Calciomercato, è davvero giusto che duri così tanto, a volte fino a campionato iniziato?

Completare le squadre in tempo diventa sempre più difficile

Il momento più caldo del calciomercato fornisce lo spunto per una riflessione. È sotto gli occhi di tutti come quasi nessuna delle squadre partecipanti al campionato, riesca a completarsi in tempo per il ritiro. La maggior parte delle compagini infatti potrà dirsi completa solo negli ultimi giorni del mercato estivo. Spesso gli allenatori si trovano ad allenare e a preparare al meglio per la stagione giocatori che dopo pochi giorni andranno a fare le fortune di un’altra squadra, mentre, di contro, spesso non riescono ad avere a disposizione in ritiro i giocatori nuovi, per farli ambientare e per imprimergli schemi e sistema di gioco. Questo aspetto è difficile da affrontare soprattutto per le squadre di media levatura, perché quelle di prima fascia hanno la liquidità necessaria per fare mercato molto presto, le squadre piccole hanno come obiettivi giocatori adatti alla lotta per la salvezza, mentre le squadre medie debbono gioco forza adottare una tattica attendista, per sperare di fare il salto di qualità con giocatori di categoria elevata, che vogliono magari rilanciarsi. E queste società devono attendere gli ultimi giorni per sperare in una diminuzione dei prezzi dei cartellini. Questo gioco al rimpiazzo continuo, che sta diventando sempre più radicale sconvolgendo le facce delle squadre una rivoluzione dopo l’altra, riesce a destare molto interesse dal punto di vista mediatico, coinvolgendo i tifosi giornalmente per mesi. Ma siamo veramente sicuri che sia salutare per lo svolgersi corretto del campionato? I veri appassionati di questo sport non ritengono forse che il calcio sia peggiorato in questi anni, per via di questi cambiamenti? E non sarebbe forse meglio un calciomercato molto più corto che finisse qualche tempo prima dell’inizio delle ostilità e non a ridosso o addirittura, come è già capitato per alcuni anni, a campionato già iniziato da settimane? Un altro aspetto preminente è quello relativo al mercato invernale che, anch’esso troppo lungo, è diventato un normale calciomercato a tutti gli effetti, mentre un tempo era denominato “di riparazione” proprio perché serviva unicamente per correre ai ripari correggendo eventuali errori estivi. Questi aspetti contribuiscono non poco al disamore sempre più presente dei tifosi per questo sport, perché non riescono ad affezionarsi, per ovvi motivi, a nessuno dei loro calciatori, almeno non come succedeva in altri periodi storici. Senza contare che un giocatore che fino a ieri giocava in una squadra, si può trovare pochi giorni dopo a giocarci contro. Questo calcio, in questo modo, perde sempre più la sua connotazione romantica, quella che poi affascina davvero di questo gioco. E persa quella, cosa rimarrà?