Calcio Serie A, il piano per la ripartenza: mascherine trasparenti e 20% del...

Serie A, il piano per la ripartenza: mascherine trasparenti e 20% del pubblico

La riapertura degli stadi continua a tenere banco e rimane il primo punto da risolvere. le società starebbero continuando a chiedere a gran voce una parziale ritorno alla normalità ma il Comitato tecnico scientifico tiene duro con la linea della prudenza. Senza un miglioramento della curva dei contagi sembra difficile trovare un accordo fra le parti

Prudenza e voglia di ripartire sono i sinonimi di due istituzioni importantissimi come la FIGC e il CTS. La prima vorrebbe iniziare, o almeno tentare, di fare un passo leggermente più lungo della propria gamba per provare a ridare senso ad uno sport che senza tifosi significa poco; la seconda, invece, pensa alla salute pubblica e forse nulla in questo momento potrebbe essere peggio di uno stadio. Nelle ultime ore, le indiscrezioni riguardo un incontro fra Gravina e il CTS si sono inseguite in maniera fittissima e tutte hanno confermato lo stesso esito dei discorsi: una fumata nera, per certi versi inaspettata. I tamponi da fare ai calciatori, come richiesto da molte società, non verranno ridotti e gli stadi dovrebbero rimanere chiusi.

Ma quindi la ripartenza del calcio? Ci sarà. O almeno questo è quello che continua a rimbalzare da più poli del mondo del calcio ma le modalità sono ancora tutte da valutare. Intanto, nella speranza che tutto possa rientrare il prima possibile e che i progressi sul vaccino siano più veloci del solito, si starebbe iniziando a pensare ad un piano per la riapertura degli impianti.

Gabriele Gravina
Gabriele Gravina, presidente FIGC

Calcio, riapertura stadi: il piano della FIGC

Come detto, c’è ancora del tempo per chiarire e definire le modalità della riapertura e della ripartenza del calcio. Il mercato è la rappresentazione perfetta di come le società stiano vivendo questo momento nella totale incertezza e nella paura di fare operazioni troppo onerose per le quali sarebbe difficile andare a riparare eventuali danni. Il calcio, però, inteso come organigramma e come federazione, deve ripartire e non può farlo prescindendo dagli stadi. In molti si sono schierati, ovviamente, dalla parte di coloro che vorrebbero riportare i tifosi a rioccupare, seppur in maniera ridotta, i seggiolini blu dei nostri vetusti e spesso impraticabili impianti (ma questo è un capitolo a parte). La FIGC il suo piano ce l’ha e La Repubblica, che avrebbe messo mano al documento scritto dalla Federazione, ne avrebbe descritto le modalità.

Primo punto: la mascherina dovrà essere trasparente per agevolare il riconoscimento facciale effettuato dalle telecamere già presenti all’interno degli impianti. Secondo punto: capienza ridotta al 20%. E sarebbe già un traguardo enorme. Stando a quanto riporta Repubblica, infatti, ogni tifosi dovrà avere 2,25 metri quadri di distanza dal suo “vicino” di posto in modo da avere libertà di movimento. Il calcio vuole ripartire e vuole farlo il prima possibile anche se tutto quanto, nonostante gli sforzi, potrebbe continuare ad essere inverosimile e irrealistico.

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