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lunedì, 1 Giugno 2020 - 18:57
Calcio Calcio dilettantistico, tra scenari e verdetti: che ne sarà della passione?

Calcio dilettantistico, tra scenari e verdetti: che ne sarà della passione?

Il calcio dilettantistico si ferma definitivamente. La decisione è arrivata dopo la riunione del Consiglio Federale. Un movimento importante per tutta l'economia calcistica. Il calcio che aggrega e che riempie le domeniche di passione in tutte le provincie, ripartirà dalla stagione 2020-2021.

Calcio dilettantistico, tra scenari e verdetti: che ne sarà della passione? E’ il 20 maggio, l’Italia inizia a vedere la luce dopo il buio causato dal virus. Allo stesso modo, il calcio prende decisioni importanti per il proprio futuro. Terminato il Consiglio Federale tra i vertici del sistema calcio italiano, arrivano finalmente delle risposte concrete. O meglio, giungono conferme poichè, per i verdetti definitivi, bisogna attendere il 28 maggio. Il presidente della FIGC Gabriele Gravina l’ha annunciato qualche settimana fa: “Non firmo per bloccare i campionati. Non mi renderò protagonista della morte del calcio italiano”. 

Così è stato, ma con un sacrificio enorme: lo stop definitivo del calcio dilettantistico. Una perdita che ha spento la fiamma del calcio vero. Una scelta che ha spento, semplicemente, la passione di milioni di calciatori che si etichettano tali per secondo mestiere. Etichetta dovuta al fatto che il calcio, per molti giovani aspiranti calciatori professionisti ed altri che lo fanno per svago, è semplicemente quel gioco che rende meno vuoto il weekend.

Dilettanti, il valore e l’espressione dello spirito calcistico

Cosimo Sibilia, presidente della Lega Nazionale Dilettanti, con serenità ha accettato il verdetto dello stop, ma da tempo si esprime sui problemi che avvolgono il calcio dilettantistico. Da diversi anni, sia la voce della massima istituzione dei dilettanti che i calciatori delle tantissime società hanno espresso il malcontento di come viene gestito tale microcosmo calcistico. Senza troppi giri di parole, il calcio dilettantistico è la massima espressione per il giovane calciatore che si affaccia per la prima volta al calcio dei grandi.

E’ la cosiddetta gavetta, il posto in cui farsi le ossa per prepararsi al calcio sopraffino, fatto di tecnicismi e schemi che, nel corso dei novanta minuti, vengono rispettati nel nome del calcio professionistico, quello che dipende da incassi e diritti televisivi. Il calcio, insomma, che si è fatto business. Il calcio dilettantistico, invece, come hanno sottolineato diversi presidenti, da tempo ha dovuto fronteggiare le spese in maniera autonoma, specie in questo periodo di massima difficoltà per tutto il sistema. Sibilia, in questi giorni, si è espresso sulla questione, abbastanza trascurata, del calcio popolare: “Il sistema calcio, in questo modo, non può reggere. Dobbiamo rivedere anche la Lega Dilettanti che spende di più di quello che ottiene”. Quanto basta per riassumere le tante dichiarazioni fatte dal mese di marzo, da quando si è bloccato tutto.

Le conseguenze di un calcio ormai dimenticato

Cosimo Sibilia
Cosimo Sibilia, presidente della LND

Per inserirsi nel migliore dei modi in una questione complicata come quella riguardante il calcio dilettantistico, basti immaginare una bilancia che muove il proprio peso su due massime del calcio: la passione e l’istituzione. Del primo punto, si può essere d’accordo sul fatto che incarna appieno l’entusiasmo genuino che una persona mostra nel confronti del pallone e dei suoi protagonisti. Dal secondo aspetto arrivano le maggiori complicanze. Dopo lo stop definitivo di due giorni fa, possiamo limitarci a questo, in quanto non si comprende ancora bene la grandezza del problema che avvolge questo mondo.

Dalle parole di Sibilia, una buona fetta di società potrebbe fallire definitivamente, entrando nel tunnel del dimenticatoio, mentre altri club potrebbero sperare di sostenersi con le proprie gambe, senza un sostanzioso aiuto economico dal Governo, che al momento dà priorità al calcio d’èlite. Una soluzione sembra ancora lontana, come ha ribadito il presidente della LND, riprendendo le parole riportate da tuttomercatoweb, e soprattutto una soluzione di certo non potrà essere quella di unire Serie C e Serie D, bensì di snellire il pacchetto di squadre professionistiche. In attesa di una decisione definitiva per quanto riguarda i verdetti di promozione e retrocessione, le società programmano di già il prossimo campionato. Dall’altra i tifosi e gli appassionati del calcio dilettantistico preparano il riscatto di provincia per ottenere nuovamente quello di cui hanno bisogno: una domenica di calcio vissuta con il calore della passione.

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