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Lille tra giovani e futuro: la rinascita dei Mastini

Il Lille ha aperto un nuovo ciclo di successi: dopo la fallimentare stagione con Bielsa in panchina, i Mastini si sono affidati al trio composto dal presidente Lopez, dal tecnico Galtier e dal direttore sportivo Campos puntando tutto, ancora una volta, sui giovani calciatori

Lille tra giovani e futuro: la rinascita dei Mastini. Chiudere un brutto capitolo per ripartire, puntando sulle certezze che negli anni passati avevano portato la squadra ai vertici del calcio francese. Questa la missione del Lille dopo la travagliata stagione 2017/18, annata sciagurata e sofferta conclusa con la provvidenziale conquista della salvezza quando ormai tutto sembrava perduto. Da quel momento la parola d’ordine per i Mastini è stata “ripartire“, basandosi sul modello che da ormai 15 anni ha contraddistinto il club e che, ad inizio degli anni ’10 del nuovo millennio, ha portato la formazione a vincere il doble con Rudi Garcia in panchina.

Era il Lille di Eden Hazard e Gervinho, una squadra in grado di farsi riconoscere per il suo gioco e la sua qualità sia in patria che in Europa. Adesso, dopo dieci anni, un nuovo ciclo pare essere iniziato e il club allenato da Christophe Galtier ha nuovamente acquisito la risonanza e l’importanza che merita. Una filosofia tattica viva e divertente per il pubblico, messa in piedi da diversi giovani elementi pronti ad esplodere su grandi livelli, ha forgiato ancora una volta la rinascita della squadra del nord della Francia: un traguardo che, appena tre anni fa, sembra per certi versi irraggiungibile.

La rinascita del Lille: da Bielsa a Galtier passando per i problemi finanziari

Ad inizio stagione 2017/18, per riscattare l’undicesimo posto di appena pochi mesi prima, viene scelto di affidare la guida tecnica della formazione a Marcelo Bielsa, uno degli allenatori più celebri e discussi del panorama calcistico internazionale degli ultimi anni. O lo ami o lo odi il Loco, che però all’ombra dello Stade Pierre-Mauroy non riuscirà a lasciare il segno come sperato. In piena zona retrocessione, la squadra del nuovo presidente Gerard Lopez, che aveva rilevato poco tempo prima il club dalle mani di Michel Seydoux, decide dunque di affidarsi a Galtier. Una mossa che si rivelerà corretta a fine anno, con l’ex tecnico del SaintEtienne che riuscirà a salvare il Lille alla penultima giornata di campionato. Quel periodo, però, non è stato segnato solamente da problemi legati al rettangolo verde in senso stretto.

Lille tra giovani e futuro: la rinascita dei Mastini
Christophe Galtier, allenatore del Lille

A fine stagione, l’unica dall’annata 2006/07 chiusa in rosso per quanto riguarda il saldo tra acquisti e cessioni sul calciomercato, il club si vede ammonire dal Direction Nationale du Controle de Gestion, una commissione che controlla i bilanci delle squadre militanti nel massimo campionato francese, per via di perdite di circa 142 milioni di euro. Risanare i conti oppure retrocedere d’ufficio: questa quanto minacciato dal DNCG, con il presidente Lopez che si trova dunque costretto a trattare con il Fondo Elliott per provare a ripartire ed evitare il peggio. Dopo il prestito di Paul Singer, il Lille è così riuscito ad uscire da questa grave circostanza e, allo stesso tempo, viaggiare di corsa anche sul campo.

Il Lille riparte dalle proprie certezze: giovani e plusvalenze per tornare ai vertici

Nel puzzle formato da Galtier e Lopez, però, non ha ancora fatto vedere il suo reale valore un pezzo di fondamentale importanza: si tratta del direttore sportivo Luis Campos, che dopo la negativa stagione appena conclusa decide di fare ciò che da anni lo ha segnalato come uno dei dirigenti migliori nel Vecchio Continente. Memore degli ottimi risultati tramite scouting e plusvalenze milionarie con il Monaco – dove diede fiducia a futuri top player come Anthony Martial, Thomas Lemar, Bernardo Silva, Fabinho, Tiemoué Bakayoko e un certo Kylian Mbappé – decide di ripetersi anche al Lille. Un modello che pare essere ormai da anni nel DNA dell’ex squadra di Rudi Garcia, in grado negli anni di comprare per cifre irrisorie elementi poi rivenduti a peso d’oro solamente pochi mesi dopo. Oltre ai già citati Hazard e Gervinho si tratta dei casi di Lucas Digne, Dimitri Payet, Idrissa Gueye e Adama Traoré, solo per citarne alcuni. Operazioni virtuose e oculate che, secondo i dati CIES, hanno fatto balzare i Mastini al primo posto della classifica delle squadre europee con il miglior saldo acquisti-cessioni dal 2010 ad oggi: ben 250 milioni di euro di guadagno, una cifra che ha permesso di staccare il Genoa secondo in classifica di ben 57 milioni.

Lille tra giovani e futuro: la rinascita dei Mastini
Nicolas Pepé ai tempi del Lille

Conservando la più bassa età media per partita dell’intera Ligue 1 con il dato di 24 anni (fonte Transfermatkt), il Lille è riuscito a scrollarsi di dosso i fardelli del recente passato volando al secondo posto in classifica dietro solo all’inarrivabile PSG. Non solo però la conquista della qualificazione in Champions League, risultato che mancava da ben sette anni, ma anche un calcio convincente supportato dai numeri: durante il 2018/19, infatti, i Mastini hanno avuto la difesa meno battuta dell’intero torneo con soli 30 goal incassati e il secondo migliore attacco con 67 reti segnate.

Come hanno raggiunto questi risultati? Tramite la profonda valorizzazione di giovani di ottime speranze, fattore assolutamente non scontato considerando le cattive acque nelle quali navigavano all’epoca, ma che permetterà più avanti di mettere a segno trattative vincenti anche in sede di mercato. A fronte di solamente 8,9 milioni di euro spesi, quell’anno hanno fatto il loro ingresso giovani pilastri del club come Jonathan Ikoné, Zeki Celik, Jonathan Bamba e Rafael Leao che, coadiuvati da calciatori più esperti come Loic Remy e José Fonte, hanno stupito per forza e solidità. L’estate che precede l’inizio dell’annata 2019/20 è l’emblema del modello portato avanti dal Lille: arrivano grandi acquisti che serviranno a dare nuova linfa alla formazione, ma anche e soprattutto cessioni per un totale di 143 milioni di euro. Solo per citare le più onerose, Nicolas Pépé viene venduto all’Arsenal per 80 milioni di euro, Leao per 23 milioni al Milan e Thiago Mendes per 22 milioni al Lione. Non sarebbe però corretto pensare a queste operazioni come un solo pretesto per fare cassa e avere vantaggi sul piano economico. La rosa del Lille, infatti, secondo i dati Transfermarkt, ha fatto registrare un incremento del 393,3% del suo valore complessivo negli ultimi tre anni, confermando così come la squadra non si sia affatto indebolita ma, al contrario, sia stata in grado di rinnovarsi in meglio per tornare con successo al top della Ligue 1, supportando con ottime prestazioni la linea portata avanti dalla società.

Lille, i Mastini non si fermano: il futuro è radioso

Senza perdere quelli che sono i propri tratti caratteristici, il Lille è riuscito a riprendersi con determinazione il proprio posto ai vertici del calcio francese. Portando avanti il progetto da linea verde, affidandosi a calciatori nel fiore dell’età pronti ad esplodere, i Mastini hanno aperto un nuovo ciclo che sembrerebbe poter regalare diverse soddisfazioni al club del trio formato da Lopez, Galtier e Campos. Inutile dire che gli ottimi risultati della scorsa stagione sono stati confermati anche quest’anno. Al momento dello stop della Ligue 1, la squadra si trovava al quarto posto in classifica ad un solo punto dal Rennes terzo.

Lille tra giovani e futuro: la rinascita dei Mastini
Victor Osimhen, attaccante del Lille

Osservando l’attuale rosa del Lille, appare chiaro come il meccanismo messo in piedi negli scorsi anni possa dare i propri frutti anche per il futuro. Victor Osimhen è definitivamente esploso e, con 13 goal e 6 assist in campionato, a soli 21 anni si è imposto come uno degli attaccanti più forti del panorama transalpino. Ikoné ha in più occasioni fatto intravedere lampi di classe e lo stesso vale per Bamba e Renato Sanches, che dopo anni bui tra Bayern Monaco e Swansea, sembrerebbe essere tornato in parte quel meraviglioso giocatore ammirato con la maglia del Benfica. A loro vanno aggiunti anche Domagoj Bradaric, Boubakary Soumaré, Gabriel, Luis Araujo, Tiago Djalò, Yusuf Yazici e Timothy Weah, tutti calciatori che all’interno dell’ambiente Lille potranno fornire il loro contributo sul campo per il presente e per il futuro. Tutto questo attirando allo stesso tempo le attenzioni delle big di mezza Europa, pronte a sfidarsi nella folle corsa del calciomercato che, ancora una volta, potrebbe dare grosse soddisfazioni a Lopez e Campos.