Calcio Serie A Serie A, quale streaming per il futuro della Lega?

Serie A, quale streaming per il futuro della Lega?

La MediaCom della Lega (annunciata dal nuovo Presidente Dal Pino e sostenuta da De Laurentis e da Lotito con diverse declinazioni) vedrà la sua nascita? Con quale sistema di streaming?  la corretta scelta strategica  potrebbe aprire ad abbonamenti alla portata di tutti ma moltiplicando per 3 o per 5 o per 10 i ricavi per le squadre

A quali nuove frontiere tecnologiche si aprirà la Lega per abbattere la pirateria attraverso sistemi veramente interattivi? La Lega si aprirà al contenuto “social” per andare insieme virtualmente allo stadio”? Ed il Volumetrico 3D per guardare ogni azione da qualsiasi angolazione mentre la partita corre in real time? Sceglieranno i Presidenti una piattaforma che va verso il futuro e verso i giovani? Attraendoli verso lo sport? Senza farsi affascinare da piattaforme di grande nome e di vecchia tecnologia….

Queste erano le domande che ci ponevamo appena prima di Ferragosto. Guardando un po’ di statistiche, che stano fiorendo in rete soprattutto in conseguenza degli stadi vuoti dovuti alle norme per combattere il coronavirus, ci sono alcuni conti che sembrano non tornare. Anzitutto, apprendiamo che molti dei club sportivi più avanzati stanno decidendo di scendere in capo, non in quello degli stadi, ma in quello delle “nuove tecnologie” legate allo streaming in internet delle partite. Strano cioè facendo accordi con i giganti del digitale, come Google, Amazon, Microsoft, per creare dei canali su internet gestiti in proprio, e attraverso i quali agganciare e fidelizzare i propri tifosi. In una maniera “diversa” — a loro dire — di quanto non facciano i canali televisivi e satellitari che conosciamo bene. Le loro motivazioni per cui fanno questo sono essenzialmente due.

Le motivazioni

  • La prima sembra essere una rinnovata e specifica attenzione per il pubblico giovane o giovanile, per il quale lo schermo televisivo è davvero poco.  Le statistiche dicono che i ragazzi, i millennials, la internet generation non guarda quasi più la televisione, o se lo fa abbina un secondo schermo in contemporanea: quello del proprio smartphone o tablet, con il quale sta chattando coi propri amici o partecipando ad un social in internet durante lo spettacolo. Laddove il pubblico più adulto, e soprattutto gli anziani, sembrano ancora assorbiti dallo schermo.
  • Una seconda motivazione che spinge i ragazzi a non limitarsi alla fruizione passiva dello schermo televisivo è proprio dovuta al fatto che le loro aspettative di interazione, di coinvolgimento e di capacità di manovrare le informazioni, sono molto elevate. I ragazzi vogliono interagire con i contenuti. Vogliono poter scegliere la telecamera da cui vedere l’azione sportiva, vogliono fermare la partita e fare un ralenti, vogliono farsi il VAR a casa propria…

In tutto questo rimestamento di esigenze, di utenze, di fruitori — e sempre tenendo presente che gli stadi sono ancora vuoti e che, nel corso del tempo, evenienze simili a quelle del COVID-19 potrebbero ripetersi (anche se ci auguriamo tutti di no) I club e le leghe più innovative si stanno attrezzando per offrire di più e ri-allargare l’audience.

Però i conti — come dicevamo — non tornano. Perché mentre i social e le chat, le conference di skype, di zoom e di una corolla sempre più larga di possibili interazioni sono tutte in tempo pressoché reale, sono istantanee, avvengono nel momento stesso in cui voi agite — il segnale televisivo crea un gap fra l’evento reale e l’evento trasmesso. Il nostro televisore è in ritardo sulla realtà di 15, 20 e a volte anche più secondi. Ed anche piattaforme come Netflix ed Amazon Prime hanno i loro grandi ritardi, che sono poi quelli di quando noi spettatori vediamo il cursore che carica sul nostro Smart TV ultimo modello.

Questa sfasatura non solo è oramai insopportabile per il tipo di fruizione del pubblico di domani, ma crea un buco nero nel quale, in realtà — a detta dei maggiori analisti — si annida il cancro della pirateria informatica. Quella che prende il segnale, lo moltiplica e lo diffonde illegalmente. E di questo aspetto illegale della trasmissione delle partite che, a detta di molti analisti, uno streaming interattivo, che segua passo-passo i desideri e le voglie di ciascun singolo utente, renderebbe impossibile. Proprio perché offre ad ogni singolo spettatore una gamma di interazioni che si attagliano a lui e soltanto a lui, rompendo la scatola nera della pirateria che invece si basa sulla visione passiva dello stesso segnale da parte d tutti i telespettatori.

Quindi, bisogna fare attenzione fra streaming e streaming.  Perché quello passivo e incapace di offrire più servizi e più coinvolgimento, sembra perdere utenti e offrire sempre di più il fianco alla pirateria.  Mentre lo streaming innovativo, istantaneo, che arriva al destinatario in una frazione di secondo, e che si coordina con i social, le chat e tutte le potenzialità di una nuova offerta di fruizione dello sport, sembra essere la soluzione. Si parla di due tipi di streaming completamente diverso. Ma questo di questo non se ne sta accorgendo quasi nessuno, lo sanno solo i tecnici. E adesso i leader delle società sportive più agguerrite e aggressive che “stanno scendendo in campo” dal 2021. Nel campo del marketing e della promozione ipertecnologica delle loro squadre.

Sapranno quindi scegliere i Presidenti dei Club e la Lega lo streaming innovativo e del futuro? E citando nuovamente la nostra domanda di prima di ferragosto… Indovinate un po’ chi ha scoperto e brevettato il primo sistema multicamera ed il connesso sistema di streaming avanzato? UN TEAM tutto ITALIANO che lo ha registrato in US circa 20 anni fa, che ancora opera ricerca e sviluppa in Italia…

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