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Coronavirus, porte aperte in Bielorussia. Alenikov: “Follia!” Hleb: “Drammatico”

In Bielorussa il Coronavirus pare non fare paura come nel resto d'Europa. I campionati proseguono normalmente e i match sono disputati a porte aperte. Appelli di UEFA E OMS totalmente inascoltati. Aleinikov:" E' pazzia". Hleb: "Situazione drammatica"

Coronavirus, porte aperte in Bielorussia. Alenikov: “Follia!” Hleb: “Drammatico”. Aveva fatto scalpore (se non proprio irrefrenabile sdegno) la decisione della Federazione calcistica bielorussa di non prendere alcun provvedimento in merito alla diffusione del Coronavirus nel Paese. A settimane dal lockdown italiano e dalle ferree disposizioni a livello europeo in merito, nella Nazione della ex Unione Sovietica si continua a vivere senza alcuna contezza degli incalcolabili rischi legati al contagio da Covid-19.

Coronavirus, il calcio non si ferma in Bielorussia: inascoltati appelli di UEFA e OMS

In Bielorussia nessuna delibera in merito nemmeno nel calcio, con decine di match di campionati di ogni ordine e grado ancora aperti al pubblico. Totalmente inascoltate le suppliche di istituzioni europee e dell’OMS che chiedevano uniformità con il resto delle leghe del continente. La federazione bielorussa si è mostrata finora totalmente sprezzante del pericolo e sorda ad ogni provvedimento. Lo fa capire chiaramente l’ex centrocampista bielorusso di Juventus e Lecce degli anni ’80 Sergei Aleinikov che commenta laconicamente: “Il campionato bielorusso con i tifosi è semplicemente una pazzia“.

A fargli da eco ci ha pensato il connazionale ex bandiera dell’Arsenal, Alexander Hleb, bollando il comportamento dell’intera Nazione e ammettendo: “È una situazione drammatica con conseguenze sempre più terribili. Ma qui in Bielorussia i nostri politici continuano a credere che questo virus non sia importante e che non abbia senso confinarlo. Io, per sicurezza, trascorro la maggior parte del mio tempo libero con la mia famiglia a casa mia, ma le strade e i ristoranti sono sempre pieni di gente“.