martedì, 26 Maggio 2020 - 08:15
Calcio Roma Roma, senza Champions il collasso: la squadra rischia un serio ridimensionamento

Roma, senza Champions il collasso: la squadra rischia un serio ridimensionamento

Roma, solo la Champions può evitare le cessioni; il flop finanziario chiama la ripresa, senza Europa il ridimensionamento diventa obbligato

Roma, senza Champions il collasso: la squadra rischia un serio ridimensionamento. Una Roma anti Coronavirus, quella chiusa in casa, come del resto succede oggi a tutti gli italiani. Una Roma ancora in mano a James Pallotta, costretto a reggere la proprietà nonostante la congiuntura finanziaria più negativa di sempre, adesso che Friedkin è stato costretto a fermarsi per l’infezione mondiale e per una situazione in casa giallorossa che potrebbe far rivalutare ogni proposta “già firmata” dal nuovo magnate americano pronto a rilevare la società. Pallotta dovrà tenere e, come riferito oggi dal Corriere dello Sport, sarebbe pronto a farlo ma, senza Champions a fine stagione, il ridimensionamento sembrerebbe davvero inevitabile.

Le cessioni

L’unico modo per risolvere il problema, l’unico per risollevare la questione finanziaria romanista dando respiro alle casse attraverso grandi plusvalenze. I numeri della relazione semestrale dice -87 milioni per la Roma, anche se la società potrà usufruire delle agevolazioni economiche promesse dal governo e l’UEFA dovrebbe spingere con meno vigore in materia di fair play finanziario, in un calcio oggi che rischia il collasso dopo il blocco imposto causa pandemia da Coronavirus.

Resta poi la classifica a peggiorare la situazione della Roma. Un quinto posto da cui ripartire quando si tornerà in campo, una posizione che se mantenuta dirà niente Champions League e maggiori problemi. L’Atalanta a -3 ma con una partita in meno rispetto ai giallorossi, la Roma rischia grosso e, torniamo al punto, si dovrà attuare inevitabilmente una politica di cessione che, di certo, potrà fare molto male alla piazza.

Roma, tutti i possibili addii

L’addio di Edin Dzeko potrebbe tornare di moda a Roma nonostante il rinnovo di contratto assicurato ad inizio stagione, quando l’Inter sembrava ormai cosa fatta. Oltre 7 milioni di ingaggio possono diventare un serio problema, per un attaccante che questa settimana compirà 34 anni e che con una valutazione di circa 10/15 milioni potrebbe dar respiro alle casse. Poi tutti gli altri: Under, Spinazzola, magari anche lo stesso Florenzi che in estate dovrebbe rientrare nella Capitale dopo la parentesi spagnola di Valencia; a rischio anche Justin Kluivert, cresciuto con decisione in questa stagione.

Edin Dzeko
Edin Dzeko, attaccante della Roma

Via Cristante che sarebbe ormai giunto alla piena maturazione calcistica; anche Diego Perotti che potrebbe anticipare l’avventura al Boca, già promessa alla scadenza del contratto con la Roma nel 2021. Di sicura permanenza il talento Niccolò Zaniolo e dovrebbe valere lo stesso anche per Lorenzo Pellegrini, a meno che non venga in mente a qualche italiana di stuzzicare il fantasista romano accontentando la clausola di 30 milioni presente sul contratto del giallorosso (ma per questo Fienga starebbe già trattando il rinnovo).

Pastore, il grande problema giallorosso

Con l’addio di Juan Jesus, che poteva salutare già a gennaio, l’ostacolo più grande riguarderebbe l’ex PSG Javier Pastore, vincolato in giallorosso fino al 2023 e che, con un ingaggio di 4,5 milioni a stagione, peserebbe non poco alle casse romaniste. Un peso che, senza prestazioni in campo, pesa già dall’arrivo di Monchi e che potrebbe anche dire addio alla piazza, ma certamente attraverso una risoluzione consensuale piuttosto onerosa. Nessun dubbio sull’addio di Kalinic, pronto a tornare a Madrid, dopo una sola doppietta a Cagliari fin qui in stagione.

Roma, chi resta e chi va: Zappacosta in, Smalling e Mkhitaryan out

Zappacosta, con molta probabilità, dovrebbe essere il prossimo terzino destro giallorosso, come sarebbe dovuto essere in questa stagione. Il recupero dall’infortunio, gestito completamente dalla Roma e molto apprezzato da casa Chelsea, dovrebbe convincere i blues a mantenerne la permanenza nella Capitale ancora per un’altra stagione, senza esborsi economici alla società inglese, solo preoccupandosi dello stipendio.

Chris Smalling
Smalling, difensore centrale della Roma (@imagephotoagency)

Discorso inverso per gli altri due “inglesi” in squadra: Smalling, di cui lo United oggi fa divetare un diamante, anche se malamente cestinato ad inizio stagione; adesso oltre i 3 milioni già versati dalla Roma per il prestito di inizio campionato, ne chiede altri 18, cifra che la piazza giallorossa non intende pagare, anche se arrivasse la Champions. E allora il destino di ritorno a Manchester sembra obbligato, soprattutto ora che, dopo l’esemplare prestazione in giallorosso, l’interesse di tanti club europei si sarebbe fatto piuttosto pressante. Lo United, per tentazione di buoni rapporti, ha già proposto l’altro difensore Marcos Rojo, oggi in prestito all’Estudiantes ma per Paulo Fonseca non sarebbe una prima scelta.

Capitolo Mhkitaryan, il problema è l’ingaggio

L’armeno è entusiasta di Roma e della Roma e, con un anno solo di contratto con i proprietari dell’Arsenal, non dovrebbe essere difficile strappare un accordo. Il problema, però, resterebbe il costo dell’ingaggio. 7 milioni a stagione, come Edin Dzeko, per il calciatore innamorato di Roma tanto da far nasce nella Capitale il figlio Hamlet ma che per confermarne permanenza chiederebbe almeno tre anni di contratto a cifre molto vicine al gigante bosniaco.

SEGUI LA JUVE SU INSTAGRAM

671,9k Followers
Follow

LEGGI ANCHE

LA PRIMA PAGINA

ULTIME NOTIZIE

Seguici su Facebook

Aiutaci a crescere!