giovedì, 9 Luglio 2020 - 23:43
Calcio Atalanta Gasperini, guerra fredda con il Valencia: la vicenda del contagio fa discutere

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Gasperini, guerra fredda con il Valencia: la vicenda del contagio fa discutere

Dopo le dichiarazioni di Gasperini e il comunicato del Valencia, la vicenda si fa ancora più intrecciata. Il tecnico della Dea risponde alla richiesta del club spagnolo che chiede l'intervento della UEFA

Gian Piero Gasperini, in questi giorni, è finito dentro un tunnel di polemiche a causa di un’intervista riguardante la partita dello scorso 10 marzo contro il Valencia. La sua dichiarazione è stata sorprendente. Infatti, il tecnico della Dea ha sottolineato che, durante la trasferta iberica valida per il ritorno di Champions League, ha accusato i sintomi riconducibili al COVID-19. La risposta del Valencia non si è fatta attendere. I Taronja – secondo quanto ha riportato Marca – hanno chiesto l’intervento della UEFA, l’organo di governo del calcio europeo. La vicenda è abbastanza intrecciata, dunque, andiamo con ordine.

Gasperini-Valencia, polemica aperta: lo sviluppo della vicenda

Gasperini
Gian Piero Gasperini, allenatore dell’Atalanta

La miccia che ha acceso il fuoco è arrivata nella giornata di domenica scorsa. Il tecnico dell’Atalanta Gian Piero Gasperini ha dichiarata a La Gazzetta dello Sport di aver contratto il virus. Considerando che Bergamo è stata una delle città italiane più colpite dalla pandemia, è plausibile ipotizzare quanto di vero ci fosse nella dichiarazione del tecnico. Infatti, nei primi giorni di marzo, quando si è disputato il ritorno di Champions League, l’Italia e la Lombardia in particolare rappresentava uno degli epicentri mondiali.

Tuttavia, bisogna considerare un punto abbastanza cruciale: il lockdown era già in vigore, ragion per cui una partita, o meglio una trasferta doveva essere vietata per i nerazzurri. A conferma di ciò, possiamo tener conto della vicenda tra Getafe e Inter. Il match di Europa League doveva disputarsi in settimana ma è stato rinviato causa COVID-19. Lo sviluppo della vicenda ci porta a Valencia. La città spagnola, pochi giorni dopo la partita di Champions League, è diventata uno dei focolai principali e, dunque, in molti hanno pensato che la partita d’andata il 19 febbraio fosse diventata la partita zero, portatrice del virus.

Analizzando le parole del Gasp: “Il giorno prima della partita di Valencia stavo male. In panchina non avevo una bella faccia. Era il 10 marzo. Le due notti successive a Zingonia ho dormito poco. Non avevo la febbre ma mi sentivo a pezzi come se l’avessi avuta a 40”. Parole che lasciano pensare come il tecnico della Dea avesse contratto il virus nella stessa Bergamo e non a Valencia. Gasperini prosegue, raccontando di aver passato il periodo di isolamento a Torino, nella sua città e di non aver fatto il tampone. Successivamente il test sierologico ha confermato la positività. Dunque, per riassumere lo sviluppo della vicenda: Gasperini è andato a Valencia per la partita di Champions League con i sintomi da COVID-19.

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Dopo l’intervista del tecnico dei nerazzurri, il Valencia ha risposto con un comunicato in cui si è mostrato sorpreso dalle dichiarazioni. La società spagnola ha accusato Gasperini di essersi messo in viaggio senza precauzioni nonostante avesse i sintomi. Così facendo ha messo in pericolo le altre persone. Qualche giorno dopo, Ana Barceló – assessora della Sanità della Comunità Valenciana – ha definito il comportamento dell’allenatore poco responsabile.

La risposta di Gasperini non si è fatta attendere e dopo il silenzio della società bergamasca sulla vicenda, Tuttosport ha pubblicato un articolo di difesa nei confronti del tecnico. La vicenda è ancora nel buio più totale, nonostante le conferme del Gasp sui sintomi avuti durante la trasferta ma, considerando che lo stesso tecnico non ha fatto il tampone prima del viaggio, non si può dare per certo che avesse contratto il virus a Bergamo. Allo stesso modo, non si potrebbe sospettare che l’avesse preso a Valencia.

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