sabato, 4 Luglio 2020 - 23:25
Calcio Fiorentina Arbitri, la rabbia di Commisso: sì o no al VAR "a chiamata"?

DIRETTORE RESPONSABILE MAURO PACETTI

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Arbitri, la rabbia di Commisso: sì o no al VAR “a chiamata”?

È di nuovo polemica tra Commisso e la classe arbitrale. Al centro, questa volta, il rigore dubbio concesso alla Lazio per lo scontro tra Dragowski e Caicedo. Ecco la risposta del designatore Rizzoli al presidente della Viola

Su un buon uso del VAR continuerò a essere la prima persona che si batterà per il rispetto della Fiorentina e del popolo viola e per il calcio italiano in generale. Deve essere data la possibilità alle squadre di richiamare gli arbitri all’utilizzo del VAR.”
Questo lo sfogo di Rocco Commisso, presidente della Fiorentina, dopo gli episodi quanto meno dubbi della sfida dei viola contro la Lazio all’Olimpico, terminata per 2-1.
Non è neanche la prima volta che il patron dei gigliati si schiera pubblicamente contro la classe arbitrale e a favore di un utilizzo della tecnologia VAR più a disposizione delle squadre.

Sono qui da sette mesi e non ho mai parlato degli arbitri, ma oggi sono scoppiato.  Non si può andare avanti così. Non è giusto che il calcio italiano si comprometta così, perché il nostro calcio è visto in tutto il mondo. Non si può andare avanti così, con queste partite che sono decise dall’arbitraggio.”. A pochi giorni dall’inizio del lockdown, sono state queste le parole dell’imprenditore italo-americano dopo FiorentinaJuventus, sfida che vide grande protagonista l’arbitro Pasqua, il quale assegnò un rigore dubbio ai bianconeri.

Arbitri, il VAR a chiamata è davvero la soluzione?

Rocco Commisso
Rocco Commisso, Presidente della Fiorentina

Abbiamo sicuramente avuto modo di vedere che Rocco Commisso non è certo uno che le manda a dire. I suoi sfoghi, talvolta fuori luogo, hanno spesso trovato l’appoggio di molti colleghi e addetti ai lavori, i quali vorrebbero decisioni più eque in campo e la possibilità, per le squadre, di chiamare l’arbitro al VAR. Ma è davvero questa la panacea di tutti i mali? Può essere questa la soluzione a tutte le ingiustizie sportive che possono avere luogo in futuro?
Prima di tutto, bisogna ricordare che un arbitro è un essere umano, e che il VAR è uno strumento di aiuto nei suoi confronti. Come qualsiasi persona, un arbitro può sbagliare e, malgrado la tecnologia, può comunque influenzare l’andamento di un match.

Prendendo in considerazione l’idea di poter chiedere un on-field review, sarebbero diversi i problemi ai quali la squadra arbitrale e i club potrebbero esporsi. Ad esempio, la prospettiva può spesso ingannare gli occhi e far credere a un allenatore di aver visto un netto contatto da rigore quando invece nulla di irregolare è avvenuto. Chiamare l’arbitro a rivedere un episodio del genere può non solo far sprecare la possibilità di far rivedere un episodio, ma anche rendere nervoso e insicuro il direttore di gara. Ricordiamolo: sono persone anche loro, e anche loro provano emozioni forti durante un match.

Arbitri, la risposta di Rizzoli a Commisso

Nicola Rizzoli
Nicola Rizzoli, ex arbitro e designatore ufficiale degli arbitri di Serie A

La VAR non serve a redimere dubbi, ma a correggere errori. Se si dovesse andare a rivedere ogni episodio sul quale si ha un dubbio, si rovinerebbe lo spettacolo.”.
Apriamo questa considerazione con le parole di Nicola Rizzoli, ex arbitro e oggi designatore per la Serie A. Lo scopo della tecnologia in funzione al calcio è quello di correggere chiari ed evidenti errori. In cabina di regia vi sono sempre arbitri molto esperti e assistenti arguti, i quali esaminano ogni piccolo episodio e, in caso di incongruenze, richiamano l’arbitro di campo a rivedere la sua decisione. Autonomamente, il direttore di gara non può scegliere di andare a rivedere un determinato momento del match. Deve essere richiamato dal VAR oppure richiedere un silent check.

Ad ogni modo, l’ex leggenda dell’arbitrato non ha chiuso alla possibilità di vedere introdotto il VAR a chiamata nel calcio.
Non ci vedrebbe contrari come idea, è solo una scelta fatta da un ente (l’IFAB, ndr) che gestisce le regole e il protocollo. Personalmente non avrei nulla di ostativo sull’idea del Var a chiamata, ma dobbiamo sempre pensare che siamo all’interno di uno sport mondiale e dunque le regole devono essere uguali ovunque. Al momento non è un argomento in discussione a livello internazionale. Forse toglierebbe alcune discussioni, non lo so, ma in Italia non possiamo fare scelte personalizzate“. Insomma, anche Rizzoli ha dubbi sull’effettiva utilità di questa eventuale nuova regola. Di certo non servirebbe a spegnare le polemiche, soprattutto per come siamo fatti noi italiani. Basta una piccola incongruenza, un piccolo sbaglio, e si grida subito allo scandalo. Si cercano colpe e soprattutto colpevoli, senza mai però riuscire a guardarsi dentro e a mostrare autocritica ma, soprattutto, comprensione.

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