domenica, 5 Luglio 2020 - 00:35
Calcio Serie A Serie A, Lazio di rigore: quando il BAR supera il VAR

DIRETTORE RESPONSABILE MAURO PACETTI

SERIE A

News e Calciomercato

Serie A, Lazio di rigore: quando il BAR supera il VAR

Il numero di rigori assegnati in Serie A è aumentato a dismisura rispetto all'era senza VAR. Da quest'ultimo al BAR, tuttavia, il passo è breve e al centro delle polemiche di rigore, stavolta, è finita la Lazio di Simone Inzaghi

La storia del calcio è vecchia come il mondo. Da quando gli inglesi iniziarono a far rotolare una sfera prendendola a calci, sino all’introduzione della moderna tecnologia, il gioco più bello di tutti ha avuto una costante: il calcio di rigore. Uno dei simboli di questo sport, l’eterno duello tra attaccante e portiere, dopo che il primo o un suo compagno vengono atterrati in un’area ben circoscritta. Facile da definire, dunque. Meno facile, invece, non creare polemiche.

La Serie A ed il calcio italiano in generale sarebbero terreno ideale per un seminario sulla polemica: totale, ben indirizzata, apparentemente necessaria. E se da un lato va anche bene, rende più speziato il calcio, dall’altro rischia di ridursi a caricatura di se stessa. Di fatto, i numeri dei rigori assegnati nel nostro campionato da quando c’è il VAR ha subito un’impennata colossale. Regole più rigide, quasi matematiche, che però non cancellano l’interpretazione libera dell’arbitro. Confrontando le varie classifiche in questione, leggiamo sempre gli stessi nomi nelle prime posizioni: caso, aiutino o c’è una spiegazione?

Serie A, Lazio la più “premiata”: tutto accade per una ragione

Immobile della Lazio
Ciro Immobile, attaccante della Lazio

La risposta al quesito precedente la si può trovare nella buonafede dell’arbitro, del calciatore e nel famoso quanto abusato concetto di sudditanza. Il calore dei tifosi, oggi assente, ed i punti pesanti in palio sono variabili piene del gioco, su cui l’arbitro talvolta può scivolare. Tuttavia, parlare di favori scientifici è al limite della Santa Inquisizione. La Lazio, in Serie A, dal 2017 – anno di introduzione del VAR – ha ottenuto 32 tiri dal dischetto. Quindici di questi appartengono ad una singola stagione, questa, ancora in corso.

Cristiano Ronaldo
Cristiano Ronaldo, attaccante della Juventus

Ma analizzando i dati precedenti all’introduzione della tecnologia, si potrà vedere che l’unico cambiamento risiede nel numero dei tiri dal dischetto assegnati, in costante aumento complessivo. La Lazio svetta, infatti, anche nelle ultime due stagioni senza VAR. Ed è qui che la risposta al quesito precedente prende forma: c’è una spiegazione, anche abbastanza banale.

La Lazio, insieme alla Juventus, ma anche all’Atalanta, al Napoli ed outsider come SassuoloSampdoria occupa storicamente e costantemente la metà campo avversaria. Naturale dire che se una squadra gioca più spesso a ridosso dell’area, le probabilità di essere colpiti nella stessa aumentano. Assurdo, vero?

Serie A, il BAR è il sale del calcio: ma occhio a superare il limite

Inzaghi
Simone Inzaghi, allenatore della Lazio

Alla figura del calcio si accompagna quello del BAR Sport. Le maiuscole, in questo caso, sono un precisa scelta, per esaltare tale luogo mitologico. Qui si discute su tutto, si fantastica, si litiga e si cambia opinione di continuo. Con la moviola, tale processo si replica all’interno dei talk show a tema, simulando la discussione italica a tema calcistico. E questo, di fatto, è un bene.

Lo è perché il calcio è sport popolare, di tutti e dei discorsi elitari non sapremo cosa farcene. Tuttavia, esiste un limite, quello del contatto con la realtà, che non deve essere superato in nome di un contatto in area. L’ascesa del dominio territoriale della Lazio, l’intensità dell’Atalanta e, anni addietro, della Roma, la qualità di Juventus ed Inter avvicinano le grandi alla porta avversaria, si sa. Per questo, il sale del calcio sotto forma di polemica poi va a scontrarsi oggi con la fredda tecnologia, i meri dati e tanti numeri. Noiosi, per carità, ma tremendamente indicativi.

Atalanta
Esultanza degli uomini dell’Atalanta

Non c’è classifica di rigori che tenga, non c’è analisi tattica che aiuti: il rigore sarà sempre visto al pari di un aiuto, una spinta, un abbraccio fraterno del direttore di gara. La Serie A ha le spalle larghe, è abituata, e forse alla fine a noi piace così. Altrimenti ogni lunedì, al VAR – pardon, BAR – di cosa parleremmo?

TUTTE LE NOTIZIE DI

LEGGI ANCHE

I nostri consigli ONLINE GRATIS!

Seguici sul nostro canale Telegram, clicca qui