giovedì, 9 Luglio 2020 - 22:00
Calcio Atalanta Atalanta, dieci anni con Percassi: "Bergamaschi grande popolo, la festa è per...

DIRETTORE RESPONSABILE MAURO PACETTI

SERIE A

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Atalanta, dieci anni con Percassi: “Bergamaschi grande popolo, la festa è per loro!”

Toccato il fondo non si può far altro che risalire. Questo, in sostanza, il pensiero che anima da quel 3 giugno 2010 l’operato di Antonio Percassi, patron dell’Atalanta, che dall’inferno della retrocessione è arrivata ad occupare stabilmente le prime posizioni della Serie A. E non solo, perché il successo del “metodo” imposto dall’ex giocatore, dirigente e ora imprenditore di Clusone ha permesso alla Dea di prendersi grandi soddisfazioni anche in Champions League, torneo che l’ha già votata tra le 8 migliori del continente.

Un impegno quotidiano, sfibrante ma che ha portato la Cenerentola di provincia al ballo reale e che promette ancora sorprese da qui al prossimo futuro. Primo obiettivo? Riconquistare il pass per la Champions dell’anno prossimo. Ambizione enorme per una squadra che ha fatto della programmazione e della continuità gestionale il suo marchio di fabbrica.

Atalanta, dall’inferno della B al paradiso della A: inizia l’era Percassi

Percassi Atalanta
Percassi, Presidente dell’Atalanta

L’epopea della Dea targata Percassi arriva all’indomani di una cocente retrocessione in B. Nell’anno del Triplete per i nerazzurri di Milano, per i ragazzi che vestono i medesimi colori appena 60 km più a est arriva l’onta del ritorno nel campionato cadetto dal quale si erano issati sù appena quattro anni prima. Eppure non tutto il male viene per nuocere. E’ proprio in quel momento che qualcosa scatta nella mente e nel cuore di Antonio. Il primo posto dell’anno successivo regala il ritorno in A immediato. Una soddisfazione non da poco per il popolo bergamasco che non aveva mai fatto mancare il proprio amore verso il club. La stagione procede con alti e bassi, ma finire la stagione da neopromossa al 12° posto è cosa davvero apprezzabile. “An gha de turnà so sobet” (“dobbiamo tornare subito sù”), detto-fatto mister President.

Atalanta, lo scandalo calcioscommesse rovina la stagione 2011/2012

Il primo giugno del 2011 però strane voci iniziano a circolare in sede. E’ l’esplosione dello “scandalo calcioscommesse” che vedrà tra gli inquisiti un simbolo dell’Atalanta qual’è il suo capitano Cristiano Doni. La sentenza metterà di fatto fine alla sua carriera, estromettendolo dal calcio giocato per 3 anni e mezzo per illecito sportivo. Non andrà meglio alla squadra che dovrà scontare 6 punti di penalizzazione nel campionato 2012/13 e due l’anno successivo. Una mazzata per una squadra ancora priva dei mezzi dei top team e che comunque finirà i campionati rispettivamente al 15° e 11° posto.

Atalanta, arriva il Gasp ed è subito un’altra musica

Gian Piero Gasperini
Gian Piero Gasperini, allenatore dell’Atalanta

Lo ricorda molto bene Percassi che ai microfoni del Corriere della Sera confessa: “Il momento più brutto è stato l’anno delle scommesse che abbiamo superato brillantemente. Da lì poi siamo ripartiti, dal settore giovanile all’impostazione di una gestione e di una filosofia che ci ha premiato. Senza dimenticare il supporto della tifoseria, migliorata rispetto a prima”. Tanti gli ingredienti per la riuscita del progetto. Una visione che però si è concretizzata soprattutto negli ultimi quattro anni in cui l’Atalanta non è mai scesa sotto alla settima posizione. Volete sapere chi siede da allora sulla panchina degli orobici? Un signore canuto che arrivava da ottime stagioni col Genoa. Un nome che diventerà caro come un fratello, un padre o uno zio a molti bergamaschi. Stiamo ovviamente parlando di Gian Piero Gasperini.

Atalanta, inizio choc poi la risalita: dopo 26 anni è di nuovo Europa!

Atleti Azzurri d’Italia, Atalanta / Calcio e Finanza

Certo, l’avventura del piemontese non iniziò proprio alla grande per i lombardi che inanellarono 4 sconfitte nelle prime cinque giornate di campionato. Mentre già in tanti chiedevano la testa dell’ex grifone Percassi lo dichiarava ancora saldamente in sella alla sua creatura giudicata, al momento semplicemente troppo acerba. Altra profezia realizzatasi quella del patron che vide alla fine dell’anno il suo club concludere al quarto posto finale, valido per una storica qualificazione in Europa League. Dopo ben 26 anni la Dea avrebbe ritrovato l’Europa. Non male per chi solo qualche mese prima era stato tacciato di incompetenza. Una rivincita, quella di Gasperini, che ancora oggi viene portata ad esempio di caparbietà, sacrificio e fiducia nei propri mezzi.

Atalanta, il vivaio è la chiave del successo

Atalanta, Caldara rinnova fino al 2024
Mattia Caldara, difensore dell’Atalanta

E’ la stagione che consacra anche lo splendido settore giovanile dell’Atalanta perché in quella rosa figurano i vari Caldara, Gagliardini, Kessié, Conti, Spinazzola, Bastoni, Grassi e Gollini. Giovani che otterranno non poco successo nel corso degli anni. Il merito è anche dello storico dirigente Fermo “Mino” Favini. Anche se la sua opera per l’Atalanta si concluderà nell’estate 2015, Mino ha il merito di aver portato in squadra e poi curato la maturazione di quei ragazzi che saranno l’ossatura del team che aprirà le porte dell’Europa alla Dea. Difficile spiegare il legame che, a un anno dalla sua scomparsa, ancora unisce i tifosi nerazzurri al compianto responsabile del settore giovanile. Un debito di riconoscenza che attraversa trasversalmente l’odierno board manageriale così come i supporter fino all’ultimo dei magazzinieri.

Atalanta, il 2018/19 è l’anno magico della Champions

Atalanta, Gasperini
Gian Piero Gasperini in trionfo dopo la qualificazione in Champions League

Il terzo posto della scorsa stagione è il tripudio finale. L’esaltazione di un lavoro che, ben lungi dall’essersi concluso, è comunque da festeggiare per il calibro della sua portata. L’inizio è di quelli difficili da digerire, come ormai diventata quasi tradizione all’ex Atleti Azzurri d’Italia ribattezzato da poco “Gewiss Stadium“. Il Copenhagen con due scialbi pareggi ( e gli errori dal dischetto di Gomez e Cornelius) priva la squadra di una nuova apparizione in Europa League. L’avvio in calando si arresta ad autunno inoltrato dopo il rocambolesco 4-1 con cui la banda del Gasp si impone su un’Inter frastornata dalle improvvise ripartenze degli orobici. Il 2-2 del 26 dicembre con la Juventus è il prologo di ben 14 reti in tre match distribuite tra Sassuolo, Frosinone e Roma. Alla 38esima giornata, ancora con gli emiliani, il perentorio 3-1 interno regala il terzo posto e la gioia della Champions.

Atalanta, la forza sta tutta nell’unione della famiglia

Percassi
Percassi, presidente dell’Atalanta

Momento memorabile“, così come lo ricorda lo stesso Percassi che non smette di esaltare la forza di un gruppo e soprattutto della dirigenza guidata dal figlio Luca. “Aver avuto accanto i miei figli, tutti innamorati dell’Atalanta, ha fatto la differenza tra la prima e la seconda presidenza anche se è stato Luca a cambiare la società, la vera forza dell’Atalanta è lui. Ci confrontiamo su tutto. Io sogno, ma lui mi mette i piedi per terra. Siamo in equilibrio anche nel calciomercato dove la valutazione è sempre congiunta. Anche con Zapata, che ci costava un cifrone, abbiamo trovato un punto d’incontro e in poche ore abbiamo chiuso l’affare. È stata dura ma siamo riusciti a realizzare un’utopia chiamata Chiampions. E non ci fermiamo qui!”.

Atalanta, in progetto la nuova tribuna allo Gewiss Stadium

Vista del Gewiss Stadium

Il resto è storia recente, in bilico tra una ripartenza del campionato che regalerà emozioni forti e un quarto di Champions League tutto da vivere dopo il doppio confronto col Valencia, praticamente asfaltato in casa come in trasferta. In mezzo però ci sono nuove sfide, la prima delle quali si chiama “Tribuna Ubi“. Uno spazio tutto da costruire ristrutturando un intero settore di stadio. Anche su questo le parole del patron sono foriere di un misto di entusiasmo e preoccupazione: “Attendiamo per la prossima settimana il permesso di costruire, con una ristrutturazione che cadrà durante il campionato. Mai lo avremmo pensato…”. 

Atalanta, il vivaio è pronto a dare i suoi frutti: ecco chi sono i campioni di domani

Amad Traorè
Amad Traorè, diciassettenne attaccante dell’Atalanta

Infine c’è il calciomercato, una voce che all’inizio sembrava pura utopia per una squadra con le ridotte capacità dell’Atalanta. La costruzione del team sempre partendo dalle giovanili è stata la chiave per issarsi fino ai primi posti della classifica. Un’idea romantica che forse dovrà trovare, non certo una conclusione, ma almeno un ragionevole compromesso per venire incontro alle necessità future. Eppure non è mai stato un mistero che uno degli orgogli maggiori di Percassi sia stata la vittoria del campionato Primavera dell’anno scorso. Motivo di vanto anche per l’Accademia intitolata al “Mago” Favini che ha aperto i battenti a novembre e che è pronta a lanciare nel panorama italiano giovani di belle speranze quali Brogni, Bettella, Gelmi, Okoli, Finardi, Cortinovis e Traoré.

Atalanta, ritorno dolcissimo per il figliol prodigo Bonaventura

Calciomercato Roma, anche Bonaventura nel mirino
Giacomo Bonaventura, centrocampista del Milan

Il consiglio è di segnarsi questi nomi. Non manca molto affinché, anche per loro, i top club europei improvvisino aste milionarie. Aste come quelle arrivate per i tanti talenti che sono partiti da Zingonia e che hanno fruttato plusvalenze da sogno con cui la società ha potuto autofinanziarsi il proprio futuro. A proposito di giovani partiti dalle giovanili e poi esplosi, ce ne sarebbe uno -non più tanto giovane in realtà- che potrebbe presto far ritorno dopo una non proprio esaltante esperienza al Milan. Si tratta di Jack Bonaventura che, a 30 anni e a 6 dal suo addio, potrebbe vestire di nuovo la casacca nerazzurra. L’affare sembra a un passo. Stimolato a confessarsi sulla questione Percassi rivela: “Raiola non è un tenero. Diciamo che è stata una suggestione di mercato, pensiamo a concludere bene il campionato”. Esatto, signor presidente: pensiamo a concludere bene il campionato!

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