Calcio Fiorentina Fiorentina in crisi: il gioco non c'è, servono vittorie per non retrocedere

Fiorentina in crisi: il gioco non c’è, servono vittorie per non retrocedere

Fiorentina a +6 sulla zona retrocessione. Brutta sconfitta e umiliazione in casa col Sassuolo. La Viola non vince più in casa e adesso servono punti per ottenere la salvezza quanto prima. Il gioco non c'è più e il talento sembra ormai smarrito. Ci sarà una mossa da parte della dirigenza per sovvertire l'andamento nel finale di campionato?

La Serie A è ripartita, ma la Fiorentina sembra non conoscere più la strada. La compagine viola risulta una delle squadre peggiori nel periodo dopo il Coronavirus. Seconda sconfitta consecutiva in casa, stavolta contro il Sassuolo di De Zerbi. La Fiorentina delude nel primo tempo e trova la via della porta rendendosi pericolosa solo in due occasioni con Chiesa e Castrovilli. Poi la squadra di mister Iachini crolla in modo definitivo nella ripresa: prende il terzo gol, su un grave errore di Castrovilli, già autore del rigore da lui stesso causato nel primo tempo. La Viola risorge solo per un istante con la rete firmata di testa da Cutrone.

E’ iniziato dunque un periodo di crisi per la Fiorentina, che si trova ad affrontare un momento di difficoltà: la zona retrocessione resta a 6 punti e ciò che più preoccupa i tifosi e la società è il gioco della squadra di Iachini. E lo spettro retrocessione inizia ad aleggiare sul Franchi per il secondo anno consecutivo.

Fiorentina, talento e soldi, ma poco gioco e poche vittorie: di chi è la responsabilità?

Castrovilli
Gaetano Castrovilli, centrocampista della Fiorentina

A Firenze si cerca il colpevole di questa situazione a tinte Viola e sicuramente Iachini ha le sue responsabilità. La rosa della Fiorentina è composta da tanti giocatori e nomi importanti, su tutti Chiesa, Ribery, Cutrone, Vlahovic, Castrovilli, Pulgar. Tanti soldi sono stati investiti dal neo presidente Rocco Commisso, che in estate aveva iniziato a far sognare i tifosi, promettendo vittorie e trofei futuri. Questo aveva funzionato per scacciare i fantasmi di una Serie B sfiorata lo scorso anno, ma ora il rischio sta per presentarsi ancora. La Fiorentina con i tanti talenti che possiede in rosa potrebbe e dovrebbe ambire per una posizione medio-alta della classifica, ma nonostante tutto ciò non riesce a centrare i risultati: alla Viola manca qualcos’altro.

Il problema è psicologico e questo si riversa sul gioco della squadra, che ora, a dispetto della storia, del talento della rosa, dei soldi investiti e della tifoseria che si aspetta qualcosa in più, si ritrova senza un gioco e a lottare per traguardi che non rappresentano Firenze e la Fiorentina. Serve una svolta, da subito, senza perdere tempo ed energie a processare i presunti responsabili.

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