Carlo Zampa | Roma, Fonseca compatta il gruppo: l’Europa League è l’obiettivo

La Roma fa le prove generali per la sfida degli ottavi di finale di Europa League contro il Siviglia, ultima chance per tentare di accedere alla prossima Champions League. Il cambio di modulo con la difesa a tre sembra dar ragione al tecnico Paulo Fonseca, mentre la squadra appare più compatta e convinta dei propri mezzi

Prove tecniche di Europa League. La Roma si sta preparando per affrontare in gara unica il Siviglia il 6 di agosto in Germania sperando di andare avanti nella competizione europea fino alla fine, unica possibilità per entrare nella Champions League della prossima stagione. Per farlo Fonseca sta utilizzando le giornate che restano fino al termine di questo falso campionato per trovare la squadra migliore da schierare nella Final Eight europea. Obiettivo difficilissimo da raggiungere, ma i giallorossi hanno il dovere di provarci in questo anomalo torneo post-Covid-19 che deve ad ogni costo concludersi con la finale di Colonia il 21 agosto. E’ talmente tutto finto che si è deciso per la prima volta dal 1956 di non assegnare il Pallone d’Oro, perché la sospensione di alcuni campionati a stagione in corso avrebbe inevitabilmente condizionato il voto dei giudici, inficiando l’oggettività del Premio. Almeno questa farsa ce l’hanno risparmiata.

Per la prima volta dopo la fine del lockdown Fonseca schiera per due partite consecutive la stessa formazione col nuovo modulo di difesa a tre e i risultati sembrerebbero dargli ragione. La squadra appare più compatta e convinta dei propri mezzi, al netto dei soliti errori che spesso sono la causa dei gol che prendiamo e della difficoltà a trovare la via della rete anche con conclusioni dalla distanza, malgrado non manchino le occasioni create. Sta di fatto comunque che nel post partita di Roma–Inter si è parlato quasi esclusivamente di un fallo, probabile ma non così eclatante, di Kolarov su Lautaro un minuto prima del pareggio di Spinazzola, che l’arbitro ha giudicato non punibile anche dopo aver rivisto l’azione al Var.

Alexis Sanchez e Roger Ibanez
Alexis Sanchez, attaccante dell’Inter, in prestito dal Manchester United e Roger Ibanez, difensore della Roma (foto by @imagephotoagency)

Come se quello fosse stato l’episodio determinante di una partita che la Roma ha controllato bene senza subire e che se l’avesse vinta non sarebbe stato scandaloso, ma ormai siamo abituati a vedere teatrini preconfezionati ad uso e consumo delle società che hanno maggiore forza mediatica e più potere politico. La Roma da questo punto di vista è deficitaria e paga una situazione societaria precaria che non la rende forte e credibile agli occhi di chi giudica e fa informazione. Fonseca, come Conte, è al suo primo anno di gestione, ma le difficoltà che ha avuto il tecnico portoghese sono state di gran lunga superiori a quelle dell’allenatore salentino.

L’Inter ha investito sul mercato oltre 200 mln di euro con l’obiettivo immediato di insidiare la Juventus per la conquista dello scudetto, ma dovrà accontentarsi del ritorno in Champions in attesa della fase finale di Europa League, mentre la Roma dal canto suo ha portato avanti la politica dell’autogestione mettendo a disposizione di Fonseca una squadra buona, ma incompleta e che sapevamo fin dall’inizio avrebbe dovuto soffrire per cercare di raggiungere la posizione Champions, ormai svanita in campionato. La società nerazzurra ha puntato forte sul suo allenatore pagandolo come un top player, perché lui è considerato il vincente in assoluto e Conte, adesso che il vero obiettivo è sfumato, sposta l’attenzione mediatica puntando il dito contro i soliti giornalisti brutti, sporchi e cattivi che criticano i risultati altalenanti della sua squadra e contro il calendario post-Covid-19 che lo avrebbe penalizzato.

Antonio Conte
Antonio Conte, allenatore dell’Inter – Photo by @imagephotoagency

Chissà come saranno contenti i dirigenti dell’Inter che rappresentano la società in Lega e che quindi diventano il vero bersaglio di Conte, dal momento che hanno partecipato alle riunioni fatte per decidere sul calendario finale del campionato. Ormai nella Milano sponda Inter gli allenatori vogliono emulare le gesta del grande incantatore di serpenti che è stato Mourinho e penso che Conte in questo momento senta molto il timore di un calo di considerazione, che il suo ego non sopporta e per questo spara ad alzo zero. Naturalmente nessuno obietta contro le sue esternazioni televisive, meglio parlare del fallo di Kolarov o del reprobo Zaniolo, tanto la Roma non parla e non reagisce.

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