego Lopez, i problemi con Mourinho e Ancelotti

Ad un certo punto della sua carriera, nella stagione 2012/13 Casillas si ritrovò sulla sua strada lo Special One, Josè Mourinho. L’allenatore portoghese, dopo diversi scontri, decise di mettere fuori rosa il portiere spagnolo per scelta tecnica, ottenendo l’acquisto di Diego Lopez che diventò l’estremo difensore dei blancos. Stessa storia avvenne con Ancelotti successivamente. Il lungo periodo in panchina, però, non scalfì un campione come Iker che nel 2014 riconquistò temporaneamente la titolarità prima di lasciare il suo Real Madrid per trasferirsi al Porto con cui ha disputato 5 stagioni.

I 25 anni di carriera tra giovanili e prima squadra con il Madrid rimarranno scolpiti nella storia del club, nonostante anni complicati che lo hanno condannato ad un ingiusto ruolo da non protagonista. In quelle situazioni si è vista la grande professionalità del portiere nativo di Mostoles che ha sempre accettato le decisioni degli allenatori, senza mai creare malumori all’interno dello spogliatoio. Il grande uomo che ha dimostrato di essere lo eleva ancor di più anche come calciatore.

Casillas nei guai
Casillas, ex portiere di Real Madrid e Porto

Casillas: leggenda delle Furie Rosse, capitano e conquistatore

La gloriosa carriera di Iker Casillas non è soltanto legata al Real Madrid ma anche alla nazionale spagnola. Quella nazionale con cui vinse il mondiale Under-20 nel 1999 quando era ancora un ragazzino. Si è impadronito della porta delle Furie Rosse diventando il capitano della prima squadra e giocando con i migliori, da Puyol a Sergio Ramos, da Xavi a Iniesta, da Raul a Torres. Ha alzato al cielo la coppa del Mondo nel 2010, toccando il punto più alto della sua carriera, senza dimenticare i 2 campionati europei.

Nel 2019 il grande spavento. L’infarto al miocardio che lo ha tenuto su un letto d’ospedale per 5 giorni, compromettendo per sempre la sua carriera e non solo. Un terribile episodio da cui Casillas è saputo uscire con la forza che lo ha contraddistinto durante tutta la sua carriera calcistica. Una carriera che in tanti hanno onorato, uno su tutti il suo rivale sportivo fra i pali, Gianluigi Buffon che ha lasciato un messaggio per lui: “Dicono che la concorrenza ci rende migliori degli altri ma non perfetti di fronte a noi stessi. Forse questa futile ricerca della perfezione è ciò che ci ha reso ciò che siamo. Grazie Iker, senza di te, tutto avrebbe avuto meno significato”. Oggi non possiamo che onorare lo splendido esempio di sport che è stato Casillas, in tutte le sue forme.

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