Roma, Florenzi ora è un problema: da capitano a epurato in meno di una stagione

Storia ai titoli di coda tra Florenzi e la Roma. Non farà differenza chi sarà il prossimo patron, Fonseca, confermatissimo, ha già bollato il terzino come inutile. Per lui due piste italiane (e una straniera) per non perdere l'Europeo rinviato al 2021

Roma, Florenzi ora è un problema: da capitano a epurato in meno di una stagione. Il destino di Alessandro Florenzi è ormai segnato. A nulla varranno i quasi 15 anni di militanza nella Roma, sua unica fede fin da bambino. Così come a nulla varrà essere stato a lungo il designato erede di Totti e De Rossi, due esempi di romanità dura e pura. Florenzi è un corpo estraneo che in meno di 9 mesi è passato dal portare con fierezza al braccio il simbolo che fu di Bernardini, Di Bartolomei, Giannini (oltre a tanti altri e ai due già citati) all’allontanamento più completo dai giallorossi nel nome della rivoluzione lusitana di mister Fonseca. E oggi, dalle spiagge valenciane, Florenzi torna prepotentemente nella mente del club Capitolino non certo come patrimonio della società da tutelare ma da sgradito tesserato ancora a libro paga.

Roma, Florenzi ai saluti: niente Valencia, rimarrà in Italia

A giugno sarà divorzio e lo sarà nel modo peggiore: con un uomo che lascerà la squadra amata col cuore pesante e un team che vedrà andare via un altro esempio di lealtà e fede nella maglia. Un connubio arrivato alla sua conclusione senza apparenti, solide motivazioni ma con il solo sentore di un rapporto (quello tra giocatore e allenatore) mai decollato. Indipendentemente da chi sarà presidente della Roma l’anno prossimo, dunque, non ci sarà alcuna chance per il terzino di rimanere nella Capitale. D’altronde l’esilio spagnolo (perché di questo si tratta) ne è solo un timido assaggio di ciò che succederà da qui a breve. Il contratto con scadenza 2023 non rappresenterà certo uno scoglio per gli eventuali avventori. Per il ventottenne saranno ascoltati un po’ tutti.

Florenzi, Inter e Fiorentina in pole ma attenzione ad Ancelotti

Intanto, con estrema serenità, possiamo affermare che il giocatore non ripeterà l’esperienza in Spagna anche l’anno prossimo. La scelta di andare a Valencia era solo un pretesto per non dover continuare ad assistere alle gare della Roma dalla panchina, se non proprio dalle tribune. La speranza di essere ancora importante, almeno in Azzurro, lo ha portato ad accettare il prestito secco tra le fila dei “murcielagos” (i pipistrelli). Il rinvio della competizione continentale costringerà l’entourage del giocatore a trovare una squadra di cui divenga titolare per non perdere il posto nell’undici di Mancini. Non che manchino le pretendenti. Sulle sue tracce rimangono forti le presenze di Inter e Fiorentina, accomunate dalla necessità di trovare ottimi interpreti nel ruolo di esterno destro.

Non è un mistero che Conte ne sia un grande estimatore già dai tempi della Juventus e che solo la ferrea volontà del giocatore ne impedì la collaborazione all’ombra della Mole. A distanza di diversi anni, però, la situazione potrebbe essere ben diversa, con un Florenzi alla ricerca del rilancio in Italia e in Europa e l’Inter pronta ad affidargli la fascia destra del suo scacchiere. Similmente farà la Fiorentina che, dotata onestamente di minor fascino rispetto ai nerazzurri, potrebbe però offrire in più la possibilità di diventare capitano della banda di Iachini. Responsabilità a cui è stato avvezzo e che ha dovuto abbandonare alle cure di Edin Dzeko. Un certo interesse il giocatore pare suscitarlo anche all’estero dove, l’Everton di Ancelotti potrebbe unirsi a viola e nerazzurri nella corsa al romano.

La Roma dice addio a Florenzi, simbolo di un calcio romantico che oggi non ha più motivo di esistere

Finisce così l’epopea dell’ultimo romano, romanista e capitano della Roma. Una storia iniziata nel 2012 con un gol a San Siro in uno sfavillante match contro l’Inter terminato poi 3-1 per i giallorossi. E in quanti hanno ancora negli occhi la conclusione da oltre 50 metri con cui nel settembre del 2015 umiliava Ter Stegen e un Barcellona intero in un Olimpico adorante? O la corsa irrefrenabile verso le gradinate dove ad attenderlo c’era la emozionatissima nonna Aurora? Immagini che non lasceranno così facilmente la mente e i ricordi di chi ha potuto assistere ad ogni passo di Alessandro con la maglia più amata. Una storia che finirà in estate con buona pace di tutti.