Calcio Parma Parma re in Coppa UEFA: il miracolo di Nevio Scala

Parma re in Coppa UEFA: il miracolo di Nevio Scala

Prima del grande Parma di fine anni '90 i gialloblu avevano già stupito tutti con alcuni successi entrati nella storia: è il miracolo di Nevio Scala e dei suoi ragazzi, passati dalla Serie B al gradino più alto della Coppa UEFA

Parma re in Coppa UEFA: il miracolo di Nevio Scala. Chissà cos’è passato per la mente del Parma e dei suoi tifosi in quel momento. La scalata dalla Serie B, i primi successi, l’avventura europea e alla fine un trionfo che ancora oggi assume contorni impareggiabili. Scatti di memoria, come delle istantanee, riaffiorate alla mente e che, dopo il colpo di testa di Dino Baggio nel ritorno della finale di Coppa UEFA del 1995 contro la Juventus a San Siro, non fanno altro che aumentare la portata del momento. Al triplice fischio del match l’emozione esplode: il Parma entra nella leggenda vincendo ancora in Europa.

Dopo i successi in Coppa delle Coppe e Supercoppa UEFA, alla collezione ducale si aggiunge infatti un successo che difficilmente sarà dimenticato. Ricordi indelebili, che accompagneranno in seguito i Crociati ad altri successi fino all’inizio degli anni 2000, con quel crac della Parmalat a chiudere una pagina di calcio dell’Italia di fine millennio. Quel trionfo degli emiliani è ancora oggi considerato alla stregua di altre grandi favole del mondo dello sport, soprattutto per le modalità con le quali si è realizzato e per i suoi antefatti. Lo chiamavano il Parma dei Miracoli, la squadra in grado di risalire dall’inferno per poi, solamente qualche anno più tardi, arrivare alle vette più alte del paradiso.

Il Parma di Nevio Scala: dalla Serie B all’Europa

L’artefice dei successi dell’epoca per il Parma ha un nome e un cognome: Nevio Scala, che dopo una carriera ricca di successi sui campi da calcio decide di dedicarsi all’attività di allenatore. La vita del tecnico cambia nel 1989, quando la società all’epoca del patron Calisto Tanzi decide di affidargli la guida della squadra. I gialloblu, però, si trovano ancora in Serie B, ben lontani nel tempo e nei pensieri da quelli che saranno i grandi traguardi internazionali delle stagioni successive. Ma Scala capisce subito l’ambizione dei Ducali, decisi a lasciare il segno costruendo un progetto vincente. Alla prima annata è già tripudio, con la promozione in Serie A a rappresentare il primo gradino della scalata che verrà. Il cammino è però ancora lungo e per gli emiliani ci sarà da divertirsi.

Parma re in Coppa UEFA: il miracolo di Nevio Scala
Nevio Scala, ex allenatore del Parma

Con l’arrivo nella massima serie tutti si accorgono delle potenzialità di quella incredibile formazione, ricca di giovani talenti pronti a spaccare il mondo. Il 3-5-2 crociato diventa un vero marchio di fabbrica. Una formazione compatta e ostica da affrontare, che costruisce le proprie fortune sulla rapidità e i ribaltamenti di fronte. Nel 1991 arriva la prima Coppa Italia strappata alla Juventus, solo il preludio di una sfida destinata a ripetersi ancora in Europa. Nel ’92, invece, l’acquisto di un talentuoso attaccante dalla personalità esuberante: è Faustino Asprilla, uno dei punti fermi del Parma della prima metà degli anni ’90. Si affaccia il ’93 e quella che molti veniva descritta come una meteora, una Cenerentola ancora troppo inesperta, trionfa anche in Coppa delle Coppe, tingendo Wembley di gialloblu. Il primo successo europeo galvanizza l’ambiente, che accoglie a braccia aperte anche i due nuovi arrivati Nestor Sensini e Gianfranco Zola. The best is yet to come, direbbero oltremanica. E sarà davvero così per il Parma, a caccia di un nuovo impensabile miracolo.

Parma, il cammino gialloblu verso la Coppa UEFA

Dopo la Supercoppa UEFA contro il Milan è il momento di alzare definitivamente l’asticella. I tempi sono maturi e, nella stagione 94/95, i ragazzi di Scala vogliono stupire ancora. I mesi estivi segnano subito un punto di svolta svolta, non sul rettangolo verde ma in sede di calciomercato. Infatti, oltre a Fernando Couto, arriva al Parma anche Dino Baggio dalla Juventus. È soprannominato Baggio 2 per non essere confuso con l’altro Baggio bianconero e ben presto diventerà l’eroe indiscusso della formazione ducale. Pronti via, in Europa il Parma sembra non avere rivali. Vitesse, Athletic Bilbao, Odense, Bayer Leverkusen, è tutto vero: i gialloblu arrivano in finale.

Dino Baggio con la maglia della Juventus prima del trasferimento al Parma

Tutto si deve decidere contro la Juve, solo l’ennesimo scontro tra le due formazioni. Durante l’annata proprio i bianconeri sono stati la vera nemesi del club emiliano: i torinesi, in grado di soffiare ai Crociati Coppa Italia e Scudetto, rappresentano l’ultimo ostacolo che separa il Parma dalla gloria. L’occasione sembra dunque irripetibile per entrambe le parti. I ragazzi di Marcello Lippi hanno l’occasione di centrare l’ennesimo successo, mentre quelli di Scala di mettere a segno la più ammaliante delle vendette. Tutto sembra descrivere uno scenario da antologia. Stadio Tardini per l’andata, il Meazza per il ritorno: i due club si preparano per l’ultimo confronto, la Coppa UEFA è lì ad attendere.

Il Parma sale nell’Olimpo delle grandi: Dino Baggio punisce la Juventus

Il Tardini freme mentre Parma e Juventus stanno scendendo in campo. È il primo atto di una finale destinata a fare la storia. A togliere subito dall’imbarazzo i suoi ci pensa Dino Baggio, che con il classico e beffardo goal dell’ex ammutolisce i bianconeri, costretti dunque a rincorrere dopo appena 3′. La Vecchia Signora non ci sta, ma non c’è nulla da fare quella sera. Luca Bucci, portiere gialloblu, sembra insuperabile e la gara si chiude per 1-0 in favore dei padroni di casa. Mancano solo 90′, ma c’è ancora un insidioso scatto da compiere. San Siro, scelto appositamente quell’anno dal club bianconero come sede delle partite casalinghe per le partite finali della competizione europea, attende Scala e il suo undici delle meraviglie per l’ultimo capitolo di una epopea impensabile.

Parma re in Coppa UEFA: il miracolo di Nevio Scala
Dino Baggio segna l’1-1 contro la Juventus nel ritorno della finale di Coppa UEFA 1994/95

Il match del 17 maggio 1995 inizialmente vede la Juventus passare in vantaggio grazie a Luca Vialli. I bianconeri volano sulle ali dell’entusiasmo e sfiorano la nuova rete, ma sarà solo una romantica illusione. Goal sbagliato, goal subito dice la più crudele delle leggi del calcio e il Parma non se lo fa ripetere due volte. Manovra avvolgente, cross dalla destra e colpo di testa vincente: sì, è ancora Dino Baggio a siglare la rete decisiva. Il pareggio dell’1-1 taglia di fatto le gambe ai piemontesi, che non possono far altro che inchinarsi: il Parma è campione, la Coppa UEFA è gialloblu. Sarà quella l’autentica meraviglia di Scala e dei suoi ragazzi, riusciti a scalare faticosamente il monte delle big italiane ed europee, posto che occuperanno stabilmente per ancora alcuni anni, fino alla cima più alta. E da lì, probabilmente si sono voltati indietro per guardare da dove sono partiti. Con un brivido profondo lungo la schiena e un filo di commozione, a rendere ancora più scintillante quella splendida coppa che potevano finalmente stringere tra le loro braccia.

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