Calcio Roma Roma, Smalling l'uomo giusto? La gentilezza non porta trofei

Roma, Smalling l’uomo giusto? La gentilezza non porta trofei

La Roma ha garantito a Smalling la permanenza in giallorosso fino al termine della stagione. In attesa di sapere quello che accadrà dopo, ci si chiede se l'inglese potrà rappresentare il futuro del club. Il passato lo fissa da lontano, conscio di una cattiveria agonistica che non appartiene all'ex Manchester

La Roma alla fine ha vinto il tira e molla con il Manchester United per assicurarsi le prestazioni di Chris Smalling fino a fine agosto. Prestazioni che finora si sono dimostrate di livello assoluto, in controtendenza rispetto alle premesse. Il centrale inglese, infatti, è stato quasi ceduto come un esubero dal club che lo ha cresciuto, ritrovando la bussola nel caldo Olimpico di Roma.

La società sembra voler puntare su di lui, oltre che Mkhitaryan, per riaccendere un futuro che appare più in ombra che in luce. La grazia del movimento, la tempistica e la pulizia d’intervento sono armi che vanno a identificare perfettamente la gentilezza in campo di Smalling. Oltre ad un poderoso stacco di testa, tuttavia, il suddito di Sua Maestà non dà mai l’impressione di un aggressività prorompente, rabbiosa, tipica del suo predecessore Kostas Manolas.

Roma, da Samuel a Vierchowod: quando essere cattivi significa essere vincenti

Walter Samuel
Walter Samuel, ai tempi della Roma

Soffermandoci su chi da casa Roma è uscito con un trofeo sottobraccio, la difesa giallorossa è da sempre zona di mastini e difficili avversari per ogni attaccante. Lo Scudetto del 2001 porta la firma di due Pitbull come ZagoSamuel, non proprio i prototipi del centrale elegante e pulito, oltre che dotati di un’aggressività mostruosa. Per avvalorare ulteriormente tale tesi, si pensi che il precedente titolo – 1982 – è passato per i tackle poco ortodossi di Pietro Vierchowod.

Smalling guarda da lontano tali mostri sacri della difesa della Roma, e non solo per i successi da loro conseguiti, ma soprattutto perché si parla di un giocatore diverso. Più moderno? Forse, ma provate a spiegarlo a Giorgio Chiellini. Il capitano della Juventus, a caccia del nono Scudetto consecutivo, è l’anello di congiunzione tra i difensori di un tempo e quelli di oggi. Sgraziato, duro, talvolta apparentemente scoordinato: caratteristiche che ben si completano nella storica BBC con BonucciBarzagli. Entrambi, seppur più eleganti, hanno conservato quella rabbia agonistica che Smalling deve garantire a Paulo Fonseca.

Smalling
Chris Smalling, difensore centrale della Roma (@imagephotoagency)

La faccia da bravo ragazzo, tuttavia, potrebbe nascondere ulteriori sorprese. Solo il tempo dirà se potrà comandare una difesa intera o addirittura uno spogliatoio. O se, già dal prossimo anno, la Roma andrà a caccia di qualche elemento più in là con l’età, ma estremamente carismatico. Per il momento, a Trigoria si godono Smalling, faccia da bravo ragazzo e modi gentili: forse anche troppo.

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