Calcio Lazio "Immobile" per niente! Ciro vola alla conquista della Scarpa d'Oro

“Immobile” per niente! Ciro vola alla conquista della Scarpa d’Oro

Ciro Immobile, ritrova la via del gol dopo il lockdown e si rilancia nella corsa al prestigioso titolo europeo. In A il record di Higuain è a un passo. Nell'ultimo match contro il Napoli potrebbe arrivare il passaggio di testimone tra l'argentino e lo scugnizzo di Torre Annunziata

Ciro Immobile sa come si fa e non c’è Ronaldo, Messi o Lewandovski che tenga. Il bomber italiano è a un passo dalla conquista della Scarpa D’Oro come miglior realizzatore europeo di una delle stagioni più complicate di sempre. Un riconoscimento che arriva allo “scugnizzo” di Torre Annunziata al giro di boa dei trent’anni dopo averlo già sfiorato in più di qualche occasione in passato. Il laziale miete record a un ritmo forsennato e tutto questo grazie ad una fame inestinguibile e un intuito fuori dal comune. Essere anche il rigorista designato del club in casi come questi aiuta, ma presentarsi dagli undici metri non sempre è sinonimo di trionfo. Tuttavia, averne segnati 14 sui quindici concessi dà il senso di grande freddezza e letalità da sempre marchio di fabbrica del goleador laziale.

Immobile, il record di Higuain è a un passo

Ciro Immobile
Ciro Immobile, attaccante della Lazio

In Italia il titolo di capocannoniere è stato già suo in due edizioni e anche nella attuale non sarà diverso. Questa volta però ha un sapore tutto speciale, soprattutto se nell’ultima fatica contro il Napoli riuscisse ancora  a imprimere il suo sigillo. Immobile entrerebbe nella storia proprio contro la squadra del suo cuore di ragazzino che sogna il grande calcio. La marcatura, inoltre, lo proietterebbe in cima alla classifica all time facendogli agguantare il primato di Gonzalo Higuain ottenuto proprio con i partenopei nella stagione 2015/16. Una serie di corsi e ricorsi storici che sono ben più di qualche coincidenza. Ciro sente già l’odore della preda e scalpita per archiviare l’ennesimo record.

Record che riguarderà da vicino anche la stessa storia della società biancoceleste. Immobile è primo di sempre per rendimento, con una rete segnata ogni 117 minuti, facendo meglio di Di Vaio (secondo con un gol ogni 120′) e Hernan Crespo (un gol ogni 121′). Con la tripletta messa a segno contro il Verona, Ciro Immobile è riuscito a mettersi alle spalle un totem della “lazialità” come Giorgio Chinaglia issandosi al terzo posto della speciale classifica marcatori della Lazio. Adesso l’obiettivo di raggiungere e magari superare anche Beppe Signori, secondo, dista soltanto due gol. A guardare tutti dall’alto in basso rimane il simbolo dell’età eroica del calcio, Silvio Piola. I suoi 145 gol con la maglia della Lazio rappresentano il primato assoluto dell’intera storia del club fin dalla sua fondazione. Ciro è fermo a quota 124.

Irriconoscibile dopo il lockdown, Immobile rinasce nella sfida scudetto contro la Juve

Immobile
Immobile, attaccante della Lazio

Eppure la stagione che ci apprestiamo a salutare non è state sempre generosa con il buon Ciro che soprattutto dopo il lockdown ha faticato e non poco a trovare la strada del gol. Un passaggio a vuoto di ben cinque gare in cui tutto sembrava girare storto. Non è un caso che senza la sua bocca da fuoco principale l’intera squadra ne abbia pesantemente risentito passando da pretendente al titolo più accreditata a quarta forza del campionato. Una caduta in classifica che ha visto Atalanta e Inter prendere di infilata la banda di Inzaghi che in quelle settimane ha forse passato il momento più buio della sua avventura sulla panchina biancoceleste.

Ciro corre, suda, fa a sportellate come da copione e cerca di aiutare la manovra ma i suoi compagni non hanno più la brillantezza mostrata fino a qualche momento prima. Qualcosa si inceppa e lui stesso, presentatosi davanti alla porta, sbaglia clamorose palle-gol. Sembrava che il fluido magico che gli permetteva di esultare per una rete realizzata ogni 85 minuti fosse finito. L’incantesimo era rotto e con lui anche i sogni di gloria di Lotito e Tare. Ma come in ogni favola, il finale è sempre da applausi e così è stato anche in questa di Immobile che pur perdendo il match clou contro la Juventus, col suo rigore messo a segno contro Szczesny ritrova fiducia e voglia di lottare.

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Il titolo sarà anche andato in fumo ma c’è ancora tempo per una gioia tutta personale da costruire nelle ultime quattro gare di campionato. Arrivano così cinque gol contro Cagliari, Hellas e Brescia. Che siano penalty o su azione non fa differenza. Immobile si risolleva e lo fa da campione, restituendo a tutto l’ambiente la verve e la vivacità vista fino all’infausto lockdown. Impossibile togliersi dalla mente il destro vellutato dall’angolo destro dell’area di rigore scaligera che si impenna quel tanto da mettere fuori gioco Radunovic e depositarsi sul palo lontano con una naturalezza sconvolgente. Il campione è tornato e con lui i suoi lampi di classe e potenza. Il mix che ha fatto di Immobile uno dei terminali offensivi più letali del mondo.

Immobile, che rimpianti per l’Europeo spostato al 2021

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Finlandia-Italia, la cronaca del match / @Calciomercato.com

La concorrenza di Cristiano Ronaldo, Lukaku, Caputo e Zapata è annientata. Difficile anche per un fenomeno come il portoghese riuscire a fare cinque gol in una sola gara contro la Roma. La Serie A si inchina davanti al suo nuovo padrone che restituisce dignità e fierezza all’intero movimento Azzurro. Chissà cosa ne pensa il ct Mancini del suo super goleador. Chissà in quanti ora in Federazione si staranno mangiando anche i gomiti per questo Europeo spostato di un anno e che avrebbe potuto avere in Immobile uno dei suoi protagonisti assoluti. La speranza è quella di poter continuare a fare affidamento sul napoletano la prossima estate. Gli anni allora saranno 31, ma nessun dramma! Fabio Quagliarella segnò la sua ultima marcatura in Nazionale alla veneranda età di 36 anni e due mesi.

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