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mercoledì, 3 Giugno 2020 - 18:44
Calcio Roma Roma, da Manchester al Barcellona: inferno e paradiso della Champions giallorossa

Roma, da Manchester al Barcellona: inferno e paradiso della Champions giallorossa

Dalla gara maledetta persa per 7-1 contro il Manchester United alla storica rimonta contro il Barcellona, il 10 aprile è una giornata da Champions League per la Roma: l'anniversario di due ricordi opposti per i giallorossi, inferno e paradiso della storia europea dei capitolini

Roma, da Manchester al Barcellona: inferno e paradiso della Champions giallorossa. Può una semplice data essere in grado di scatenare potenti ricordi, ormai inevitabilmente consegnati all’eternità? Nello sport e nel calcio di giorni storici segnati con il pennarello rosso nel calendario della memoria degli appassionati ce ne sono tanti: finali dei mondiali, partite da record, compleanni di grandi campioni che hanno scritto pagine del mondo del pallone e tante altre ancora. Nella Capitale italiana, almeno sponda giallorossa, il 10 aprile è una di queste grandi ricorrenze e evoca momenti agrodolci per tutto il popolo della Roma. Notti di Champions League che non possono essere dimenticate e che, per un motivo o per un altro, rimarranno per sempre scolpite all’interno degli annali del club.

Il 10 aprile del 2007, ad Old Trafford, va infatti in scena uno dei momenti più tristi e, sportivamente parlando, drammatici della storia europea della società, con quel 7-1 senza appello incassato per mano dei padroni di casa del Manchester United. Esattamente 11 anni dopo, invece, l’Olimpico esplode di gioia e sfiora con un dito le stelle del firmamento grazie alla straordinaria rimonta nei confronti del Barcellona, che permetterà agli uomini di Eusebio Di Francesco di accedere alle semifinali della competizione internazionale. Gli Dei del calcio sembrerebbero essersi così accordati, marchiando indelebilmente gli almanacchi della squadra capitolina nella stessa data con due ricordi opposti, come a voler controbilanciare la sofferenza della trasferta in terra inglese con l’entusiasmo della remuntada ai blaugrana: due partite ormai divenute storia per quanto riguarda il cammino in Champions League della Roma.

Manchester United-Roma 7-1: notte da incubo all’Old Trafford

Una notte che difficilmente potrà essere cancellata, una macchia indelebile sul curriculum europeo della Roma e una ferita ancora aperta nel cuore dei sostenitori capitolini. I Diavoli Rossi hanno fatto sprofondare all’inferno i propri avversari con un 7-1 eloquente e che non necessita di ulteriori aggettivi. Al pari di un altro ko con lo stesso risultato, in quell’occasione rifilato nella stagione 2014/2015 dal Bayern Monaco, ancora oggi il club romanista non riesce a capacitarsi di come una tale debacle possa essere accaduta. Eppure le premesse del match erano ottime: arrivati ai quarti di finale, i ragazzi di Luciano Spalletti riescono infatti a trionfare contro il Manchester United nella gara di andata grazie alle reti di Rodrigo Taddei e Mirko Vucinic. La rete di Wayne Rooney sembra tenere in piedi le speranze degli inglesi, che hanno dunque bisogno di una signora prestazione nel ritorno per ribaltare il risultato e accedere alla fase successiva della Champions League.

Roma, da Manchester al Barcellona: inferno e paradiso della Champions giallorossa
Il tabellone dell’Old Trafford di Manchester United-Roma 7-1

Quanto accaduto all’Old Trafford in quella serata del 10 aprile 2007 è ormai cosa nota. “È la sera più triste della mia carriera. Sette reti in Champions League non le avevo mai prese. Vorrei giocare di nuovo questa partita, sono sicuro che non andrebbe a finire così“, dichiara il capitano Francesco Totti dopo il triplice fischio, incarnando da vero condottiero tutta la delusione e lo sbigottimento di un intero club di fronte a una caduta così fragorosa. Le speranze di passaggio del turno dell’ambiente, galvanizzato dalla vittoria nella gara all’Olimpico, si spengono però in poco meno di venti minuti. La partenza della squadra di Sir Alex Ferguson è infatti implacabile e, quando il cronometro segna solamente il diciannovesimo giro d’orologio, Michael Carrick, Alan Smith e Rooney hanno già siglato il tris.

Anche nel secondo tempo le cose non cambiano, con il Manchester United che fa quello che vuole in campo e la Roma che vede crollare pezzo dopo pezzo le proprie convinzioni, abbandonando così definitivamente i sogni di gloria europei. La doppietta di Cristiano Ronaldo, la seconda rete di Carrick e la marcatura di Evra decretano la fine della corsa in Champions League dei giallorossi. Il solo Daniele De Rossi, che segna il goal della bandiera su rigore, non basta: notte fonda per i capitolini, che ricorderanno a lungo quella gara dai contorni quasi maledetti. Undici anni dopo, però, una nuova sfida a risanare in parte il debito del club romano con la Coppa dalle grandi orecchie.

Roma-Barcellona 3-0: rimonta storica dei giallorossi sui fenomeni blaugrana

Dall’inferno al paradiso, un viaggio durato esattamente undici anni ma che ha condotto al punto più alto della storia recente della Roma. La ferita di Manchester è e sarà per sempre presente, ma la rimonta contro il Barcellona è una storia completamente diversa. Non solo per il risultato di per sé ottimo, ovvero un 3-0 contro i fenomeni di Ernesto Valverde, ma soprattutto per gli antefatti che hanno preceduto la sfida di quel 10 aprile 2018. I giallorossi, infatti, nella gara di andata al Camp Nou soccombono per 4-1, un risultato pesante ma che non rende giustizia a quanto accaduto in campo. I blaugrana meritano di vincere, ma lo score finale appare troppo largo e rischia di fatto di spazzare via le velleità vincenti della squadra di Di Francesco. Ancora una volta ai quarti di finale, gli italiani si trovano ad un bivio: hanno bisogno di una partita perfetta per passare il turno. Nessuno sa ancora che, di lì a breve, sarebbe successo un autentico miracolo calcistico.

Roma, da Manchester al Barcellona: inferno e paradiso della Champions giallorossa
I giocatori della Roma esultano per la rimonta al Barcellona

L’Olimpico spera nella rimonta. Non c’è nulla da perdere, serve solo tentare di scrivere la storia. Ed è proprio quello che accade. Il segnale inequivocabile delle reali possibilità giallorosse arriva al sesto minuto: Edin Dzeko, vero trascinatore della Roma durante la stagione, fa calare le tenebre sulla formazione catalana, rinvigorendo al contempo i sogni dei suoi. L’impresa è nell’aria e il pubblico capisce alla perfezione il momento. La squadra di casa, sulle ali dell’entusiasmo, riesce a bloccare tutte le sortite offensive avversarie e a metà secondo tempo crea l’occasione della svolta: fallo in area di Piqué sul centravanti bosniaco, è calcio di rigore. Daniele De Rossi, che in quel Manchester UnitedRoma 7-1 aveva siglato l’unica rete della consolazione dei capitolini proprio su penalty, si presenta sul dischetto e con freddezza gonfia la rete.

Di Francesco, con un sorriso nervoso e pieno di consapevolezza, predica calma e cerca di far ragionare i suoi giocatori. “Tranquilli, usate la testa!” urla il tecnico: davvero troppo pericoloso infatti perdere tutto ciò che si è faticosamente costruito per un’ingenuità a pochi istanti dal termine. Ma è esattamente quando la partita sembra volgere alla conclusione che succede l’impensabile: a meno di dieci minuti al fischio finale, arriva l’iconica incornata vincente di Kostas Manolas su calcio d’angolo, che regala il definitivo 3-0 alla Roma ed elimina Leo Messi e compagni dalla Champions League. Dopo la gara la Capitale è in festa e le bandiere giallorosse sventolano per tutta la notte per una semifinale nella massima competizione europea che mancava dalla stagione 1983/84. Dopo due anni esatti, nel bel mezzo di un momento così delicato sia per il movimento calcistico italiano in generale che per la Roma stessa, la speranza dei capitolini è quella di poter tornare a festeggiare serate del genere il prima possibile.

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