martedì, 7 Luglio 2020 - 20:38
Calcio Estero Germania Auf wiedersehen Bundesliga! Cala il sipario sul campionato più pazzo del mondo

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Auf wiedersehen Bundesliga! Cala il sipario sul campionato più pazzo del mondo

La Bundesliga chiude i battenti e si congeda tra tante certezze (Bayern Monaco ancora e noiosamente campione) e tanti verdetti ancora da emettere, oltre ad una buona dose di cocenti delusioni. Tutto egregiamente mixato per fare di questo campionato uno dei più divertenti del mondo. L’assegnazione del Meisterschale ha avuto, fin dalla prima giornata, più di qualche titubanza grazie all’avvio stentato dei bavaresi e alla determinazione di Borussia Dortmund, Lipsia e Gladbach. Si è dovuto attendere, infatti, la giornata numero venti per ritrovare al vertice della classifica la squadra di Flick (subentrato al deludente Kovac). Peccato però che da quel punto in poi non ci sia stata più storia.

Bundesliga, Lewandowski insuperabile: Haaland, Sancho e Werner si inchinano al re di Germania

Robert Lewandowski, attaccante del Bayern Monaco
Robert Lewandowski, attaccante del Bayern Monaco e capocannoniere di Bundesliga

Ci avevano provato con una grinta degna dei più epici guerrieri teutonici sia i gialloneri di Dortmund che il club marchiato Red Bull a contrastare i campioni in carica. La premiata ditta HaalandSancho da una parte e Timo Werner dall’altra hanno cercato fino all’ultimo, con i loro gol, di detronizzare sua maestà Lewnadowski. Tutto inutile. Alla fine l’ha spuntata il “vecchietto polacco” che alla fine della fiera guarderà tutti dall’alto in basso dalla cime della classifica cannonieri. Re Robert metterà a segno ben 34 gol in 31 match, staccando di ben 6 realizzazioni il centravanti tedesco e ancor di più la giovane coppia della Ruhr. Un dominio che, alla soglia dei trentadue anni, non concede nemmeno l’ipotesi di una possibile abdicazione. Una macchina che vive per il gol. Dopo la prima stagione da apprendista, Lewandowski non è mai sceso sotto la soglia dei quaranta gol a stagione.

Inter, Perisic vince lontano da Milano: che smacco per Conte!

Ivan Perisic
Ivan Perisic, giocatore del Bayern Monaco

Festeggiano anche Manuel Neuer, Jerome Boateng e Javi Martinez, arrivati al loro ottavo trionfo in nove stagioni a Monaco. Il sorriso si apre ancor di più nel caso di Thomas Muller che invece con quello odierno arriva a quota nove. Una carriera straordinaria, che sembrava sul punto di interrompersi bruscamente, è stata invece rivitalizzata dal cambio al timone e la restituzione dei gradi di vice capitano. Festeggia anche Ivan Perisic, epurato di Conte fin dai suoi primi minuti alla guida dell’Inter. Il croato è riuscito a imporsi nella rosa bavarese tanto che adesso un ritorno a Milano suonerebbe quasi come un doloroso arretramento di carriera.

Bundesliga, Il Bayern Monaco cambia allenatore e vince col “secondo” Flick

Hans-Dieter Flick
Hansi Flick, allenatore del Bayern Monaco

Infine a celebrare di più la vittoria del suo club ci penserà Hans-Dieter Flick, 55 anni e una vita a fare da secondo tra Hoffenheim e Bayern Monaco. Subentra a Kovac nel periodo più buio del team degli ultimi dieci anni e lo risolleva con spirito indomito e tanto, tantissimo possesso palla. Non è un caso che il CIES, l’ufficio di statistica dello sport, metta sul podio proprio i bavaresi nella speciale classifica di squadre col maggior possesso palla. Il Tiki Taka dunque smette di parlare spagnolo per iniziare a fare pratica col gutturale e (scusateci l’onestà) anche un po’ cacofonico tedesco. Spodestato anche il guru Guardiola che dovrà accontentarsi, col suo Manchester City, del secondo posto.

Bundeliga, Dortmund e Lipsia ancora in Champions

Juventus, Emre Can si sfoga: "Sarri mi ha liquidato con una telefonata"
Emre Can, centrocampista del Borussia Dortmund

Borussia Dortmund e Lipsia alla fine si dovranno accontentare delle posizioni di rincalzo ma non per questo dovremmo giudicare fallimentare la loro stagione. I gialloneri della Rurh hanno, per ampi tratti del campionato, espresso il calcio migliore della Lega e trovato nei poco più che adolescenti Haaland e Sancho un futuro duo delle meraviglie. Mats Hummels, centrale difensivo che ha rifiutato la Baviera per trovare nuovi stimoli a Dortmund, ha diretto con la solita intelligenza uno dei reparti più solidi del campionato. Emre Can ha ritrovato minuti e fiducia dopo la scialba parentesi alla Juventus mentre si è palesato al grande pubblico il talento straordinario di Achraf Hakimi, novello promesso sposo dell’Inter per la prossima stagione.

Anche a Lipsia avranno di che gioire. La squadra ha riconfermato quanto di buono fatto vedere nei campionati precedenti e il terzo posto permetterà al club della celebre bevanda energetica di continuare ad apparire nel dorato novero delle partecipanti alla Champions League. L’ottima annata del team ha conciso con le ottime performance dei vari Upamecano, Dani Olmo e Timo Werner, oltre che alla timida rinascita del ripudiato giallorosso Patrick Schick. Il miracolo di Rangnick continua a dimostrarsi avversario ostico anche per le storiche nobili della Bundesliga che, mai come in questa stagione, hanno dimostrato invece tutti i propri limiti. Il Milan aspetta il manager tedesco a braccia aperte.

Bundesliga, tra nobili decadute e sorprese dell’ultim’ora

Bayer Leverkusen
Esultanza Bayer Leverkusen

Per informazioni chiedere al Bayer Leverkusen e al Wolfsburg arrivate al traguardo rispettivamente quinta e settima. Per squadre abituate a frequentare i palchi più prestigiosi del mondo non si tratta certo di un passo in avanti. La cattiva condizione dei giocatori più talentuosi e su cui si faceva maggior affidamento non può essere un alibi dietro al quale nascondersi. Purtroppo le scelte non certo illuminate di non iniziare per tempo un rinnovamento all’interno delle rose ha portato a ritrovarsi in squadra persone poco motivate e in là con l’età. Peggio di loro ha fatto sicuramente lo Schalke 04, che ha concluso la stagione con un vergognoso dodicesimo posto. In questo caso potremmo parlare di situazione opposta alle precedenti. Una rosa piena zeppa di under23 e con pochi giocatori di livello ha determinato la prematura resa.

Chi ha fatto peggio di tutti è sicuramente il Werder Brema. Classificatosi terz’ultimo, non è ancora certo della sua permanenza nella massima serie tedesca. Impensabile voler continuare a fare affidamento sul quarantunenne Claudio Pizarro per vincere le gare. Dopo anni ai vertici della classifica la squadra dell’acerbo Florian Kohfeldt (38 anni a ottobre anche se dal 2006 al timone delle giovanili del club) si è arresa già dalle prime giornate a fare un campionato di rincalzo. I 31 punti messi in carniere quest’anno sono uno degli score più bassi mai registrati nella storia ultra secolare della squadra.

Bundesliga, il Werder si gioca la permanenza contro l’Heidenheim. Amburgo il suicidio è servito!

Amburgo
Amburgo: il celebre orologio del Volksparkstadion sarà smantellato

Per non retrocedere il Werder dovrà vedersela con la sorpresa Heidenheim, squadra del land del Baden-Württemberg che si giocherà la promozione al posto dell’Amburgo, vittima di una vera e propria maledizione in pieno stile Azteco. Per la seconda volta consecutiva, infatti, il glorioso club vincitore di sei campionati, una Coppa dei Campioni e una Coppa delle Coppe fallisce l’assalto alla serie maggiore, cadendo in casa contro l’anonimo Sandhausen (non ce ne vogliano i suoi tifosi) in un mestissimo 1-5. Risentimento ai limiti del sopportabile per l’Amburgo quando ha visto proprio l’Heidenheim uscire dal campo dell’Arminia Bielefeld battuta con un sonoro 3-0.

Incredibile davvero il trend negativo con cui la squadra diretta da Dieter Hecking ha macchiato il suo 2020. Secondo soltanto poche settimane fa, alla ripresa del campionato post lockdown, l’Amburgo ha firmato un vero e proprio suicidio calcistico perdendo proprio contro l’Heidenheim e inanellando una serie di pareggi con squadre di media-bassa classifica dai nomi onestamente impronunciabili. In estate si preannuncia la terza rivoluzione annuale di fila. Cadranno teste ma nessun cambio al vertice o tra i giocatori potranno ridare il lustro che merita una delle più nobili del calcio di Germania con oltre 133 anni di storia. Il celebre orologio del Volksparkstadion ripartirà ancora una volta da zero.

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