Carlo Zampa | Roma, squadra allo sbando: i tifosi meritano altro

A Roma non dura nessuno: tecnici, direttori e dirigenti sportivi, calciatori sacrificati e giubilati da una gestione proprietaria affaristica

Se Dzeko non si fosse inventato due gol nella gara contro la Sampdoria ribaltando il risultato, la Roma avrebbe chiuso queste tre partite con tre sconfitte consecutive. E’ una delle due costanti di questa stagione che caratterizzano il cammino della squadra di Fonseca. La prima è la difficoltà a trovare la via del gol e a creare problemi agli avversari se non c’è o non è in buona giornata l’attaccante bosniaco. Certamente l’alternativa non è mai stato Kalinic, differente per forza e caratteristiche da Dzeko, che si è dimostrato impalpabile quando è stato messo in campo dal tecnico.

Oggi è il solo Mkhitaryan, al netto dei suoi problemi fisici, a dare alla squadra quella personalità di cui ha bisogno e ad offrire un apporto importante di tecnica e di esperienza. Ma è troppo poco, non basta per risolvere d’incanto i problemi della squadra, che manca a mio avviso di qualità a centrocampo da inizio stagione e soprattutto di carattere. Il momento della Roma si può sintetizzare nello sguardo spaurito di Bruno Peres quando viene sostituito, un calciatore tornato a Roma perché nemmeno in Brasile se lo sono tenuto.

Roma
Dzeko-Mkhitaryan: gli unici due giocatori giallorossi con carattere e qualità

Nella scorsa stagione il giocatore da affiancare a Dzeko ce l’avevamo ed era El Shaarawy, tra l’altro capocannoniere della Roma con 11 gol in campionato, ma sappiamo bene come nella Roma bilancio e plusvalenze determinino spesso le sorti dei giocatori migliori e il faraone non ha fatto purtroppo eccezione. L’altra costante è l’assoluta fiducia nel fare risultato che hanno gli avversari di turno quando incontrano la Roma, qualunque sia il loro potenziale. Siamo riusciti a dare soddisfazione e gloria anche all’Udinese che fino a quel momento era la squadra che aveva totalizzato meno punti in campionato in trasferta.

Sia chiaro che tutto questo col Covid-19 e con questo campionato finto non c’entra nulla, se non veder acuiti ancor di più i problemi che sta avendo la squadra, sempre più in balìa degli eventi e sempre più lo specchio dell’evanescente società Roma. Fa caldo per tutti, tutti giocano ogni tre giorni e negli stessi orari, la differenza la fanno le motivazioni, la qualità e la personalità dei calciatori, la bravura dell’allenatore nel tenere compatto il gruppo, ma soprattutto la forza e la presenza della società.

Era chiaro che tutte le squadre avrebbero avuto problemi di tenuta atletica per i mesi di stop forzato e per il caldo opprimente di questo periodo, ma nella Roma non ho ravvisato grandi differenze tra il periodo pre-Covid e quello attuale. Troppe volte i giallorossi sono andati a corrente alternata, regalando un tempo agli avversari di turno e senza riuscire ad avere una continuità di rendimento necessaria per aspirare ad ottenere un piazzamento Champions, com’era nelle intenzioni della società e ormai diventata una chimera.

Parlarne ancora diventa un’ulteriore presa in giro e uno schiaffo in faccia ai tifosi. Fonseca è sempre più un uomo solo al comando senza il supporto della società e, pur non essendo esente da colpe per le scelte fatte, non riesce evidentemente a motivare i giocatori, ormai con la testa alla prossima stagione, a Roma o altrove. Il DS Petrachi è stato cacciato via per contrasti con la proprietà, per i suoi atteggiamenti poco graditi, naturalmente dopo aver fatto di tutto per ingaggiarlo, dando anche giocatori al Torino per convincere Cairo a liberarlo. Ma non si sapeva prima che Petrachi è un uomo rude, magari con un modo di fare più simile a Fred Flinstone piuttosto che a Petronio? Si chiedeva l’uomo forte e competente, com’è Petrachi, da affiancare all’allenatore e dopo lo si manda via? E adesso chi entra negli spogliatoi a far sentire la voce della società? Fienga, che tutto è tranne che un uomo di sport? La verità è che nella Roma non dura nessuno.

Calciomercato Roma, Fonseca e Petrachi al lavoro: pronti 4 rinforzi
Paulo Fonseca e Gianluca Petrachi, allenatore e direttore sportivo della Roma

Tecnici, direttori sportivi, dirigenti, direttori marketing e calciatori sono stati a turno sacrificati e giubilati dalla gestione affaristica di un proprietario, che, a suo dire, odiava il calcio, che sono oltre due anni che non si fa vedere a Roma e che parla solo attraverso inutili tweet e interviste preconfezionate. Roma, la Roma e i suoi tifosi meritano altro. Penso che la vendita della società sia ormai inevitabile e spero anche in tempi brevi. La speranza è che chiunque arriverà dopo l’attuale proprietario sappia capire bene il contesto in cui lavorerà cercando di integrarsi nel tessuto sociale della città e sappia dare le soddisfazioni che merita ad una tifoseria piena di entusiasmo e di amore per la squadra che porta il nome della Città Eterna. Non mi illudo più di tanto, perché questo calcio mi piace sempre meno, ma voglio ancora continuare a crederci. FORZA ROMA sempre e comunque!!

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