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Carlo Zampa | Roma, il mercato non decolla: Friedkin, che ne sarà di Fonseca?

A due settimane dall'arrivo di Dan Friedkin, la Roma, fatta eccezione per Pedro, non ha ancora messo a segno un acquisto degno di nota. Prima di tuffarsi sul mercato la dirigenza giallorossa dovrà cedere, in attesa di capire chi sarà il nuovo Ds

“Chi compriamo?” “Chi vendiamo?” “Ma non è che Friedkin è come Pallotta?”. Non passa giorno in cui amici o conoscenti non mi pongano queste domande per capire quali siano le strategie della nuova presidenza giallorossa. Speranza mista a preoccupazione che diventa quasi un tormento per chi da dieci anni aspetta qualcosa di concreto dalla Roma e non solo chiacchiere o promesse vane. Sono passate appena due settimane dal closing e il tempo a disposizione dei nuovi proprietari non è molto per cercare di rafforzare una squadra che per il secondo anno consecutivo sarà fuori dall’Europa che conta. Nessuno ha avuto il piacere di vedere o conoscere di persona Dan e Ryan Friedkin e finora il contatto con Roma e il popolo giallorosso si è limitato al comunicato e alla breve dichiarazione affidata alla stampa dopo essere diventati proprietari della Magica. Dichiarazioni giustamente sobrie, senza proclami di sorta, ma in attesa di vederli presto a Roma per una conferenza stampa di presentazione dove è auspicabile che risponderanno con sincerità alle domande vere che gli verranno poste, sarebbe stato forse opportuno un video messaggio di saluto a tutto il popolo giallorosso.

Dan Friedkin, nuovo presidente della Roma
Dan Friedkin, nuovo proprietario della Roma

Roma, fiducia a Fonseca: serve un segnale dalla proprietà

La priorità in questo momento è riequilibrare il bilancio che presenta un passivo pesantissimo ereditato dalla gestione Pallotta, ma allo stesso tempo cercare di inserire forze fresche e di valore nella formazione da affidare a Fonseca. A proposito del tecnico lusitano, è fondamentale che lui abbia la piena e totale fiducia del presidente, altrimenti è meglio cambiare subito allenatore per non dover correre ai ripari a stagione in corso, come purtroppo avvenuto spesso in questi ultimi nove anni in cui sono state fatte scelte senza la dovuta convinzione. L’idea che era stata paventata di affiancargli un tattico italiano era apparsa quantomeno bislacca, se non addirittura controproducente. Sarebbe stato come mettergli una badante per indirizzarlo sulla retta via nelle decisioni tecniche da prendere.

Il modo migliore per depotenziarlo agli occhi della squadra, ma naturalmente tutti negheranno che questa eventualità sia mai stata presa in considerazione. Se Friedkin proponesse a Fonseca un’opzione per rinnovo del contratto di un altro anno, con possibilità di conferma o meno entro una data stabilita, sarebbe un segnale importante di continuità agli occhi di tutti, in primis della squadra.

Fonseca allenatore della Roma
Paulo Fonseca, allenatore della Roma (foto by imagephotoagency)

Roma, da Zaniolo a Pellegrini: è tempo di conferme

E’ chiaro che nella stagione fallimentare appena conclusa anche Fonseca ha avuto le sue responsabilità, prime tra tutte alcune scelte fatte e il crollo della squadra ad inizio 2020 dopo aver concluso l’anno precedente con la miglior prestazione a Firenze, ma allo stesso tempo ha avuto molte attenuanti, come la non conoscenza del calcio italiano con tutti i suoi risvolti e la pandemia, che ha stravolto i programmi di tutte le squadre, ma soprattutto il fatto di essere rimasto negli ultimi mesi un uomo solo al comando senza neppure il DS. Ciò non toglie che anche per lui la stagione che sta per cominciare (?) sarà la cartina di tornasole per capire se potrà in futuro essere ancora al timone della squadra.

La Roma squadra ha bisogno di certezze e in questo momento è molto difficile trovarne, se non in quei giocatori che dovrebbero rappresentare la spina dorsale e il futuro, come Zaniolo e Pellegrini, a cui verrà rinnovato presto il contratto. Per il resto ci sono difficoltà anche a riportare a Roma Smalling, al quale non era stato concesso nemmeno di giocare la gara di Europa League contro il Siviglia. Prima di acquistare bisognerà cedere e per togliersi contratti pesanti e inutili, come quello di Pastore, ci vorrà un mago più che un DS.