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Serie A, scontro totale con l’AIC: stop anche agli allenamenti

La Serie e l'AIC sono allo scontro frontale. Da una parte i club che vorrebbero riprendere le attività agonistiche, dall'altra l'associazione dei calciatori che chiede alle società maggior responsabilità anche in merito agli eventi di queste settimane

Serie A, scontro totale con l’AIC: stop anche agli allenamenti. In un periodo di forti contraddizioni, come quello che stiamo vivendo per via del Coronavirus, le scaramucce tra club di Serie A e Associazione dei calciatori, sembrano quantomeno inopportune e fuori luogo. La cronaca, però, ci obbliga a rendere partecipi tutti noi di quanto sta accadendo in questi giorni. Lo scontro tra alcune società del massimo campionato e l’AIC, sta assumendo sempre di più i contorni del surreale. Sembrerebbe infatti, che alcuni club di Serie A stiano convocando i giocatori per sedute di allenamento individuali o semplicemente per il controllo della temperatura corporea.

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L’AIC sbotta: “Alcuni club sembrano vivere su un altro pianeta”

Come riportato dall’edizione odierna de Il Corriere dello Sport, i club di Serie A e l’Asso calciatori continuano a bisticciare sulla ripresa o meno degli allenamenti. I medici e l’associazione di categoria, sono ovviamente fortemente contrari alla ripresa delle attività: “I medici della Serie A esprimono la loro forte preoccupazione sull’eventuale ripresa degli allenamenti dei tesserati che comporterebbe, un rischio per la salute dei giocatori”. Non è da meno l’AIC, presieduta da Damiano Tommasi, che in un nota esprime il suo forte dissenso: “Ci rattrista e ci indegna registrare ancora oggi comportamenti scriteriati e fuori dal contesto nazionale dei club di Serie A. Se le convocazioni sono fatte al solo scopo di misurare la temperatura corporea dei propri tesserati, è un atto irresponsabile anche nei confronti di chi, tutti i giorni, è in prima linea per garantirci un minimo di servizi essenziali e per i tanti medici ed infermieri che ci implorano di rimanere a casa”. 

La nota dell’AIC, prosegue poi con un duro attacco ai club accusati di utilizzare la scusa del controllo della temperatura, per pagare di meno gli stipendi: “Se la convocazione degli atleti è volta al solo scopo di ottenere un rifiuto e quindi procedere con una decurtazione degli emolumenti, significa che stiamo raschiando il fondo del barile. Questo, inoltre, starebbe a significare che alcuni club stanno vivendo su un altro pianeta”.