Hellas Verona, Juric conquista tutti: prima le critiche, ora l’Europa?

L'Hellas Verona sogna il piazzamento in Europa e continua a stupire: gran parte del merito è del tecnico Ivan Juric, che dopo alcune perplessità in avvio di stagione ha davvero conquistato tutti ribaltando le critiche ed imponendosi come uno dei migliori allenatori della Serie A. I risultati e il gioco premiano la formazione veneta, che ora più che mai è consapevole di avere il destino nelle proprie mani

Ad inizio anno sembrava un percorso a dir poco improbabile. Alzi la mano chi avrebbe scommesso sul magico campionato portato avanti fin qui dall’Hellas Verona: i detrattori ad agosto erano tanti ma adesso, attraverso la forza del gioco e dei risultati, sono stati costretti a ricredersi.

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Ivan Juric, allenatore dell’Hellas Verona / @ilnazionale

Il tempo è galantuomo si direbbe e questo vale così come nella vita di tutti i giorni anche e soprattutto nel mondo del calcio. Facile infatti gettarsi in pareri affrettati e dovuti all’onda emotiva del momento, con Ivan Juric che ha vissuto sulla propria pelle questa intricata situazione. Certo, alcuni dei malumori della tifoseria Scaligera poggiavano sopra una base di solide motivazioni: il tecnico ex Genoa ha dovuto raccogliere il pesante scettro dell’eroe della promozione Alfredo Aglietti, non confermato per la Serie A dopo la cavalcata che ha riportato i Butei nel massimo campionato italiano. Se nel calderone gettiamo la poca esperienza dell’allenatore croato e l’avventura negativa sulla panchina dei rossoblu, dunque, abbiamo un quadro completo delle perplessità che aleggiavano attorno al Bentegodi ai nastri di partenza dell’annata 2019/2020. Con il passare dei mesi, però, qualcosa è cambiato.

Juric si è preso l’Hellas Verona: ora i gialloblu sognano l’Europa

Juric
Ivan Juric, allenatore dell’Hellas Verona

Dopo 23 giornate di Serie A la classifica parla chiaro: appena al di sotto dell’Olimpo delle squadre al vertice, ovvero Juventus, Inter, Lazio, Atalanta e Roma, c’è proprio l’Hellas Verona che occupa contro ogni più rosea aspettativa il sesto posto in classifica. Sembra una favola quella che sta scrivendo Ivan Juric, ma in realtà i traguardi che stanno raggiungendo i gialloblu sono frutto di duro lavoro, sacrificio e grande organizzazione. La vittoria dello scorso fine settimana contro la Juventus è stata la ciliegina sopra la torta che ha certificato una volta per tutte le ambizioni e le speranze per il prosieguo del campionato dei veneti: il Verona non è lì per caso e sarebbe sempre più intenzionato a conquistare un piazzamento europeo che avrebbe dell’incredibile.

Il match conquistato in rimonta contro i bianconeri di Maurizio Sarri è servito poi per dare nuove conferme e sfatare un mito che da tempo rimbombava nell’ambiente veronese: la squadra di Juric è certamente una macchina composta da fidi soldati che fanno della grinta, della fame agonistica e della corsa per tutti e novanta i minuti le loro armi migliori, ma non solo. Dietro a tutto questo, lo testimoniano i risultati e le prove offerte, si celano anche ottime trame di gioco e un’idea calcistica ben definita e volta all’attacco. Il parallelismo con il suo maestro Gian Piero Gasperini pare dunque di domenica in domenica sempre più azzeccato, con Juric che sta però scoprendo sempre nuove caratteristiche della sua squadra facendo affidamento su un mix di elementi in rampa di lancio e giocatori alla ricerca di riscatto dopo parentesi non esattamente felici. Nella prima categoria ricadono senza dubbio i sorprendenti Kumbulla, Rrahmani, Amrabat, Salcedo – ora infortunato ma protagonista di un buon avvio di stagione – e Pessina, ad oggi tutti protagonisti in diverse situazioni della cavalcata degli Scaligeri. Per quanto riguarda i profili a caccia di una seconda vita calcistica impossibile non annoverare i tre dal passato al Genoa Gunter, Lazovic e Veloso, l’ex Sampdoria Verre e alcuni elementi non di primissimo pelo come Di Carmine e Pazzini, elementi imprescindibili per l’economia del gioco della squadra.

L’Hellas Verona innamorato di Juric: la conferma si avvicina

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Ivan Juric, allenatore dell’Hellas Verona

Dopo un avvio a dir poco turbolento adesso la piazza reclama a gran voce la conferma di Juric sulla panchina dell’Hellas Verona, che sembrerebbe avvicinarsi sempre più in virtù dell’impressionante score messo a segno fin qui in campionato dalla formazione veneta. Grazie alla quarta difesa del campionato, con solamente una rete concessa in più rispetto alle 23 della Juventus prima in classifica, un equilibrio tattico impressionante e una filosofia improntata all’aggressività, al gioco verticale e alla rapidità, i gialloblu stanno toccando vette finora inesplorate e che dipingono scenari a dir poco rosei per i prossimi mesi.

Il campionato è ovviamente ancora lungo ed è difficile dire con esattezza quale potrebbe essere il destino per la rosa allenata del tecnico ex Genoa e Crotone. Una cosa però è certa: il futuro è nelle mani del Verona. Dopo aver superato tutti gli ostacoli che si sono parati sul loro cammino, infatti, i veneti si trovano attualmente ad un bivio, trovandosi a scegliere tra dover dare prova di forza e carattere confermando con i risultati gli ancora ampi margini di miglioramento fatti intravedere nelle scorse uscite e puntando al sogno chiamato Europa oppure scivolare nuovamente nella normalità. In ogni caso, per il guerriero Juric la battaglia più dura è già stata vinta: convincere l’Italia intera delle sue qualità quando nessuno avrebbe puntato su di lui. Adesso manca l’ultimo scatto che, per quanto ostico, potrebbe completare la magnifica opera.

Le carte in regola ci sono tutte ma la concorrenza è davvero agguerrita, con Bologna, Cagliari e Parma che si contendono con lo stesso Verona il primato di sorpresa della Serie A 2019/2020 e il sesto posto valido per l’Europa League, senza ovviamente dimenticarsi di Milan e Napoli che, dopo numerose difficoltà, stanno lentamente risalendo la classifica. È ancora presto per tirare le somme definitive della stagione gialloblu ma Juric ora punta a ripetersi tagliando per primo il traguardo rispetto alla concorrenza, ben conscio comunque di aver portato a casa un trofeo ben più importante di qualsiasi coppa o scudetto: la fiducia e la stima del mondo del calcio che finalmente sembra essersi reso conto delle potenzialità del tecnico che sta davvero convincendo tutti.