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lunedì, 1 Giugno 2020 - 18:10
Calcio Inter Simoni, uomo prima che allenatore: addio Gigi

Simoni, uomo prima che allenatore: addio Gigi

Un uomo prima che un allenatore. Il calcio piange Gigi Simoni, un grande tecnico, un grande maestro, una figura che avrebbe stonato in un calcio moderno così tanto influenzato da soldi, media e politica.

Simoni, uomo prima che allenatore: addio Gigi. Il 22 maggio si arricchisce di un ulteriore significato per tutti gli appassionati di calcio: non solo il Triplete dell’Inter nel 2010, ma anche l’addio a Gigi Simoni nel 2020. Con Simoni se ne va un signore come pochi e un allenatore che ha saputo trasmettere rispetto e umiltà con il suo calcio.

Che Simoni non fosse un uomo come gli altri lo si capisce subito durante la sua carriera da calciatore: quattro promozioni in Serie A, una sfortunata parentesi alla Juventus e tre chiamate in Nazionale. Nel 1974 appende gli scarpini al chiodo e inizia la sua carriera da allenatore al Genoa in Serie B: arriva prima un settimo posto, poi la promozione in A l’anno successivo. Nel 1978 retrocede con il Genoa e passa al Brescia, che riesce a portare in Serie A al primo tentativo. Simoni è, però, indissolubilmente legato al Genoa, che riporta nella massima serie per l’ennesima volta nel 1980. Tra il 1984 ed il 1990 cambia continuamente squadra tra Serie B, C1 e C2 fino ad arrivare alla Cremonese. Con i lombardi, nel 1993, riesce a vincere il Torneo Anglo-Italiano battendo il Derby County. Nel 1996 passa al Napoli dove raggiunge un ottimo secondo posto alle spalle della Juventus, salvo poi essere esonerato la stagione successiva.

Simoni, l’Inter, la UEFA e quello Scudetto…

Nel 1997 Simoni passa alla guida dell’Inter del nuovo arrivato Ronaldo che, a suon di gol, trascina i nerazzurri ad un passo dallo Scudetto, perso al termine di un chiacchieratissimo scontro diretto con la Juventus. Simoni riuscirà a consolarsi portando a casa la Coppa UEFA in finale contro la Lazio. Il tecnico emiliano viene esonerato l’anno successivo lasciando a Milano cuore, anima, ma anche un pizzico di rimpianto per uno Scudetto perso per un episodio. Dopo i nerazzurri Ancona, Napoli, Siena, Lucchese fino a diventare direttore tecnico di Gubbio e Cremonese.

Il destino ha voluto che Gigi Simoni ci lasciasse proprio nel decennale di una delle vittorie europee più importanti della storia dell’Inter. È come se avesse voluto dire: “Ricordatevi anche di me e della mia Coppa UEFA. Ma né gli interisti né tutti gli appassionati dimenticheranno facilmente Simoni, un uomo prima che un allenatore. Un allenatore di un calcio che, nel 2020, risulta obsoleto e privo di personaggi come lui. In un mondo dove regnano maleducazione e violenza non ha mai smesso di essere l’uomo che era, anche di fronte ad un torto come quello del 1997. Un’eleganza che porterà con sé in un posto migliore, con la speranza che nel calcio del futuro ci siano più Gigi Simoni.

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