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Balzaretti si racconta: “Delio Rossi padre e maestro, Garcia dà serenità e Spalletti uno dei migliori”

Federico Balzaretti, ex difensore di Torino, Juventus, Palermo e Roma, ora commentatore di DAZN, in un'intervista concessa a Mediagol, ha raccontato il suo rapporto con tre dei mister più importanti della sua carriera da calciatore.

Balzaretti non si è mai soffermato a descrivere il mero aspetto tecnico e tattico, ha piuttosto voluto soffermarsi sul lato umano di queste tre figure che lo hanno rapito fin dai primi momenti. Ognuno di questi tre tecnici ha scandito in modo importante la sua carriera da calciatore e da dirigente.

Federico Balzaretti
Federico Balzaretti, commentatore DAZN ex giocatore della Roma

Con Delio Rossi Balzaretti è riuscito a conquistare la convocazione in nazionale, al termine di una stagione esalante con la maglia del Palermo. Garcia, tecnico avuto hai tempi della Romaè l’allenatore con il quale ha dovuto affrontare l’infortunio più grave della sua carriera; mentre Spalletti è tecnico con il quale, sempre alla Roma, ha iniziato a fare il dirigente.

DELIO ROSSI – Il rapporto che mi lega a Delio è speciale: basti dire che è uno dei pochi con il quale ancora mi sento, cosa rara per il mio carattere. Delio Rossi è stato per me e per i miei compagni del Palermo un padre e un maestro allo stesso tempo. Sapeva come prenderti e questo gli ha permesso di farsi voler bene da tutta la squadra. A livello tecnico è maniacale e per lui lo studio del dettaglio è fondamentale, così ne ho visti davvero pochi. Si è sempre fatto aiutare da uno staff preparatissimo che senza dubbio gli facilitava il lavoro e posso dirvi che grazie a lui ho imparato davvero moltissimo, nonostante fossi già arrivato a 28 anni”.

RUDI GARCIA – Nei giorni scorsi sono stato a Lione per vedere un paio di allenamenti ed anche una partita, è rimasto lo stesso: nei momenti di difficoltà non perde la testa e resta tranquillo. Questa qualità, specie dopo delle brutte sconfitte, ti aiuta ad analizzare gli errori e a lavorarci su. In più è uno sempre positivo che cerca sempre di ripartire da ciò che di buono è stato fatto”.

SPALLETTI – Spalletti è il mio rimpianto. Mi sarebbe piaciuto essere allenato e guidato da uno come lui perché è schietto e sanguigno, non ha bisogno di giri di parole, ti dice in faccia quello che pensa e che vuole dirti. A livello tattico e di lettura delle partite è un maestro, come lui secondo me ce ne sono molto pochi. Spero possa tornare ad allenare ma credo che non lo farà in squadre di primissima fascia e sicuramente non all’estero. Lo vedo bene in Italia, in squadra che può far crescere e che può riportare in alto dopo un buon periodo di lavoro. E’ molto bravo nel sapersi rapportare si con i grandi che con i giovani”.