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Hellas Verona-Juventus 2-1, il Sarrismo non c’è e si vede: la Vecchia Signora cade ancora

La Juventus cade ancora fuori casa e, soprattutto, si fa rimontare come non accadeva da tempo. Il Verona di Juric continua a stupire tutti e la zona europa ora non è più un miraggio. Sarri, invece, continua ad essere il vero punto interrogativo di questa Juventus: dov'è finito il sarrismo?

Una sconfitta che brucia, che pesa come un macigno quella che la Juventus ha rimediato ieri sera allo stadio Bentegodi contro un Hellas Verona che, ancora una volta, ha dimostrato di essere una squadra di assoluto valore.

Ronaldo e Higuain
Ronaldo e Higuain, durante Verona-Juventus (@imagephotoagency)

Gli uomini di Sarri non sembrano essere mai in partita, arrivano sempre dopo su ogni pallone e non hanno quella cattiveria necessaria per vincere i contrasti. Un’attenuante a questa Juventus è sicuramente la situazione legata agli infortuni: la squadra, soprattutto in difesa, è stata falcidiata da innumerevoli defiance che ne hanno dimezzato il potenziale. L’assenza di Chiellini si fa sentire eccome e non solo per il valore tecnico del giocatore ma anche per quella cattiveria agonistica che sa trasmettere ai propri compagni di squadra. Bonucci sembra essere quello imbarazzante e quasi fastidioso visto due anni fa al Milan, De Ligt, strapagato e stra coccolato, è il lontano parente di quello ammirato ai tempi dell’Ajax. Come se non bastasse, Sarri si trova costretto ancora una volta a mettere Cuadrado come terzino destro, ruolo che può ricoprire ma non sempre e, contro avversari che vanno a 3000 come l’Hellas Verona, va palesemente in difficoltà. Nel primo tempo, la Juventus si salva grazie al Var che tira la linea giusta e mette Kumbulla in fuorigioco annullando il vantaggio dei padroni di casa. Il match vive di fiammate e le squadre sono lunghissime già dai primi minuti e i capovolgimenti di fronte si contano col pallottoliere. La Juventus è anche sfortunata colpendo un palo con Cristiano Ronaldo che sembra essere l’unico che ci mette voglia e grinta.

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La ripresa sembra essere uno specchio del primo tempo: squadre lunghe, tanta corsa e belle fiammate da ambo le parti. L’Hellas Verona corre tantissimo e sembra quasi che non abbia giocato mercoledì contro la Lazio. La Juventus invece corre, si, ma senza grinta e voglia di arrivare al risultato: la squadra non fa gioco e per di più non crea nemmeno pericoli alla porta di Silvestri. I campioni poi si accendono e Cristiano Ronaldo arriva a tu per tu con l’estremo difensore dell’Hellas Verona mettendo a segno il decimo gol consecutivo in Serie A come mai nessun giocatore della Juventus aveva fatto nella storia del club. E’ forse il solito copione già visto con la Juventus che mantiene il risultato e il Verona costretto a rincorrere? Macché. La Juventus scompare, indietreggia come una qualsiasi neopromossa che sta facendo il colpaccio su un campo difficile, sono stanchi gli uomini di Sarri e quasi inspiegabilmente.

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L’Hellas Verona ci crede, continua a macinare gioco e mette in costante apprensione la retroguardia bianconera che soffre da matti. Le maglie gialloblu spuntano dappertutto, sembrano folletti indiavolati. Il pareggio, meritato, arriva al ’76 con Fabio Borini che col “coltello tra i denti” come la sua esultanza, sfonda la difesa della Juventus e batte Szczesny che (davvero) non può nulla. Sarri prova la carta della disperazione: fuori Higuain (perché era partito titolare?) e dentro Dybala per provare a dare la scossa. Niente da fare, il Verona ne ha di più e Pazzini su rigore manda in Paradiso il Verona e fa sprofondare negli abissi la Juventus.

Hellas Verona
I festeggiamenti del Verona dopo la vittoria contro la Juventus

Cosa ci ha detto questa partita? Sicuramente che il tanto acclamato “sarrismo” in questa Juventus non si vede, non si è mai visto. La squadra di Sarri prende troppi gol e gli e infortuni sono solo una parziale scusante: la squadra è sembrata molla, spenta, senza grinta e questi sono aspetti che non si può far finta di osservare. Bonucci e De Ligt sono inguardabili, vanno sempre in difficoltà contro gli avanti veloci dell’Hellas Verona e sembrano essere una coppia di difesa da Serie C. Cristiano Ronaldo non può fare tutto da solo, non può più bastare. Obiettivo Champions League? Se Sarri non trova un rimedio sarà difficile pensare anche solo a mantenere lo scudetto. Dovrà riflettere il tecnico toscano, e anche molto, perché la squadra non gira e se gli uomini di maggior talento non sono in forma, vanno in difficoltà con tutte le squadre.

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La Juve dalle occasioni sprecate

La prova di ieri sera, rappresenta l’ennesima occasione buttata al vento dalla Juventus per provare l’allungo decisivo e chiudere il discorso legato al campionato. E’ successo con la Lazio, si è ripetuto con il Napoli e non può essere più un caso se i bianconeri quando sono lontani da Torino, fanno fatica a trovare risultato e gioco. La squadra pecca evidentemente di personalità e il calciomercato in questo senso non ha dato ulteriori certezze. Serviva davvero privarsi di un centrocampista come Emre Can? In mezzo al campo la Juventus sembra essere sempre in inferiorità numerica e non ci sono giocatori che possano dare uno strappo decisivo ai match quando le cose si complicano. Bentancur non è sicuramente un centrocampista di rottura, ha altre qualità, Ramsey e Rabiot non si sono mai visti in questa stagione.

Cristiano Ronaldo
Il gol di Cristiano Ronaldo in Verona-Juventus (@imagephotoagency)

Pjanic e Matuidi non posso reggere la baracca da soli e, forse, solo il rientro di Khedira potrà dare respiro a Sarri. Higuain dopo un avvio promettente sembra già aver finito la benzina e ieri si è guadagnato il voto in pagella solo perché è partito titolare. Un disastro senza appello questa Juventus contro il Verona: dall’allenatore alla società, passando ovviamente per i giocatori, c’è indubbiamente qualcosa che non va. La stagione è ancora lunga, tempo per rimediare c’è ma questa squadra ha davvero la voglia per andarsi a prendere l’obiettivo più importante? Staremo a vedere, sta di fatto che questa squadra sembra lontana parente di quella, schiacciasassi, con in panchina Massimiliano Allegri e il confronto tra tecnici toscani è impietoso. Almeno finora.