Toni Kroos, centrocampista del Real Madrid

Champions League, da Kroos a De Bruyne: la differenza è a centrocampo

Kroos, Modric e De Bruyne. Le giocate illuminanti dei centrocampisti hanno caratterizzato le gare d’andata dei quarti di Champions League evidenziando il gap di qualità fra le big europee e quelle italiane

Cosa manca alle italiane?

Le gare d’andata dei quarti di finali di Champions League sono state caratterizzate da giocate di grande qualità dei centrocampisti. Proprio il reparto nevralgico del campo è il settore che al momento costituisce il principale gap fra i nostri club e le big d’Europa. Le squadre italiane, infatti, tendono a privilegiare giocatori di corsa e quantità. Al contrario, occorrono uomini in grado di verticalizzare e di ispirare gli attaccanti prediligendo il gioco sulle fasce rispetto a quello per vie centrali.

O addirittura, come nel caso dell’Inter, la ricerca sistematica della punta centrale (in questo caso Lukaku). Il gigante belga, oltre a essere il principale terminale offensivo, funge anche da uomo boa in grado di favorire gli inserimenti dei compagni di squadra. Un tipo di calcio indubbiamente efficace nel contesto della Serie A. Molto meno, però, in quello europeo come dimostrato dai risultati non esaltanti di Conte in Champions League. Ma oltre alla differente impostazione tattica esiste un gap nella personalità degli interpreti. Difficile trovare nei nostri club un solo centrocampista in grado di imporsi fuori dai confini nostrani.

Kevin De Bruyne, centrocampista del Manchester City
Kevin De Bruyne, centrocampista del Manchester City

Champions, centrocampisti in copertina

Non è un caso che la rinascita del Real Madrid dopo una prima parte di stagione non esaltante sia coincisa con la crescita di rendimento della sua storica mediana. Modric, Casemiro e Kroos da ormai diversi anni costituiscono l’asse portante dell’organizzazione di gioco delle Merengues. Impressionante la prestazione del tedesco che ha impreziosito una prova di grande qualità e intelligenza tattica con un illuminante lancio da 70 metri in occasione del primo gol di Vinicius. Non da meno la prova di De Bruyne, dominatore assoluto della sfida fra Manchester City e Borussia Dortmund. Il belga ha avviato con una travolgente progressione l’azione del gol dell’1-0 prima di chiuderla personalmente mandando in rete da pochi passi l’assist di Mahrez. Determinante il suo apporto anche in occasione del gol vittoria siglato da Foden al termine di un’azione nata da un traversone millimetrico per il suo compagno di reparto Gundogan, lucido nel servire il giovane inglese. Il match dell’Etihad Stadium ha evidenziato anche le qualità di Jude Bellingham, talento britannico classe 2003, autore di una gara e tutto campo e ispiratore del gol del momentaneo pareggio dei gialloneri.

Jorginho centrocampista del Chelsea
Jorginho centrocampista del Chelsea @Image Sport

Jorginho, che partita

Fra i protagonisti della due giorni di coppa merita una citazione anche Jorginho, che dopo avere saltato gli impegni della Nazionale di Mancini, è stato uno dei migliori giocatori del Chelsea nella vittoriosa gara contro il Porto. Illuminante la sua verticalizzazione per Mason Mount in occasione del gol che ha sbloccato la partita.

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