venerdì, 3 Luglio 2020 - 21:25
Calcio Roma Roma, la stagione ed il calciomercato | Tutti sotto accusa: Fonseca, Petrachi...

DIRETTORE RESPONSABILE MAURO PACETTI

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Roma, la stagione ed il calciomercato | Tutti sotto accusa: Fonseca, Petrachi e calciatori

La Roma e la discontinuità, la Roma e una crescita auspicata e che, forse, non si raggiungerà mai. La storia della Roma, nonostante siano cambiate le proprietà e i giocatori, nonostante siano cambiati i tifosi e l’ambiente intorno alla squadra, resta sempre la stessa.

Paulo Fonseca
Paulo Fonseca, tecnico della Roma

Questa stagione, come ha sempre detto il direttore sportivo Petrachi, “E’ l’anno zero per la Roma, è l’anno in cui si riparte”. I tifosi però per troppo tempo hanno sentito queste frasi ed ora, forse giustamente, iniziano ad aver bisogno di certezze.

Roma, una stagione nel caos

La stagione è iniziata nel caos più totale: la Roma ha dovuto affrontare il secondo addio di Totti e l’addio di De Rossi. Due delle certezze che avevano da sempre legato la tifoseria alla squadra. Il calcio però è cambiato e anche la Roma si è dovuta adattare al cambiamento rapido ed inevitabile di questo sport. Dal 5 luglio però, data della sontuosa conferenza stampa di Gianluca Petrachi, la Roma sembrava aver definitivamente ingranato un’altra marcia e cambiato atteggiamento sul mercato.

Francesco Totti
De Rossi, ex
centrocampista della Roma

La non cessione di Dzeko, i rinnovi di Zaniolo e Under sembravano poter far sognare i tifosi che, almeno in questa stagione, si sono dovuti privare solamente di Manolas. Petrachi era e forse è il dirigente che tutti i tifosi romanisti si auguravano da tempo, quello che “appende al muro i giocatori” e le dimostrazioni di forza evidenziate in sede di calciomercato non potevano che confermare le sensazioni di quel 5 luglio. Il grande lampo di genio del dirigente salentino è l’allenatore. Fonseca sembra dare una nuova dimensione alla Roma, una nuova coscienza ed una nuova conoscenza del calcio in tutti i suoi aspetti.

Calciomercato Roma, tutto è diverso

Come detto, la Roma, forse per la prima volta da quando ci sono gli americani a capo della dirigenza, cambia le strategia del suo calciomercato estivo. Le uniche cessioni degne di rilievo sono quelle di Manolas e di Luca Pellegrini, ma poi ci sono gli acquisti. Petrachi va dritto su due profili di giocatori: i primi acquisti arrivano tutti dalla Serie A. Gente come Mancini, Veretout e Diawara sono gli uomini giusti per Fonseca, sono giocatori propensi ad un calcio offensivo, tecnico e dinamico. Infine, nelle ultime battute del calciomercato, arrivano i giocatori esperti.

Chris Smalling
Chris Smalling, difensore inglese della Roma

Smalling e Mhkitarian sono chiamati a far fare quello scatto in avanti sul piano della personalità e dell’esperienza internazionale che da troppo tempo a Roma mancava. I veri acquisti, quelli più importanti e significativi anche a livello comunicativo, sono stati i rinnovi dei giocatori più importanti presenti in rosa. Da Zaniolo ad Under, passando per Edin Dzeko, Fiega e Petrachi fin dall’inizio ritenevano vitali questo tipo di operazioni. Rinnovi che per la Roma hanno rappresentato uno sforzo economico importante e molto oneroso per le proprie casse.

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Il mercato della Roma, un’estate che brilla solo alla fine

Il voto del mercato estivo è alto, altissimo specie in relazione alle possibilità di una società che è costretta a fare del trading il suo credo, non per volontà ma per necessità. La Roma prima del campionato dall’idea di una società diversa rispetto al passato e rispetto al pensier comune. Una squadra fatta ad immagine e somiglianza dei due uomini cardine del nuovo progetto: Petrachi ( il più in discussione a Roma) e Fonseca. Come spesso è accaduto in tutta la sua storia, ha illuso i propri tifosi con lampi di calcio incredibili ed una compattezza che da tanto tempo non si vedeva a Trigoria. La foto di questo cambiamento? L’esultanza di Dzeko dopo i gol vittoria contro il Bologna che vede protagonista tutta la squadra e tutta la panchina. La Roma è compatta ed unita e neanche i tanti, troppi, infortuni sembrano poterla scalfire. Le partite contro l’Udinese e contro l’Inter, in cui la Roma è scesa in campo senza cambi, sembravano poter essere la dimostrazione di tale cambiamento.

Bologna Roma
La Roma festeggia la vittoria a Bologna

I tifosi si riconoscono nella squadra perché i giocatori lottano, corrono e mettono il cuore oltre l’ostacolo. Fonseca è osannato ed in mano il gruppo, la squadra lo segue e farebbe la guerra per lui. L’anno però finisce e quel punto ci si rilassa troppo. C’è chi si sposa e chi, dopo le vacanze, stacca la spina. La squadra crede, forse, di essere arrivata all’obiettivo ma trofei non ce ne sono, così come non c’è la certezza di aver ammazzato il campionato, almeno nella lotto Champions.

Roma, ottimo calcio ed una nuova proprietà: il morale è sempre più alto

La Roma continua a macinare calcio e risultati nonostante le difficoltà e questo sembra attrarre nuovi ed importanti investitori. La società, che non era mai stata in vendita, adesso sembra rappresentare un buon investimento per chi crede nel mondo del calcio. Ecco che, proprio nel momento più alto della stagione, Dan Friedkin e Pallotta iniziano a trattare su un possibile avvicendamento societario. Pallotta non vorrebbe vendere, ma le complicazioni sorte per il progetto del nuovo stadio, lo convincono a mollare e a sedersi intorno ad un tavolo, cosa che fino ad ora non aveva mai fatto nè pensato di fare.

Dan Friedkin
Dan Friedkin, nuovo Presidente della Roma a febbraio?

Inizialmente queste voci sembrano non influire sull’umore della squadra ma influiscono sull’umore della tifoseria, mai troppo contenta dell’operato di James Pallotta. La notizia di una possibile cessione, paradossalmente, avvicina ancor di più la tifoseria alla squadra e questa simbiosi inizia a trasferirsi anche sul terreno di gioco. La Roma è nella sua bolla e non vuole uscirne anche perché i risultati continuano ad arrivare e sono sempre più incoraggianti.

Il 2020 giallorosso, un incubo senza fine

Il 2020 si apre con la sconfitta contro il Torino e la brutta frenata casalinga contro la Juventus che, oltre all’ 1-2, porta con sè una bruttissima notizia: Zaniolo, l’uomo del nuovo corso, si rompe il crociato e la Roma perde uno dei suoi migliori giocatori in rosa. Il nuovo anno non si apre come tutti avrebbero sperato e l’ennesimo infortunio, quello di Diawara, porta il morale ancor più in basso in vista del derby.

Calciomercato Roma, il 2020 porta segnali negativi

I segnali negativi del 2020 sembrano svanire in quella partita: la Roma macina calcio, asfalta gli avversari storici e sembra dare un segnale chiaro. La prestazione contro la Lazio, però, è solo un fuoco di paglia perché la Roma cade di nuovo e mette in fila tre K.O. Sassuolo, Bologna ed Atalanta uccidono la squadra di Fonseca, la Roma perde le sue certezze e non sembra potersi riprendere. La società, la squadra e la dirigenza sono sotto accusa. La cessione di Florenzi, allo scadere del mercato invernale, non è stata digerita e sembra abbia acceso gli animi al’interno della squadra che, come accadde con Strootman e Nainggolan, deve ancora metabolizzare una scelta simile.

Orsolini
Orsolini, il gol in Roma-Bologna (@imagephotoagency)

Si è tornati al punto di partenza, si è tornati allo scorso campionato, si è tornati al tutti contro tutti. In città, la maggior parte dei tifosi è convinta che sia già finito il sogno e si appresta a vivere un mercato estivo privo di gioie ma pieno di delusioni. La squadra ha smarrito le proprie certezze e non riesce a far vedere neanche in minima parte quello che l’aveva resa una realtà importante. Petrachi e Fonseca sembrano aver perso le redini di una squadra fatta a loro immagine e somiglianza. In tutto questo terremoto va inserita l’ultima conferenza stampa di Petrachi che ha indispettito chi, da sempre, fa informazione a Roma. Il direttore sportivo si è trovato a sfidare il mostro che ha fatto fuori tutti i suoi predecessori: l’ambiente romano, i giornali e le radio.

La Rometta: un film già visto in passato

I tifosi però, l’unica vera parte lesa da questa situazione, sono abituati a tutto questo perché è un film già visto, una situazione che ciclicamente si ripresenta e mette in discussione tutto e tutti. Il problema principale, ammesso che sia solo uno, è capire le cause, le motivazioni del ripetersi continuo di questi preoccupanti momenti di crisi. E’ sempre tutto uguale: periodo, modalità, risultati e molto spesso anche le squadre.

Edin Dzeko
Edin Dzeko, attaccante della Roma

La Roma ha perso le certezze ma, più in grande, ha perso il progetto di crescita che ci si era prefissati, hanno perso i dirigenti e hanno perso i giocatori, soprattutto i giocatori. Sono cambiate le dirigenze, sono cambiate le proprietà ed i giocatori, è cambiata Trigoria ed è cambiato lo stadio ma da Roma-Lecce del 1986 ad Atalanta-Roma sembra non essere cambiato nulla. Non si conoscono e cause e, come per un virus di cui non si ha una cura, la cosa spaventa perché un altro anno di anonimato, un altro anno in cui non si accede alla Champions League vuol dire ridimensionamento e rifondazione, l’ennesima. La Roma deve ripartire e lottare anche se l’impresa adesso sembra una chimera e sempre meno possibile rispetto a qualche tempo.

Roma, la Sud è sempre immensa

La Roma non si discute, si ama”. Questo è il motto, lo stile di vita che le generazioni più giovani hanno imparato dalle generazioni precedenti. La tifoseria è l’unico aspetto positivo di una squadra che fino ad ora ha dato magre, magrissime soddisfazioni. La Sud si è sempre fatta sentire, in casa e in trasferta, sotto la pioggia e con il sole. La Roma è la curva Sud e i giocatori devono tornare a giocare per il nome che hanno davanti alla maglia e non per quello scritto dietro.

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