Serie A, il problema degli stipendi. I calciatori prendono tempo

In programma oggi la prima riunione dell'Associazione Italiana Calciatori. Chiellini e Acerbi tra i presenti nella conference-call, mentre il processo che porterà alla decisione finale sembra essere solo all'inizio

Serie A, il problema degli stipendi. I calciatori prendono tempo. L’emergenza coronavirus ha sollevato una quantità indefinita di dubbi relativi al mondo del calcio. I ragionamenti, le ipotesi e le decisioni finali sono organizzate in ordine prioritario. Nella giornata di oggi, inizierà verosimilmente un ciclo di riunioni presso l’AIC, organizzazione a tutela dei calciatori presieduta da Damiano Tommasi. L’organo in questione non ha potere decisionale sulle sorti del campionato, bensì solo di rappresentanza in relazione a diritti e doveri di chi scende in campo ogni fine settimana, dalla Serie A alla Serie C. Secondo il Corriere dello Sport, la riunione di oggi non assumerà i tratti di un evento decisivo per la risoluzione di uno dei problemi causati dallo stop forzato: il taglio degli stipendi.

Calciatori disponibili a giocare anche a luglio, per i tagli c’è ottimismo

Damiano Tommasi presenzierà discussioni relative alla ripresa degli allenamenti – non prima del 4 aprile – e della stagione – in relazione non alla data, ma alla rassicurazione sulle condizioni sanitarie. Per quanto riguarda il nodo stipendi, la decisione finale sui tagli sarà presa con ogni probabilità nel mese di maggio. Gli ammortizzatori sociali copriranno con ogni probabilità gli stipendi al minimo, ossia quelli di gran parte della Serie C. Per A e B, invece, si è deciso di prendere tempo. Ciò poiché è incerto il futuro della Serie A, considerata anche la possibilità di gravi perdite qualora non si dovesse tornare in campo.

Il calciatori, ad oggi, sono stati mandati in ferie dalle proprie società. La soluzione è stata accettata dall’AIC, sebbene questa inattività verrà detratta dal monte vacanze degli atleti. C’è disponibilità da parte di tutti, vista la situazione, a venirsi ulteriormente incontro e giocare oltre il limite del 30 giugno, pur finendo per non percepire stipendi nel mese di luglio.