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Compleanno in carcere per Ronaldinho: quarant’anni di gol, sorrisi e quel vizietto…

Dal Istituto carcerario di Asuncion (Paraguay), Ronaldinho Gaùcio compie quaranta anni. Una carriera strepitosa e un sorriso che lo consacro come Alegria do futebol. Una vita vissuta esattamente come in campo tra successi e cadute. Un pallone d'oro, una coppa del Mondo e decine di trofei in giro per il mondo

Compleanno in carcere per Ronaldinho: quarant’anni di gol, sorrisi e quel vizietto… Ronaldinho spegne 40 candeline e lo fa forse nel momento più buio della sua vita. Lui, abituato a distribuire sorrisi e gioia attraverso le sue giocate e il suo “futebol bailado”, oggi fa i conti con una reclusione che stride con la libertà del suo estro e genio calcistico. Quarant’anni in cui il funambolico fantasista di Porto Alegre è riuscito a riappacificare gli estimatori del bel gioco con i rigorosi dell’efficacia tattica, uniti in un unico afflato d’amore per il “dentone” sudamericano.

Ronaldinho compie 40 anni tra un dribbling e un sombrero

Una carriera che inizia da giovanissimo nel Gremio, squadra del suo quartiere che lo nota ad un provino in cui il piccolo Ronaldo de Assis Moreira ridicolizza ragazzacci alti il doppio di lui, e che abbraccia Francia, Spagna e Italia. Il passaggio, a soli diciassette anni al PSG, un club allora ancora lontano dai fasti moderni ma che gli fa da splendida vetrina in Europa. E poi gli anni del Barcellona in cui incanta compagni e avversari con le sue trovate geniali. I suoi dribbling millimetrici, le rabone, i sombrero e poi il marchio di fabbrica: quell’elastico che in tanti ha fatto impazzire o infuriare a seconda se fossero da un lato o dall’altro della barricata. Così come marchio di fabbrica furono quelle mani dondolanti con pollice e mignolo tesi nel gesto tipico dei surfisti. E poi il sorriso smagliante dopo ogni gol o assist confezionato per campioni come Henry, Eto’o, Deco e poi Messi, in uno dei duopoli più entusiasmanti mai visti nel calcio moderno.

Ronaldinho
Ronaldinho, ex attaccante del Milan

Ronaldinho: tecnica al servizio del gioco. Il Mondiale nel 2002 e il Pallone d’Oro nel 2005

Ma si sbaglia chi pensa a lui soltanto come ad uno spensierato giocoliere. Ronaldinho faceva ogni cosa ad una velocità inimmaginabile per chi lo doveva fronteggiare. Il suo metro e ottanta poteva far affidamento su gambe potenti e scattanti, una vera spina nel fianco se lasciato in campo aperto. Se a tutto questo unite un repertorio tecnico da far girare la testa e una media di riuscita di ogni giocata superiore a 0,50 allora avrete davanti un giocatore che al ghirigoro e all’estetica riusciva perfettamente ad affiancare efficacia e risultati. Ne danno testimonianza le decine di titoli vinti in carriera e quel meraviglioso Pallone d’Oro aggiudicato nel 2005, prima dei trionfi “italiani” di Cannavaro e Kakà e che si scatenasse il duello stellare tra Messi e Ronaldo, l’altro.

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Ronaldinho con la maglia del Barcellona

Ronaldinho nell’immaginario collettivo: campione anche in TV con pubblicità e show

Chiunque di noi ha un proprio momento scolpito nella memoria in cui Ronaldinho Gaùcio è riuscito a ritagliarsi una nicchia. Il gol in Champions contro il Chelsea in cui impallina da fermo Carvalho e Cech. Il controllo di petto con relativa rovesciata sotto l’incrocio dei pali contro il Villarreal. La magistrale punizione da 35 metri contro l’Inghilterra nel Mondiale del 2002. E poi la serie infinita di serpentine, controlli chirurgici su palloni spioventi “a campanile“, i passaggi “no look“.
Star assoluta anche delle pubblicità in cui marche di abbigliamento sportivo, ma non solo, se lo litigavano a peso d’oro. L’Associazione calcistica “Beautiful Game” o Joga Bonito ne fece il suo emblema nel mondo, così come la Pepsi e lo storico sponsor tecnico Nike. E lui, col sorriso stampato in faccia dominava la scena mondiale con la naturalezza del bambino che giocava in un cortile polveroso con gli amici di sempre.

Auguri campione

Tanti auguri campione. Buon compleanno dalla tua cella perchè nella vita non è sempre una risata che paga i conti, soprattutto con la legge. Auguri da chi hai fatto esultare, impazzire di gioia, arrabbiare, da chi hai deluso per le tue ultime vicende. Buon compleanno e che questi “-anta” ti facciano imparare che nella vita si cresce, anche se infondo, nessuno dei tuoi tifosi te lo avrebbe augurato mai.